11 gennaio 2007

Per fare un albero...


Ho letto su Gardenia un'iniziativa bellissima ideata da Wangari Maathai, una signora keniota esperta di politica ambientale, che nel 2004 è stata insignita del premio nobel per la pace! Il suo progetto, patrocinato dalle Nazioni Unite (patrocinato appunto, non finanziato pare) prevede di piantare nel corso del 2007, niente meno che 1 miliardo di alberi al fine di contrastare le emissioni di anidride carbonica, vale a dire per scongiurare l'effetto serra. Il progetto si propone l'adesione dei singoli, delle Comunità, delle Istituzioni.
Nel nostro Paese le adesioni stentano ad arrivare, ed è un vero peccato. Personalmente proporrei l'obbligo di piantare un albero per ogni auto acquistata e sarebbe comunque ancora poco. Forse sarebbe più gradito a tutti comunque, commutare il pagamento del bollo auto, con una serie di alberelli da piantare, già, ma dove? E poi che tipo di alberi? Non è che uno può farsi una foresta sul balcone. Poi c'è il rischio che se uno si azzarda a piantare un ramoscello in una landa pubblica abbandonata da Dio e terreno di spacciatori e prostitute, come minimo si ritrova imputato di appropriazione indebita. Però chi può, chi ha uno spazio suo, si dia da fare! Personalmente non ho ancora deciso che albero scegliere, sono indecisa tra un pero o una thuja (un tipo di cipresso molto comune), di quest'ultima specie, in particolare, ne ho giusto un paio di esemplari in vaso. Le conifere in generale non rientrano nelle mie simpatie, ad eccezione appunto dei cipressi, che sono ottime piante anti-smog. Però sono tentata di piazzare abusivamente delle piante di alloro lungo le sponde del Calcandola, o in un altro posto che non voglio assolutamente rendere pubblico. L'alloro è una pianta robustissima,quantunque io conosca personalmente una giovane fanciulla che ha il talento d'averne fatto fuori un esemplare, tuttavia circa la sua capacità di distruzione delle piante, di tutte le piante, si sono consumate intere puntate di SuperQuark. Io voglio un albero che costituisca anche un nido per uccellini e piccoli animali, per questo i fitti rami sempreverdi della thuja mi sembrano adatti allo scopo. Ad ogni buon conto ho da parte dei semi di quercia che conto di mandare a germinazione, in futuro, chissà...
Tornando a Wangari Maathai e al suo bellissimo programma di ossigenazione del pianeta, mi auguro che anche in Italia qualcosa si muova, a me sembra bello, proprio bello, che ciascuno di noi, con un poco d'impegno , possa dare il suo contributo. Bastano due euro per un alberino, oppure anche un solo seme e un po'di pazienza.
Doverosamente segnalo l'indirizzo da cui possono essere attinte tutte le informazioni.
http://www.unep.org/billiontreecampaign/

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