21 novembre 2007

7 luglio 2005



Accipicchia! sembra passata una vita! ho riparlato proprio stasera con la mia collega Eli di quella giornata. Fu lei a permettermi di uscire prima dal lavoro, lei è Catia anzi. Quello sotto un altro profilo fu un giorno speciale anche per loro. Comunque due colleghe che entrano al lavoro due ore prima per farti uscire in anticipo non le trovi tutti i giorni! Ma io dovevo scappare a Sanremo! No, non è che mi aspettassero al Festival, piuttosto si trattava di uno spettacolo che rendeva omaggio a uno dei Grandi Padri di noi Liguri, Calvino. Lo spettacolo era organizzato a Villa Nobel, dimora dell'omonimo tizio del premio e la Simo, la Susanna ed io fummo precettate nel ruolo di lettrici/attrici. Io non lo volevo fare quello spettacolo,si vede pure che ero perplessa (foto 2) per via di una serie di questioni logistiche, cioè sapevo che chiedere un giorno libero a luglio, dove lavoro io è una sorta di tabù, ma tanto fu che mi salvarono le mie due colleghe. E poi stavo preparando una ragazzina all'esame di maturità e non volevo mancare al mio impegno, e poi...detto tra noi, ma la tipa che ha organizzato l'evento è la persona più casinista del fronte occidentale, mi cambiò non so quante volte il copione e io che sono un po'rognosa certe cose non le gradisco, cioè non posso imparare una parte e poi sentirmela cambiare per un'altra e poi un'altra ancora...fino alla sera prima mi ha cambiato la parte! Anche se conosco situazioni peggiori: nell'ultimo spettacolo che ho fatto ad un attore è stata cambiata la parte mentre saliva sul palco. Da lì ho chiuso con questo sottobosco di frustrati di Provincia che si sentono dei geni incompresi: l'unica cosa che devono comprendere è che se sono a dirigere me, una come me, vuol dire che geni non sono!
Va beh, la mattina alle 10,30, mentre ero ancora al lavoro mi fu comunicato via sms che avrei dovuto indossare un abito da sera nero...io aspettavo ancora un po', eh? come se fosse facile sceglierlo, così all'ultimo momento. Comunque quelle tre lì, stazzonate dopo un viaggio in auto (senza poter fumare), rinfrancate dall'opportunità di poter far comodamente la pipì, perchè quando reciti spesso finisci in posti che non sai proprio dove farla, beh, quelle tre lì poco dopo, stucco e pittura, si sarebbero trasformate in tre seducenti, impeccabili, decise interpreti delle "Città Invisibili".
Quella ai miei piedi (foto 1) è un'improbabile borsa, non ricordo cosa mi fossi trascinata dietro per l'occasione: comunque mi è tornata tra le mani qualche giorno fa e adesso ufficialmente, smessa l'attività teatrale, posso comunicare al mondo che la riutilizzerò presto, la riempirò di palle colorate e clavette, perchè finalmente ho deciso che farò un corso da giocoliere.

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