19 giugno 2016

Let it be

Ora non e'per tediare, ma io conduco una vita impegnativa da molto tempo:non sono stanca, sono allenata.
Dopo che si e'angosciosamente consumata la vicenda dell'uomo che ho sposato, che io comunque continuo a chiamare "mio marito" e la perdita di mio padre, gestisco a pieno regime una nonna 90enne, anche se sono stata fino a poco tempo fa la nipote piu'negletta.
Fin da bambina mi ripeteva che "se cado a terra un bicchier d'acqua me lo danno loro", intendendo le mie cugine, il che era sufficiente per preferire loro a me.

Adesso chi si prende ferie per portarla a fare le visite?
Chi va dal medico assiduamente  per la nonna?
Chi cerca di studiare, salvo poi essere chiamata ogni tre per due da lei?
Potrei continuare a lungo:mi sento oberata oltre misura, in piu'devo reggere  il peso emotivo del giudizio altrui sulle scelte che faccio, cercando di armonizzare interessi diversi e alle volte quando guido tornando a casa dal lavoro, mi prende lo sconforto e mi si riempiono gli occhi di lacrime.
Per la cronaca, quelle che dovevano dare il "bicchier d'acqua"nelle previsioni di mia nonna:due di loro sono non pervenute, una terza si e'resa disponibile a fare qualche pomeriggio, salvo poi dire che deve studiare (e'piu'grande di me!) e semmai mi poteva mandare sua suocera a fare le notti a 50 euro l'una...le ho risposto che quando c'e'bisogno per le notti ci penso io!
La canzone Let it be, me la sono cantata da sola, per me stessa, molte volte nel corso di questi mesi difficili.
Qualche giorno fa l'ho ritrovata su un  cd e ascoltandola ho preso consapevolezza che non devo farmi piu'rabbia per quello che le altre non fanno, sebbene sarebbe loro dovere.
Io sto facendo tutto quello che io devo fare, perche'agire moralmente significa proprio questo:cioe'quello che conta e'che io mi senta a posto con la coscienza, facendo del mio meglio e adesso dopo tanti sbattimenti credo di essere riuscita a avviare una situazione di normalita', un equilibrio quantunque precario che mi fa sentire piu'sollevata.
Penso a cosa mi direbbe mio padre, commentando il impegno e il mio livore nei confronti di quelle che se ne sono fregate: ecco mio padre mi direbbe che ancora una volta ho dimostrato a tutte loro di essere io la migliore.

7 commenti:

Nuvola ha detto...

Sì, hai proprio ragione, e così pure tuo padre.

Ti mando un abbraccio, fa' quello che riesci,

Lorenzo ha detto...

Potrei scrivere un commento ma non ti aiuterebbe affatto. Quindi mi limito ad un saluto.

diego ha detto...

tu sei una persona di grande pregio, morale, culturale e anche estetico

però leggendo mi è venuto in mente il mio vecchio nonno livornese che diceva: «chi pecora si fa, il lupo se lo mangia»

Sara ha detto...

Diego io ho un equilibrio famigliare da gestire, non e'che posso fregarmene, e'un peso, ma non ci sono proprio alternative.

fracatz ha detto...

nel mio blog, let it be sta in alto a sinistra, tra le prime cose, perché noi qui in convento da sempre sappiamo lenire e dare conforto agli umani
pace e bene

Mariella ha detto...

Fai del tuo meglio, è quello che conta. La canzone dei Beatles è linea guida.
Ti abbraccio forte, sono orgogliosa di te.

viola ha detto...

Sarà te l'ho già detto tante volte che sei speciale e sfogarsi tra amici, anche se virtuali, fa molto bene! Un abbraccione