25 aprile 2017

Preparandosi alla Liberazione (non ci libereremo mai!)

Ieri ho spazzato gli agli di pino nella strada, ad avere avuto tempo avrei fatto meglio.
La gente passava e mi vedeva e io immagino già cosa potevano pensare di me, tutto sommato "nuova" in questo paesino, che però mi sto cimentando tra le dimamiche consolidate degli autoctoni. Dinamiche di cui non mi frega un bel niente. Ci mancherebbe che mi assuma conflitti non miei!

L'altro giorno ho detto a una signora che si lamentava che in Chiesa viene poca gente, che sono sempre i soliti che leggono.
Ora io con qualche anno di teatro, se pur amatoriale, alle spalle e in corso, leggo benino, ma a prescindere dal talento o meno, in chiesa devono leggere tutti! anche quelli che meno comunicativi.
Dove c'è un minimo di pertinenza, si istituisce un feudo personale.
Mi rendo sempre più conto di quante persone sgomitino per niente. Ripenso agli anni trascorsi nella mia vita pubblica, quella in cui ero rsu per il sindacato:ho visto gente accanirsi contro nemici altrui, ho visto gente avanzare richieste assurde per fare gli interessi del capetto sindacale che prendeva e prende ordini dal dirigente di turno. E ancora, ho visto persone con le terza media avanzare la richiesta di fare didattica museale - si,  di fare lezione alle scuole! -  e il carrierista di turno che faceva leva sulla loro ambizione supportandone le istanze in sede di contrattazione. 
Comunque oggi è il 25 aprile e io leggerò un pezzo che ho scritto due anni fa. L'ho dovuto spiegare: perché c'è chi è convinto ancora che il 25 aprile sia una festa comunista, o che solo i comunisti si possono ricordare nelle cerimonie.  
Voglio dire, un po'di senso critico! io mi farei spiegare perché da un muratore usa un certo tipo di cemento piuttosto che un altro, non contesterei l'uso del cemento per mero principio di contraddizione!
Invece ne incontro di ignoranti  che hanno l'arroganza di contestare tutto ciò che non capiscono. 
Ma se hai saltato percorsi, se non hai metabolizzato esperienze, se ti sei affannato a schivare libri nemmeno fossero cacche di cane, poi vuoi sapere di Storia?di Archeologia? di Archivistica?
Il fatto che ci siano uno o più archivisti scemi e/o incapaci, non significa che un qualsivoglia incapace e/o scemo possa improvvisarsi in archivista.

12 commenti:

Lorenzo ha detto...

Sara, non è un caso che nel fu Partito Comunista si raccogliesse ampia messe di minorati e non è un caso che questi minorati avessero una idea di se stessi e del mondo completamente deformata. L'ho detto e lo ripeto, premesso che il termine "sinistra" è usato in maniera del tutto impropria come sinonimo di "comunista", la sinistra di compone di:
1. minorati assistiti
2. eterni adolescenti da usare come carne da cannone e manovalanza
3. furbastri

L'intera Storia patria è stata riscritta in funzione di questa "popolazione" e delle dinamiche relative. La faccenda della Resistenza e del 25 Aprile è solo uno dei tantissimi esempi di questo ecosistema chiuso ed auto-referente. Solo che una volta partivano le delegazioni dai paesi come il tuo per andare in pellegrinaggio in Unione Sovietica, adesso certi ingranaggi girano a vuoto con grande strepito e scintille, altri sono stati agganciati ad altri ingranaggi, quelli di un altro macchinario devastate, il Vaticano, da cui la fantastica espressione "la leadership di Matteo Renzi".

Comunque, è un rito che si celebra per i fedeli. La "fede" implica consegnarsi senza esitare ad un ente superiore, non importa quanto sia razionalmente assurdo. Visto da fuori è inutile dire ai fedeli che il rito è assurdo e che la loro fede è assurda. Significa dirgli che le loro esistenze sono assurde e se fossero capaci di concepire l'idea non esisterebbe la condizione di doverglielo dire.

Lorenzo ha detto...

A proposito di quello che scrivevi, ti faccio presente che l'attuale ministrA della istruzione e ricerca scientifica non ha nemmeno il diploma di scuola superiore e che i suoi meriti sono appunto quelli di avere fatto carriera nel sindacato.

Da cui tua auto-ironia involontaria.

Marco Poli ha detto...

Vedi, Sara, tu hai fatto un bell'esempio con il muratore e il cemento.
Purtroppo, esso non è applicabile alla situazione intellettuale degli ''italiani'' : che della ''Liberazione'' sanno solo che partigiani erano i buoni e i nazi-fascisti erano i cattivi perché i CONQUISTATORI - gli USA & Alleati - hanno detto loro che era così.
La REALTA' è diversa.
I nazisti erano nostri alleati, con i quali avevamo stretto un patto di ferro.
Gli invasori erano gli USA & Alleati.
Che nella loro avanzata lungo i crinali della penisola non lesinarono crimini contro i disarmati, le popolazioni civili e la Civiltà italiana.
Però per questi crimini, ampiamente documentati ed alcuni persino celebrati da film, nessuno ha istituito un tribunale al fine di giudicare le canaglie di Patton e i tribali al seguito dei francesi, solo quelli dell'altra parte sono ''crimini di guerra'' e ''crimini contro l'umanità'', certo.
Il vincitore dispone dei corpi e ri-formatta la Storia, le conoscenze dei vinti che nemmeno sanno di essere stati vinti appieno ed hanno persino perso la coscienza della sconfitta, ingozzati da una crescita economica straordinaria che ha ottuso le menti, e tuttavia non ha potuto colmare la drammatica povertà di spirito che oggi è ben visibile.

Ieri l'Italia.
Oggi l'Iraq, la Libia e la Siria.
Arrivano gli ammerigani e portano la ''libertà'' e la ''democrazia'' !

:D

Ma la Storia sta facendo i conti.
Al prossimo giro, toccherà di nuovo a questo misero Paese di ignavi, che le abbuffate hanne reso sia fisicamente che intellettualmente simili ai maiali.

Sarà bello.

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La Laura ha detto...

ma c'hai ragione su tutto. La disintermediazione, osceno neologismo che spiega molto, colpisce come un virus ogni campo dello scibile umano. Compreso quello specificamente sanitario, vedi la vicenda delle vaccinazioni, che grazie alla vulgata furbissima, cui non la si racconta,(ehhhh furbi loro) passano da conquista dell'umanità a fregatura dei poteri forti. Anzi fortissimi.
gente di una noia mortale !!!! oltre che di una ignoranza devastante.
io sono stanca di questa realtà. La fede non c'entra, le sindacaliste non c'entrano, non è tutto un pappone indistinto di malessere e stupidaggini. Cominciamo a distinguere, per favore, facciamo distinzioni logiche e storiche.

Malgrado lo sconforto, ti auguro energicamente una buona festa, che oggi è festa ! ciao Sara !!

Ernest ha detto...

Buon 25!!!

Francesco ha detto...

Al 25 aprile e durante la resistenza i buoni erano i partigiani (non necessariamente comunisti) e i cattivi gli altri

Lorenzo ha detto...

La fede c'entra eccome, perché presuppone la sospensione della ragione.
Le sindacaliste c'entrano eccome perché il sindacato è una delle grandi menzogne su cui si regge l'Italia.
In teoria non servirebbe fare distinzioni, servirebbe descrivere l'universo. Ma la descrizione funziona meno bene della invenzione, da cui tutti quelli che un giorno erano fascistissimi in regioni e provincie e paesi fascistissimi, il giorno dopo erano tutti partigianissimi eroi della Resistenza e liberatori, con un passato di dissidenza politica e persecuzione. Esiste una associazione di questi reduci della fantasia i cui membri dovrebbero avere l'età di matusalemme, cosa per altro perfettamente coerente con le premesse. Dipoi bisognerebbe ricordarsi di cosa c'era scritto nei manifesti della Sinistra extraparlamentare e in quelli dei movimenti "guerriglieri" ma la caduta del muro ha cancellato tutto, puff.

Ma si dai, facciamo che il 25 aprile è tipo il Natale.

Francesco, la cosiddetta Resistenza nasce con i renitenti alla leva e gli sbandati delle Forze Armate italiane che non dopo arresto di Mussolini, l'Armistizio e liberazione di Mussolini da parte dei paracadutisti tedeschi, non vollero essere inquadrati nelle milizie della Repubblica Sociale, milizie che per inciso erano relegate a compiti di retroguardia perché i Tedeschi le consideravano inadeguate alla prima linea, non perché fossero appositamente composte da fanatici criminali. La Resistenza non nasce dai "buoni" contro i "cattivi", ci furono migliaia di militari italiani che, sorpresi dagli eventi lontano da casa, si rifiutarono di affiancare i Tedeschi e finirono in prigionia o sterminati come nel caso della Divisione Acqui. Solo che ai Comunisti faceva comodo raccontare una certa favola.

La Laura ha detto...

E buonanotte ❤️

UnUomo.InCammino ha detto...

> in chiesa devono leggere tutti! anche quelli che meno comunicativi

E chi l'ha detto?
Se uno fa cagare a leggere ed invece se la cava bene ad organizzare le polentate parrocchiali, per quale strano motivo dovrebbe annoiare testicoli e ovaie dei fedeli leggendo male e in modo palloso?

L'ugualismo e' uno dei vostri problemi ideologici, Sara.

Sara ha detto...

Uomo non è che quelli che leggono sempre, leggono bene.
Per contro, in Chiesa le lodi sincere di chiunque, sono gradite al Padrone di Casa.

UnUomo.InCammino ha detto...

Tu avevi scritto "anche quelli che meno comunicativi".
Leggere in modo non comunicativo è una contraddizione in termini (si tratta di lettura comunicativa, per coloro che ascoltano, non di lettura personale, ma direi che questo è chiaro, no!?).
Il Padrone di Casa attribuisce dei talenti (ho vaghi ricordi di questo termine usato in catechismo), nella logica dei suoi fedeli.
Quindi il polentaro è bene che faccia la polenta e il lettore comunicativo, empatico, meglio che legga. Letture pallose e polentate parrocchiali mediocri o pessime non giovano né alla causa né ai fedeli.
Cosa ci sarebbe di sbagliato!?

Sara ha detto...

Io trovo che essendo la chiesa una comunità di fedeli, chi vuole deve poter leggere.
Il bello è che spesso non si legge per merito, ma per primato.