14 gennaio 2016

Mi riconosci?

Chi mi segue da un po'di tempo, sa che lavoro nel settore dei beni culturali da diversi anni, molti dei quali trascorsi nella bellissima area archeologica di Luni, una città fondata dai Romani nel 177 a. C.
Per altro giusto lo scorso week end mi è arrivata una mail di una visitatrice, la quale mi ha spedito una foto del 2011 in cui ero ritratta insieme alla sua splendida bambina.
Quando lavoravo a Luni mi divertivo molto a contatto con la gente, i miei erano percorsi didattici che pur non discostandosi da un piano scientifico erano supportarti da aneddoti filosofici, il che era un modo garbato per introdurre la mia disciplina , la filosofia, anche ai giovanissimi.

D'altro canto gli anni passati a fare teatro dilettantesco mi hanno regalato molta sicurezza nei confronti del pubblico, inoltre portandomi dietro gruppetti di persone, nella piana verde indorata dal sole, era inevitabile che  i visitatori simpatizzassero un po' tra di loro, d'un entusiasmo contagioso per l'ingombrante eredità lasciataci in dono dagli Antichi. "Ma qua c'è ancora tanto da scavare?" e io "Si! Dov'è tutto verde, c'è tutto da scavare!!!".
Poi inevitabilmente, pur nella buona intenzione di migliorare quella bella realtà in cui eravamo immersi, il paradigma di tanti piccoli - grandi gioielli del nostro patrimonio culturale, qualche visitatore lanciava l'idea : perchè non chiamano i volontari per scavare/aprire il museo/fare la guida etc.?
A quel punto il mio sorriso si faceva tirato e spiegavo che a mio giudizio non è giusto, perchè le persone non studiano per lavorare gratis, del resto non mi pare che i  gommisti facciano la convergenza gratis, i dentisti curino gratis le carie o tanto meno lo Stato ci metta  a disposizione i servizi pubblici a ufo!

Perchè chi ha una laurea in discipline umanistiche deve lavorare gratis?

E'paradossale che i beni culturali siano indicati come il possibile volano della nostra economia nazionale, poi per contro si pretende che chi ha studiato anni e anni per assumersene  la responsabilità scientifica, dovrebbe farlo gratuitamente!
Mi sembra dunque importante segnalare questo blog dedicato appunto agli operatori dei beni culturali che legittimamente rivendicano un riconoscimento che prima di essere economico è professionale https://miriconosci.wordpress.com/

15 commenti:

Lorenzo ha detto...

"E'paradossale che i beni culturali siano indicati come il possibile volano della nostra economia nazionale"

Fino a qui tutto giusto, infatti è proprio paradossale.

I "beni culturali" non sono volano, il volano è un aggeggio che serve per rendere omogenea la velocità angolare (diciamo la rotazione) di un organo meccanico, per esempio viene usato nelle cyclette. Ecco il link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Volano_%28meccanica%29

Quindi chi pronuncia la frase di cui sopra dimostra perché i "beni culturali" sono invece UN PESO per la nazione. Lo sono perché non confluiscono nel sapere in generale, non completano la formazione della persona, servono invece a definire una casta auto-referenziale di scriba, i quali fanno un punto d'onore di non sapere FARE niente.

La filosofia, cara Sara, è l'amore per la conoscenza. Non è "i beni culturali", anzi, è il contrario. In questo consiste il paradosso. Fintanto che saremmo immersi in questa palude decadente, non potremo che declinare. Con tanti saluti al Caro Leader Renzi e l'Italia che riparte.


Marco Poli ha detto...

Quante volte l'abbiamo letta, questa metafora del volàno ?
Tante ...
tante da diventare consuetudine.
Mi sono accorto che pure io usavo ed ancóra uso talvolta espressioni scorrette oppure insensate, perché d'uso comune, sdoganate dai giornalisti.
Da qualche tempo, ho iniziato a verificarle.

fracatz ha detto...

lavorare gratis, questo no,
io non creddo (crozza che imita razzi)
Ho visto un'inchiesta tv sui raccoglitori di arance africani giù in sicilia e loro prendono 25 euri al giorno dal proprietario del frutteto ed il tutto con immagini in chiaro con ampia materia quindi per i controllori di volo addetti al controllo,
però ogni anno si fanno queste inchieste

Sara ha detto...

@Marco ho intenzionalmente fatto ricorso a una metafora abusata.

Lorenzo ha detto...

Sara, se fosse abusata, pazienza.
E' SBAGLIATA, perché chi la usa non sa cosa sia e a cosa serva il volano. Forse sopra non mi sono spiegato bene, il volano è sostanzialmente una massa, per esempio un disco, che si attacca ad un oggetto che gira, per esempio una ruota della cyclette, per fare in modo che i cambiamenti della velocità di rotazione siano MODERATI, sia in accelerazione che in decelerazione. Se tu spingi sul pedale il volano si oppone alla spinta per simulare la resistenza all'avanzamento che incontra la bicicletta vera, se smetti di spingere il volano si oppone al rallentamento simulando l'inerzia della bicicletta con te sopra.

In sostanza il volano è un oggetto che SI OPPONE AL CAMBIAMENTO DI STATO TRAMITE LA SUA INERZIA, si oppone alla accelerazione sia positiva che negativa.

Quindi se la metafora fosse solo abusata ma usata a ragion veduta, starebbe a significare che i "beni culturali" agiscono da "moderatore del cambiamento", nel bene e nel male, per L'Italia. Quando Il Caro Leader Renzi propone una delle sue "riforme", i "beni culturali" si oppongono, sia che sia in aggiunta che in diminuzione.

In realtà però chi usa questa metafora vuole dire che i "beni culturali" sono qualcosa che favorisce, asseconda, promuove il cambiamento, qualcosa che sospinge l'Italia, una specie di motore. Nella loro percezione confusa, forse eco di qualche lezione di scuola guida, sanno che il volano ha a che fare con gli organi meccanici e pensano che se se esiste significa che ha una funzione POSITIVA. Quindi usano la metafora nel senso OPPOSTO a quello che logicamente dovrebbe avere.

Il che dimostra perché, come dicevo, che i "beni culturali" sono un ramo secco, ammuffito, una casta autoreferente che non fa nemmeno la fatica di verificare secondo quelli che dovrebbero essere i suoi stessi principi fondamentali (vedi il "logos") le stupidaggini che dice.

viola ha detto...

Basta con questa storia dei volontari, ho fatto per anni la volontaria, ma poi qualcuno giustamente mi ha fatto osservare che certi compiti non possono essere delegati a volontari ma a persone competenti e regolarmente retribuite.
Non si risolve con il volontariato, si risolve con il promuovere ed incoraggiare la competenza ed il merito delle persone, farle crescere, e pagarle adeguatamente.

Lorenzo ha detto...

Viola e tutti:
Io sono d'accordo. Peccato che se si facesse davvero selezione nella Pubblica Amministrazione, ovunque, non nei Beni Culturali solamente, la stragrande maggioranza degli impiegati e dei dirigenti sarebbero palesemente inadeguati. Facciamo finta di non sapere che la P.A. si usa da sempre come "ammortizzatore sociale", per "creare posti di lavoro" e distribuire risorse in quelle Regioni che tra cent'anni saranno sempre "bisognose di sostegno" semplicemente perché la loro economia vive di sussidi.

Lo scopo per cui esiste la P.A. è semplicemente in contraddizione con qualsiasi criterio di efficienza o l'idea di dargli degli altri obbiettivi.

Ancora, fintanto che rimaniamo nella palude inutile agitarsi.

Gianluigi Rizzo ha detto...

Brava Viola, la maggior parte dei volontari serve solo per dare informazioni all'intelligence sul territorio. Hai ragione, competenze con tanta moneta come fattore rischio....

Gianluigi Rizzo ha detto...

Scusate, avendo i secondi contati ho letto il commento di Violi ed ho pensato a un altro volontariato. Per il resto va bene...

diego ha detto...

L’argomento centrale mi pare sia il ruolo dei volontari, in specie in siti archeologici, musei, dimore storiche e simili. Io penso che possa anche esservi un apporto di persone che offrono collaborazione gratuita, tenendo a mente che il nucleo direzionale e le professionalità fondamentali debbono essere sempre persone pagate ad hoc, professionisti, persone che «ci vivono». Credo occorra una demarcazione precisa fra beni culturali pubblici assolutamente tali e quelle iniziative private anche interessanti ma certamente private.
Consiglierei la lettura del testo di Rifkin «la società a costo marginale zero» per comprendere un fenomeno importante del nostro tempo. Molto si produce gratis, in campo culturale, e in questo l’internet è un potente impulso. E il problema della «fine del lavoro», la continua espulsione di mano d’opera per merito/colpa della tecnologia, ci pone di fronte ad un modello di redistribuzione del reddito che deve cambiare, lasciando sempre più spazio all’attività collaborativa. Il mio è solo un inadeguato accenno, la tematica è complessa e ampia.
Temi importanti, orizzonti nuovi, ai quali dovremo adeguarci.

Alberto ha detto...

Riprendendo il discorso di Diego che condivido in toto, dividerei i professionisti, che prendono una paga, dai dilettanti-volontari. E fra questi ultimi ce ne sono, che conosco, di competenti e appassionati che fanno altri mestieri, dai professori agli architetti.

nico ha detto...

Grazie Sara per aver scritto questo post! Non tutti, compreso me, sapevano l'esistenza di queste realtà. Sospetti sull'abuso della parola volontariato ne ho sempre avuti, eccome, così come di messaggi accattivanti che nascondono dietro ben altro ne ho sentiti tanti. Ma non pensavo che gli operatori culturali fossero "volontari". Il trafiletto che ho letto su Trieste nel sito che segnali mi ha "commosso" per le "grosse opportunità" di lavoro offerte! Buon weekend Saretta :)

Biagioli Alessandro ha detto...

purtroppo si scava gia troppo ci manca solo che chiamiamo i volontari ,magari cosi estraggono illeso un piatto in ceramica e non scorgono un gioiello...dicevo si scava troppo ,perchè poi gli scavi si devono mantenere e vedi Pompei è inutile scavare se poi non riusciamo a mantenere in sicurezza i reperti .inoltre per tenere aperta l ennesima bottega del pane a Pompei certo non si possono chiudere i reparti degli ospedali..si scava troppo metti a Roma scavano un metro in profondita trovano sempre dei reperti che avranno si 2000 anni ,ma magari sono oggetti in serie gia trovati e ritrovati che andranno a riempire casse su casse nei magazini (da dove spesso poi saranno trafugati) ..sarebbe comunque il minimo ,il fatto è che sono 5 anni dico 5 che cè un ponte finalmente allargato sulla via portuense ,ma non si apre perchè :è ma cè un pezzo di antinca via portuense che è emersa dallo scavo!!ma dai!!non mi dire ,sotto la nuova portuense cè la vvecchia portuense,ma davvero??!!che scoperta!!investiamo i pochi fondi per scavare,oddio!!cè un teschio di 2000 anni fa mezza ruota di un carro un calzare un manico di un gladio!!senzazionale blocca tutto !..siamo vittime del passato gloriosoe fermi a quello

Biagioli Alessandro ha detto...

comunque W Luni!!

Claudia ha detto...

Le parole non hanno mai un solo significato.
Col volano ci giocavano quasi tutti i bambini, credo. Quel piumino leggero da lanciare con le racchette. Poi ci sono i significati figurati.
Penso che derivi dal latino volvere: (volvo, volvis, volvi, volutum, volvĕre), far girare.

In ogni caso chi lavora deve essere pagato e chi fa finta se ne deve andare.