la donna dello schermo

Avessi mai da quietare io nella vita! Due giorni da stare a casa. In ottobre. Con il sole di giorno e la notte piove.
Pensi: ti dai alla piantumazione selvaggia! metti a dimora, magari congrua, tutto il dimorabile!? Meglio di così?!
No mi tocca studiare! Dopo così tanto tempo! Io che ormai leggo solo "Tecniche colturali in serra fredda", "Talee: che passione!", "Gli inconfessabili aspetti della pacciamatura".
No, devo studiare! Cose vecchie, per altro, che appresi quando ancora Il muro di Berlino era ben saldo e gli amici più grandi ti dicevano che l'estate ventura sarebbero andati in vacanza in Jugoslavia. Quando adesso, se digito "Jugoslavia", lo schermo me lo segnala in rosso come errore.
Note personali positive: a quei tempi pesavo 20 kg in più e credo di essere stata una delle poche dark del Comune di Ortonovo. Forse l'unica.
Eccomi qua! A quest'ora tarda! Ad imbattermi nella "donna dello schermo" in Dante.
Praticamente lui era innamorato di Beatrice, però faceva finta che gli garbasse un'altra.
E questa poveretta messa di mezzo? Magari s'illudeva e poi ci stava male! oppure subiva le chiacchiere dei pettegoli del tempo, parando nel contempo le maldicenze che poteva subire Beatrice. Così: a ufo! Che oltretutto una resta celebrata in eterno e l'altra invece relegata in questo ruolo infimo. Quasi una vita da mediano, direbbe il Liga. Peggio, manco in panchina.
Sia bene inteso: io amo Dante, tanto che mi sono pure sposata nel 2006 giusto per festeggiare il settecentenario dantesco in Lunigiana a modo mio , però la "donna dello schermo" non mi ha mai convinta del tutto.
Né oggi, né allora.

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