30 settembre 2008

anonimo (tedesco?)

Dovevo preparare l'esame di tedesco (che poi non diedi mai, permutandolo vigliaccamente con quello di latino) e mi ritrovavo a portare in copisteria una marea di testi perché me li fotocopiassero.
Intendiamoci, i libri che potevo reperire li ho acquistati, tuttavia alle volte i prof. di mettono in programma cose che non si stampano più da decenni e quindi bisogna per forza ricorrere alle fotocopie.
E fu così che per puro caso, in mezzo a tutte le mie selezioni, alle mie novelle,quando andai a ritirarle m'imbattei in un foglio volante, chissà forse sfuggito a qualche cliente che mi aveva preceduta in copisteria.
E ancora oggi non so a chi appartengano questi versi.

Tornerai.
Il nostro cavallo avrà zoccoli d'oro
la notte dolci promesse
e il giorno ancora baldanza,
Amore.

2 commenti:

alessandro ha detto...

non sei tu a trovare le poesie che si sono perdute, sono loro che trovano te ;-)
un abbraccio

Anonimo ha detto...

Un'interpretazione tragica della poesia.

Tornerai, lo so che tornerai. Capirai di non potere fare a meno di me. Ma fino ad allora, che sarà della mia vita?
Mi sono consacrato a te, e tu mi hai lasciato. Pianificavo ogni istante per adeguare i miei orari ai tuoi, ho rinunciato ad incarichi prestigiosi per passare con te ogni minuto libero.
Inventavo ogni giorno nuovi modi per dimostrarti il mio amore e la mia devozione. Sognavo di noi in ogni istante di lontananza, il nostro passato, il nostro futuro, il momento in cui ti avrei rivista.
E tu mi hai lasciato: ti soffocavo, volevi la tua libertà, il tuo spazio.
Quale specie d’amore fu, il tuo, tanto desideroso di lontananza? Ora hai soddisfatto le tue esigenze: tu sei libera e sola e io mi sento perso.
Percorro da ore questa stanza ormai buia pensando a te, come un automa calpesto ossessivamente all’infinito la serie di insulse mattonelle da non so più quanto, e sogno che tornerai. Sogno di averti accanto, stretta a me in sella ad un cavallo bianco.
La troppa gioia ci impedisce di restare ancorati alla terra, il cavallo si libra, galoppando in cielo e salta di stella in stella, gli zoccoli sprizzano scintille dorate nella notte…
Mi fermo, di colpo folgorato da una certezza: tu non tornerai, o lo farai solo per pietà. Per pietà mi inviterai qualche volta a cena, io non saprò rinunciare, ma nemmeno saprò sopportare il dolore di dover essere tuo amico. Non riuscirei a discutere del tempo, ad inventare un nuovo amore per fingere di avere superato tutto, mentre tu guarderai l’orologio sperando che tutto finisca presto.
Mi fermo. No, non tornerai. Non come io vorrei.
L’idea, la soluzione: vivere il sogno per un ultimo, breve istante.
Riparto, accelero il mio passo da bestia in gabbia, giro baldanzoso in corsa attorno al tavolino e spicco un balzo: divano, bracciolo, mobiletto, davanzale, stelle… per il tempo di un sospiro, sto saltando di stella in stella, sprizzando scintille dorate al mio passaggio. Amore.

Claudia