04 febbraio 2026

La divisa

Ritornavo da una riunione un po' trafelata. Ho attraversato il corso principale, quello per intenderci dove un tempo c'erano i negozi con un cognome - o anche un nome, ma soprattutto con un cognome - perché nella piccola città poi ci si conosce. Oggi invece ci sono i negozi monomarca di mutande e ristorante cinese che fa cibo giapponese.

E ho incrociato lei, la signora in divisa. L'ho incrociata mentre io avanzavo con un vassoio di chiacchiere di Carnevale da portare ai miei colleghi. Era bionda, ovviamente, con un cappotto di Max Mara cammello, lungo, rigido. E teneva sottobraccio una borsetta rigida, squadrata,di Prada color cammello anch'essa.

Ho visto su TikTok un influencer dire che le borse squadrate sono quelle che indossano le donne più determinate, le donne che vogliono fare carriera. Ecco un tipo di borsa che a me proprio non piace: mi piacciono le borse un po' più arrotondate. Geometriche, sì, magari, ma non spigolose.

E lei comunque, secondo me, così bionda e beige, indossava una divisa che a Milano si usava un decennio fa e che a Massa invece corrisponde alla moda attuale.

30 gennaio 2026

Sogno

Ho sognato Meloni che era dalle mie parti. Ed era seduta su una panchina, nel sole. Come in un giorno di primavera.
Non la vedevo in viso, ma solo le sue spalle. Per non disturbarla... 
Lei aveva i capelli biondi raccolti. Poco lontano c'erano quelli del suo partito che vigilavano. 
E io timidamente le davo un paio di indirizzi aziende agricole dalle mie parti, dove andare ad acquistare la marmellata genuina per la sua bimba. 
Un'azienda agricola la conosco davvero ed esiste, l'altra me la sono proprio sognata!

12 gennaio 2026

Meteo

Il tempo passa in fretta. Per esempio, fino a ieri ero lì che morivo dal caldo in ufficio senza aria condizionata. Un attimo dopo ero ad affrontare in ciabatte la prima alluvione della stagione. Se non che, ritrovandomi con le ciabatte di gomma a stappare i tombini, di lì a pochi giorni mi sono gonfiata tantissimo e ho preso 2 taglie. La pelle mi tirava, mi faceva veramente male, una brutta sensazione. Poi mi sono sgonfiata solo con il Lasix. Insomma, a stappare i tombini per evitare di andare "a lago", mi devo essere presa qualche bestio, qualche batterio.
E ora invece fa freddo, molto  freddo!
Mi vesto sempre mettendo, oltre alla canottiera, anche una maglietta leggera però calda a maniche lunghe - canottiera rigorosamente a mezza manica - e poi appunto la maglietta, e sopra una maglia e sopra ancora o una giacca o un cardigan.
Stamani ho fatto una cosa che una donna della mia generazione, un tempo - anzi, una ragazza della mia generazione - non avrebbe mai fatto: ho gettato il cuore oltre l'ostacolo e ho indossato, sopra una gonna a campana grigia con un disegno a rombi ramati, anzi dorati, nientemeno che una maglia verde acceso a costine e sopra una giacca di velluto viola a costine!
Quindi ho osato il verde e il viola, sfidando un grande tabù generazionale!
Peraltro, vestita così con questa gonna femminile, molto chic, avevo anche le calze grigie graduate che ho preso nel negozio di sanitaria a 25 euro, sono andata in un bar pasticceria dove fanno delle paste buonissime. Però lì ci lavorano anche delle ragazze molto belle e molto truccate, dietro al bancone. Che non lo so come fanno di mattina presto ad essere cosí truccatissime. Però loro non è che "vendono" la bellezza delle ragazze, come fanno certi bar. Hanno proprio delle paste molto buone. Se non che, proprio perché hanno delle bellissime ragazze, allora quei bar - pasticceria - sono sempre pieni di operai o comunque di uomini in tuta da lavoro.
E così stamani sono andata in pasticceria  per prendere un vassoio di pastine da portare al lavoro, ero l'unica donna nel locale e dopo un po' mentre  sorseggiavo il caffè  ho avvertito  degli uomini alle mie spalle mi stavano osservando,  anzi, osservavano questa signora di mezza età vestita in modo un po' zitellesco, però ricercato. 
E le calze graduate grigie. Che però le metto non perchè sono in male arnese, ma  perché me l'ha detto l'estetista: di fatto un intervento di restauro preventivo. 

25 ottobre 2025

Tre mesi, tre pec...

                                                      il dì prima
Io mi incazzo a mostro soffro ogni volta che vedo i parcheggi per disabili occupati da auto senza il tagliando blu. Succede sempre, anche quando non sono con mia mamma che ne ha diritto. Proprio per questo, la mia “crociata estiva” sui parcheggi della Coop è iniziata il 7 luglio, in una mattina di grande difficoltà e traffico intenso a causa del mercato.
Quel giorno ho segnalato la situazione prima ai vigili per telefono e poi tramite PEC al Comune di Carrara, spiegando il disagio di trovare sempre occupato il parcheggio riservato ai disabili, parcheggio per altro sbiadito. Non avendo ricevuto risposta, ad agosto ho telefonato nuovamente e, successivamente, a settembre ho scritto di nuovo al Comune di Carrara chiedendo di conoscere il nominativo del responsabile dell’istruttoria, che ad oggi non mi è stato formalmente comunicato. 
Finalmente, verso ottobre, cioè dopo circa tre mesi, mi è arrivata una PEC dal Comune, ma  la risposta non affrontava le mie domande e il tono non mi è piaciuto affatto, forse perchè chi l'ha scritta e chi l'ha firmata non hanno idea che sarebbe dovere di un Comune essere in prima fila per la tutela dei  disabili.
Nel frattempo, ho notato che alla Coop erano in corso dei lavori nel parcheggio per disabili, dove c'erano le strisce sbiadite, avevano piantato due pali, ma uno di questi, dopo pochi giorni, era già caduto a terra. I lavori fatti a rospo!
Ho scattato delle foto, le ho spedite al Comune, terza PEC e pubblicato un post sui social che ha avuto un forte riscontro. 
Evidentemente qualcuno si è sentito chiamato in causa, perché da lì, tempo un paio di giorni, finalmente sono stati realizzati i parcheggi per disabili come si deve!
Oggi, chi va alla Coop di Avenza può vedere che non solo le righe sono state tracciate correttamente, ma è stata anche installata la segnaletica orizzontale, protetta dai panettoni.
La mia amarezza rimane per il fatto che il Comune mi abbia fatto aspettare tre mesi: tre mesi in cui sono stati calpestati i diritti di persone che avevano davvero bisogno di quei parcheggi e i miei diritti da cittadina, perché la legge 241 sul procedimento amministrativo è del 1990 e qua a Carrara sono rimasti fermi agli anni '80.



Il dì dop

17 ottobre 2025

15 ottobre 2025

Allora è un vizio!

Non mi abituerò mai alla cattiveria gratuita. 
Cioè se uno/a è cattivo per un motivo, ha un senso. Leggevo una che ha tre figli con tre cognomi diversi, mentre dava lezioni di morale e buone maniere a una donna povera e semplice che ha avuto il torto di cercare lavoro su Facebook. Che poi quella lì che ha tre figli, da tre padri diversi, ha sposato un quarto uomo che non è il padre di nessuno dei tre, che è un tipo che conosco. Il cretino utile, insomma. 

Venendo alle mie vicissitudini: venerdì sera dovevo uscire con un'amica, una di quelle che ti manda vocali da 4 minuti, che io ascolto un po' così perché sono sempre le solite cose. L'ex del suo uomo che è brutta, la figlia del suo uomo che è vagabonda, la mamma del suo uomo un'incapace etc.
Ci conosciamo da 5 anni, ogni tanto usciamo a cena nella sua città,  ogni tanto andiamo in giro per shopping. Ci vediamo sempre dove abita lei, perché lei non guida, idem le puntate all'outlet sempre con la mia auto. Mi paga il caffè. Insomma io pago gas e autostrada perché ho il telepass. L'ultima volta pure il pranzo.
Lei fa un lavoro così così ,cioè stagionale, d'estate lavora, d'inverno credo che prenda la naspi, si che è laureata e potrebbe andate a Scuola come ha fatto un mucchio di gente che conosco, ma credo che la Scuola non le piaccia. 
Quando parla dell'università sembra una saga tragica. 
Potrebbe anche fare qualche concorso per lavorare tutto l'anno, penso io. Poi mi sono resa conto con gli anni che ci sono persone che non lavorerebbero tutto l'anno come faccio io e come credevo facessero tutti.
Questo per dire che alla fine, essendo io quella che ha una stabilità lavorativa cerco più spesso di pagare io. Pure i punti dell'outlet le lascio.
Magari venerdì avremmo diviso. Che io non è che avessi voglia di uscire,  ma mi sembrava carino vederla, lei ha anche prenotato un posto che le piace. 
Le faccio sempre scegliere il locale perché ci vediamo sempre dove abita lei. L'ultima volta io volevo andare in centro, ma lei ha scelto un posto in collina. Pure caruccio.
Invece accade venerdì che sbaglio io, capisco male un messaggio e sbaglio di conseguenza orario di partenza. 
Lei mi chiama che io sono in auto, lei è già in città per la via e allora vada sua mamma ad aspettarmi mentre io per fare i 30 km impiego ben 45 minuti perché becco pure un incidente.
Un ritardo clamoroso, penso che per scusarmi pagherò la cena. E invece dopo che arrivo camminando sui tacchi nella movida del venerdì sera, mi arriva un messaggio di lei che mi dice che si sente male e  va casa. 
La chiamo, non risponde.  La richiamo, le mando un messaggio,  più che chiederle scusa non so che fare. Sono pur sempre una donna di 55 anni che dopo una settimana di lavoro mi sbarco 30 kg per raggiungerla. Ma non mi risponde.
E io mi rifaccio 30 km per tornare a casa. Al netto della serata 6 euro e 20 di autostrada, gas e tempo perso. Torno a casa che sono quasi le 9 di sera.
Non mi ha ancora risposto.  Non mi appaiono le spunte blu di whatapp. 
Sarà ancora arrabbiata. Mi dispiace. Ho sbagliato!  Ma la prossima  volta all' outlet ci va con qualcun altra!
Io magari provo a farmi un po'più furba che sono stufa di gente di 50 anni disadattata.

07 ottobre 2025

O bela Spezia





Non lavoro più a Spezia da 5 mesi, mi manca la città. Anche se il mio istituto era abbastanza defilato, nella prima periferia. Per intenderci, parcheggiavo davanti al portone. Però ogni tanto andavo in centro per quelli che noi chiamiamo "adempimenti".
Mio padre non capiva perché avessi lasciato la campagna lunense, le pecore, le rose, l'anfiteatro, per andare in un ufficio al chiuso.
Un giorno gli ho risposto con una frase che mi aveva colpito "Allora per cosa mi hai fatto studiare a fare?". E rimase senza parole.
Sono in piena autoreferenza, 25 anni di ministero, quasi 13 d'archivio.  E stasera pensavo che a dicembre sono 20 anni che è morto il mio collega Ugo, che aveva 56 anni e alla me di 20 anni fa era un'età che faceva impressione.
Ugo era il mio collega e mi sembra che questi 20 anni siano passati velocissimi. E io avevo la rabbia davanti al mosaico di Medusa e ogni volta davanti al mosaico, raccontavo ai visitatori di Ugo, che mi faceva rabbia Medusa che avrebbe dovuto proteggerci e non l'ha fatto. E in quell'attimo in cui parlavo di lui con degli estranei venuti dall'Australia o da Biella, per dire, era come se Ugo per me, rivivesse.
Poi ci sono altri dolori, quando perdi gli amici senza capire bene perché.  Sicuramente invecchiando la maggior parte delle persone peggiora. Oppure le persone si stufano di noi. Io in effetti sono monotematica, parlo di giardinaggio e di archivi. Non ho viaggi favolosi da raccontare (non è che i vostri viaggi tutti uguali vi abbiano resi speciali, sappiatelo). Sono pure contraria alle mostre perché stressano le opere d'arte. Non conosco nemmeno scrittori famosi, perché vado solo alle presentazione di libro di autori locali.
Si, avete fatto bene a mettermi da parte. Lasciatemi pure lì!