16 marzo 2010

16 marzo 1978

Ricordo quel giorno, come lo può ricordare chi aveva da poco compiuto 7 anni.
Ero in un bar con mia madre, quando entrò un uomo e disse al barista e disse che avevano ucciso 5 carabinieri.

Tante emozioni avranno attraversato l'animo dell'onorevole Moro in quei 55 giorni di prigionia, ma penso che né la separazione dagli affetti più cari, né il la paura di essere ucciso, saranno state così dolorose come il senso d'angoscia infinita per quei suoi uomini di fiducia, barbaramente trucidati a un angolo di Storia di Italia, per quei loro figli, costretti a crescere in tutti questi anni senza i loro padri.

3 commenti:

Kira&Pepe ha detto...

ho la pelle d'oca

Ernest ha detto...

uno dei tanti misteri italiani sul quale si sanno le cose ma non si possono dire e a volte si sono dette ma intanto questa è la patria del "chissenefrega"... e molte volte troppe volte quando succedono tragedie di questo tipo si parla tanto dei diretti interessati tralasciando le storie parallele quelle fuori dai flash e da tutto
un saluto sara

trem ha detto...

quel giorno è finito tutto, almeno per me e per molti della mia generazione che facevamo politica in una certa area.
Poi è stato impossibile fare politica, o almeno io e molti come me hanno mollato, il terrorismo, la violenza, ci hanno allontanato dalla politica.
è iniziato in quel giorno il nostro disimpegno. per me sono stati giorni particolari, due giorni dopo è morto mio padre e ricordo che inseme con un amico che mi accompagnava in auto a casa da mio padre morente, fummo fermati a un posto di blocco, alle porte di Milano, in quei giorni tutto il paese era un grande posto di blocco, era la militarizzazione totale.
Io a quei tempi facevo parte di un'organizazione politica che lanciò lo slogan "ne con le BR, ne con lo stato" mai slogan e scelta politica fu più scellerata.
Alcuni dei dirigenti di quell'organizzazione fanno ancora politica in un certo partito e ne sto bene alla larga.