08 marzo 2012

rappresentanze sindacali unitarie


Certe volte ho come il sospetto che per vocazione io le cose le prendo sempre dal lato più difficile. Vuoi che la causa fosse santissima e che cavoli, al mio debutto, quattro anni fa, ho denunciato uno spreco di denaro pubblico vergognoso, ma con due concorsi in ballo, ce ne vuole di coraggio o di irresponsabilità a fare una guerra alla propria Amministrazione e anche a fare guerra una parte del proprio sindacato.
Ma della Cgil mi è rimasta la parte migliore, cioè quella che soffre per le ingiustizie che vengono perpetrate a danno dei lavoratori, quella che protesta per i tagli alla spesa sociale, quella che ha il coraggio di opporsi a ciò che è sbagliato.
Perché quando dici che vuoi " cercare una mediazione" è perché non vuoi scontrarti con chi comanda.
Io invece negli ultimi anni ho scoperto di essere specializzata in guerre, perché proprio non mi stanco mai. Anzi credo che si spossino gli altri quando mi sentono ripetere per la centesima volta il solito concetto, perché fino a che non ti convinci del fatto che io ho ragione, non ti do tregua!
E ieri con le elezioni delle rsu mi è arrivato dunque come un abbraccio corale, inteso e pure inatteso nei numeri , l'attestato dei miei colleghi.
Come un'onda d'affetto che mi ha colmata, condensandosi nel sms speditomi da uno di loro, che mi ha raggiunta mentre ero a lezione di paleografia.
Verranno altri giorni, verrano altre sofferenze, incomprensioni e momenti difficili.
Ma ho imparato che le brutte cose poi te le lasci alle spalle. Passano.
E sono anche pienamente consapevole del fatto che proprio in questi tempi difficili protestare serve, e chi si fa comperare invece, è perché vale poco.

7 commenti:

Francesco ha detto...

io e il sindacato, l'idea di sindacato siamo agli antipodi. e non perchè, in senso astratto, il sindacato non serva, anzi.

ma io ho scarsissima fiducia nel genere umano, che nelle questioni di lavoro tira fuori il peggio di sè.

avevo una collaboratrice che era delegata sindacale. quindi una persona certamente non facile da gestire. lo è stata, mia collaboratrice, per 10 anni, nel 2008 è andata in pensione. non abbiamo mai avuto problemi, se non qualche scazzo ogni tanto e quando io ero più giovane e quindi anche più inesperto.

ma ricordo con nitidezza un episodio: diede una mano ad una impiegata, che qualche mese dopo diventò (e lo è tuttora) mia collaboratrice. una stronza patentata, lo dico subito, quando avevo il blog su splinder aveva un suo tag che si chiamava "impiegata del cazzo", questo per farti capire.

il problema di questa persona era di salute e richideva diciamo "uno spostamento di mansione". aveva un problema col suo capo insomma. la delegata sindacale riuscì a farla spostare e fini appunto da me.

poi non so che cosa sia successo, ma all'interessamento della delegata seguì un raffreddamente nei rapporti. ricordo che tempo dopo mi disse di non fidarsi di questa impiegata, che era un'opportunista e altri apprezzamenti di questo tipo.

si aspettava quacosa forse, cosa non l'ho mai saputo e tanto meno l'ho chiesto. ma questa cosa mi ha fatto capire che le rivendicazioni nel mondo del lavoro, che tu sia operaio, impiegato o manager non può che avere una dimensione individuale, e lo dico da persona che ha una cultura politica tutto sommato di sinsitra.

scusa per la lunghezza del commento

Costantino ha detto...

Il lavoro,l'impegno,la passione debbom no tornare al centro della attenzione.
Sono contento di questo meritato riconoscimento che hai avuto.

Adriano Maini ha detto...

I miei più vivi complimenti. So già che farai benissimo sul quel fronte così delicato!

Giuliano ha detto...

COMPLIMENTI!!!!!!!

maura ha detto...

Ottima riflessione:protestare serve, e chi si fa comperare invece, è perché vale poco!
Sono felice per la stima che ti hanno dimostrato i colleghi e che non avevo dubbi meritassi.
Vorrei anch'io essere rappresentata da una Sara come te...

viola ha detto...

Brava Sara, ce ne fossero di più che la pensano come te.. un bacio

Ernest ha detto...

Oltre ai miei complimenti voglio dire che è proprio per quella parte di sindacato che rappresenti tu che la speranza delle persone è ancora in piedi.
Negli stessi sindacati ci sono persone improponibili, e che hanno dimenticato la reale natura di un'istituzione che sta alla base della democrazia.
Continua mi raccomando.
Spero che in futuro si possano trovare sempre più persone così nei nostri posti di lavoro