30 gennaio 2017

Massa_ Museo diocesano

I musei diocesani non sono molto conosciuti, un vero peccato!
Ieri sono andata per la prima volta in quello di Massa, che poi e'il museo della diocesi di Massa-Carrara e Pontremoli e si trova in quella punta di Toscana che confina con la Liguria, l'Emilia e la Versilia.
Le foto nel museo non si possono fare, però all'ingresso mi hanno consegnato un pieghevole con un'introduzione alla storia dell'edificio il  Palazzino della famiglia Cybo Malaspina e alle collezioni ospitate.
L'ingresso è a offerta libera ed eventualmente e'possibile accedere con un ascensore.
ingresso in via Alberica


Le foto che seguono sono dell'hortus conclusus , un po'negletto, anche per via della stagione. 


Del museo ho avuto modo di apprezzare...tutto!in modo speciale pero'gli argenti cesellati, veramente splendidi! e'comprensibile che questi oggetti debbano stare in un museo, perche'magari nella parrocchia d'origine non possono essere tutelati adeguatanente. 
Tuttavia essendo oggetti di devozione, alcuni originari di paesini remoti,legati a culti antichi, e'innegabile che una volta sottratti al luogo d'origine perdano la funzione originaria. 

Dovrebbe un po'essere compito delle rispettive comunita', pure dei parroci, ma anche dei fedeli, cercare di mantenere il legame con i beni sacri quando sono custoditi in museo. Dietro una croce astile, una statua di Gesù Bambino,  c'è la storia di una comunita'dei suoi valori, dei suoi scambi, della sua economia. 







6 commenti:

Nuvola ha detto...

Ah Sara, mi piacerebbe proprio tanto andare con te in giro per musei!

Che fortunati quelli che ti incontrano dove lavori! :D

Buona giornata,

Lorenzo ha detto...

Invece io più passa il tempo e più sono annoiato o infastidito dai contesti costruiti, ho necessità di stare all'aperto. O meglio, associo l'idea di svago più allo stare fuori che allo stare dentro.

Casco male perché qui dove abito la tradizione è quella degli ambienti chiusi, non solo gli edifici fuori sono anonimi e sono beli dentro, compresi i cortili ma si socializza anche negli ambienti chiusi, non c'è lo "struscio" tipico di tutta Italia.

Di solito per svagarmi passeggio in uno dei due parchi che ho relativamente vicino. Senno quando posso vado al Lago di Como. A Milano c'è tutto ma ci vado poco perché, appunto, mi soffoca.

Sara ha detto...

Grazie Nuvola, ci divertiremmo tantissimo ad osservare insieme le opere d'arte e tutto il resto! Mi insegneresti tante cose!

Sara ha detto...

Lorenzo a me Milano piace molto, per le sue chiesette inaspettate e poi...Brera e il Museo del Novecento!

Mariella ha detto...

Le foto sono bellissime. Dovresti iscriverti ad ISTAGRAM.

Lorenzo ha detto...

Devi sapere che le cose "belle" sono dentro i cortili dei palazzi. La tradizione lombarda, sia degli edifici "popolari" che di quelli "aristocratici" è quella della "corte chiusa", ovvero un quadrilatero con poche aperture verso l'esterno e con la parte "viva" all'interno, con un cortile variamente attrezzato e decorato e portici, di solito su tutti i piani. Non mi ricordo adesso di preciso ma sospetto che in realtà sia una derivazione della architettura delle ville romane.

Comunque, i turisti che vengono a Milano la trovano "spoglia" e povera di "socialità". Questo perché, come dicevo, la vita non si svolge nelle piazze o nelle strade, come a Roma, non esiste "permeabilità" tra l'interno e l'esterno degli edifici. Qui tutto è racchiuso all'interno dei cortili. La gente si incontra storicamente dentro i caffe o i salotti, non all'aperto. Di conseguenza devi essere introdotto, non arrivi da fuori e trovi tutto esposto.

La prossima volta che vieni a Milano ti suggerisco di documentarti prima su quali spazi chiusi puoi visitare. Quasi tutto il centro è in mano alle banche, assicurazioni e simili, certi edifici si possono visitare altri no. Ma c'è sempre qualcosa da vedere.

La Milano contemporanea sta via via diventando "globale" e quindi ci sono spazi e occasioni non-tradizionali, come la piazza Gae Aulenti con i grattacieli o la "movida" dei navigli. Durante i giorni feriali (solo di giorno) e la sera nel weekend c'è l'area Brera - Montenapo - San Babila - Duomo.

Io comunque sono nato e vissuto nella periferia industriale. E' tutto un altro mondo, sia fisico che spirituale.