Madame

Ero nella galleria dell'ipermercato, saranno state le 20,30 mi stavo avviando verso l'uscita, quando si è meravigliosamente librata in quell'aria chiusa tra le vetrine dei negozi, tra le luci e le magliette per la stagione imminente, la canzone di Renato Zero : MADAME. Mi sono fermata un po'ad ascoltarla, mi piace così tanto, ma poi ho pensato che non potevo trattenermi oltre, a quest'ora della sera, per una canzone poi!
Incrocio un ragazzotto con i capelli mesciati che mi guarda sorridente e io così, d'istinto, stringo la borsa mentre mi avvio verso il parcheggio: noi femmine adoriamo tutte, indistintamente i complimenti, e questo in generale. Ci piace che ci dicano che siamo carine. Se poi ci soffermiamo sul particolare, ovvero la sottoscritta, com'è vestita e truccata stasera, è ovvio che così sono di essere proprio carina, appetibile etc. ma è da quando ho passato i 30, sarà che la prudenza non è mai abbastanza, che se uno mi si avvicina, istintivamente penso alla mia incolumità, temo che mi voglia scippare.
E dunque mi avvio guardinga verso la mia Panda. (Celeste, come si usa qua in provincia).
Vedo uno che in bici si affianca a un auto. Colgo la scena. E'un tentativo, fin troppo timido di chiedere l'elemosina, che il tipo in bici sta avanzando in questo parcheggio, a quest'ora tarda.
A quest'ora in cui le squadre della questua organizzata hanno già lasciato il parcheggio. Perché le poche volte che capito qua in orari urbani non ho scampo. Disposti in fila i senegalesi aspettano il loro turno. Qua e là sparpagliati tra le auto stanno i rom. Accostarsi per l'elemosina a una donna o a un anziano è come raccogliere i soldi per strada.
Non ti ci puoi inserire in questo giro, è tutto organizzato. Ed è per questo che il tipo in bici, si azzarda a quest'ora, quando hanno tutti levato le tende.
Aspetto che arrivi da me. Accendo il motore, ma poi esco dall'auto. Perdo tempo. Armeggio nel parcheggio. Con il risultato che nel posto libero accanto al mio, viene a parcheggiare il giovanotto mesciato con un'ingombrante berlina rossa. Proprio ingombrante. Mi guarda. Mentre io guardo il tipo in bici. Se fosse un cane o un gatto randagio, non avrei il timore a aprire una scatoletta: ma per fare una piccola offerta a un bisognoso, ci vuole cautela, potrei offenderlo. Poi con 'sta rottura del giovanotto mesciato che chissà cosa si crede. Spero che la canzone dei Modena City Ramblers che sta sparando dallo stereo, magari lo mette in fuga. Come a dirgli : senti bello, una che ascolta questa musica non è certo qua per farsi abbordare da te!

Il tipo in bici passa piano davanti a noi, spero che mi si avvicini, ma prosegue. Forse è troppo dignitoso per chiedere aiuto a una donna. Lo conosco di vista. Qualche anno più di me. E qualche storia di droga.
Seguo con lo sguardo i suoi tentativi incerti di cercare aiuto in quel parcheggio. Ma poi penso che c'ho provato, l'ho aspettato, ma di più non potevo fare. Soprattutto con 'sto tizio sull'auto rossa visibilmente convinto che io stia indugiando proprio per lui! Salto sul'auto e vado via.

Ma alla prima rotonda, anzi no, alla seconda, torno indietro.
Rientro nel parcheggio dell'ipermercato e nel buio ho la fortuna di vederlo.
Mi ci accosto e dal finestrino gli dico, così di punto in bianco, se posso essergli utile e non lo faccio quasi finire di rispondermi , si vede che non è avvezzo alla questua, gli lascio qualche moneta e me ne vado sorridendogli.
E'maledettamente difficile essere poveri. Oltre a tutto il resto, bisogna sopportare anche le grinfie della malavita sulla carità.

7 commenti:

Kira&Pepe ha detto...

è anche difficile scegliere di tornare indietro di sera, essere gentili e proporre aiuto senza ledere la dignità altrui..

Sara ha detto...

Si. Mi è capitato alcune volte di vedere respingere un tentativo d'aiuto, da parte di persone che ne avevano palesemente bisogno.

Franz ha detto...

Se ce ne fosse bisogno, questo bello spaccato di vita vissuta racconta bene la tua grande sensibilità, fatta anche di tentennamenti, di piccole attese, e di un'ammirevole quanto insolita capacità di tornare sui propri passi.
Rapportarsi con la povertà è un esercizio difficile, che richiede più intelligenza e maturità che meccanica spontaneità; il mondo dei poveracci, che bussa e busserà alle nostre porte ogni giorno di più, è estremamente vario.
Da parte mia cerco di dare risposte generose in misura dell'umiltà di chi chiede; e sono capace anche di reagire con durezza a chi non sa rinunciare all'arroganza, e ce ne sono tanti: mentre la semplicità di cuore è più diffusa fra i poveri, l'arroganza è una 'virtù trasversale', ne sono affetti ugualmente capi del governo e straccioni.

Ciao, bella trentenne !
:-)

Sara ha detto...

Eh...Franz,dici cose giuste, forse sono io che mi sono spiegata male e ho quasi 40 anni!

Anonimo ha detto...

ma ciao bellissima quarantenne, superbomba erotica sogno e desiderio sconfinato di tutti i sindacalisti del mbac.
occhio ai mesciati berlinati però
Ultimo Walter

Sara ha detto...

Grazie Walter, sei troppo carino!

Ernest ha detto...

accidenti sara sembrava una puntata di blu notte... scherzo!
hai ragione essere poveri, quante volte incontriamo nelle nostre camminate in pieno centro persone che si trascinano a chiedere l'elemosina e che diventano invisibili allo sguardo dei passanti, e quanto è vero quello che dici, la povertà che deve fare i conti con la malavita, la povertà che viene organizzata dalla malavita che campa proprio magari con quei soldi presi da un elemosina e a loro rimane poco o niente. Quanti bambini!
Quanti parcheggi teatro di tanta povertà...
davvero tutto assurdo
un saluto sara