30 ottobre 2010

A 17 anni...

Quando ero ragazza mi capitò di andare in gita con un gruppo di donne di Ortonovo niente meno che nel Principato di Monaco!
Eh che nostalgia per quelle gite di paese, per quelle corriere intere di signore corpulente che parlavano in dialetto e ti facevano morire dalle risate!
Ricordo una volta in gita con la Coop, mentre la corriera percorreva l' autostrada nei pressi di Parma, una signora richiamò l'attenzione delle gitanti, salutando a gran voce la fabbrica della Barilla innanzi al cui stabilimento stavamo transitando " la pasta che è in tutte le nostre tavole!!! nelle tavole degli italiani!!! la pasta che diamo da mangiare alle nostre famiglie!!!". Una gioia genuina, una scena che i pubblicitari se la sognano...
Nel corso della gita monegasca andammo a vedere una fabbrica di profumi dove il nostro gruppo muliebre beneficiò un itinerario guidato, con l'accompagnamento di una hostess e a fine giro era possibile anche acquistare profumi a prezzi molto vantaggiosi.
La tappa successiva della gita prevedeva la visita al palazzo dei Grimaldi, ma io preferii passare oltre: era estate, c'era il sole, altro che andare a rinchiudermi in un edificio, sebbene principesco! pensai che fosse decisamente più interessante vedere dal vivo quella fantastica città, che fino ad allora avevo potuto guardare solo in tv, quando venivano trasmesse le gare di Formula 1.
Ah! il Gran Premio di Montecarlo, la pista dove vincono solo i veri campioni!
E poi ... avevo 17 anni, vantavo capelli lunghissimi, un visetto carino ed esibivo generose scollature, volevo certo vedere in giro, ma desideravo soprattutto farmi vedere!
All'epoca ero formosetta, con quei kg in più che mi rendevano diversa dalle mie coetanee e mi facevano sembrare più grande, ma a 17 anni dimostrare di più è quasi motivo d'orgoglio.
Mia zia che mi accompagnava in gita era un po'perplessa, ma poi mi lasciò andare e fu così che di lì a poco mi ritrovai da sola a camminare lungo un molo, davanti a una sfilza di yacht pazzeschi, di barche quali non ne avevo mai visto nel nostro fiume Magra, dove all'epoca c'erano solo le barche di pescatori di muggini e pesci ragno.
Ho vaghi ricordi di quel giorno, rammendo il mio rossetto d'un rosa intenso, i miei tacchi, le occhiate dei marinai degli yacht, i complimenti in idiomi diversi che accompagnavano quella mia passeggiata, lontana poche centinaia di km da casa, ma di fatto in un mondo agli antipodi di quello che conoscevo io. I banchi del liceo classico, la discoteca Alhamabra , il mercato del giovedì a Sarzana come evento catalizzatore di un'intera vallata, le canzoni di Vasco Rossi alle feste di compleanno...
Uno fu più audace degli altri. Scese dallo yacht e mi fermò sul molo parlandomi in inglese e mi invitò a salire per bere una una coca cola sul suo yacht . Era uno yacht enorme. Io ristetti un po'incerta, da una parte ero curiosa di poter salire un una barca del genere , però avevo 17 anni e una comprensibile paura di restare in compagnia di un uno sconosciuto, che poi era tanto più grande di me.
Credo di aver reso partecipe quel signore dei miei timori, così che lui cercò di rassicurarmi a più riprese, dicendo che c'era pieno di polizia che controllava i dintorni: mi convinse e dunque considerando che nella vita non mi sarebbe più capitato di salire su uno yacht e che alla mal parata potevo lanciarmi in mare. E dunque salii per la mia indimenticabile coca cola sorseggiata su uno yacht ormeggiato a Montecarlo!
Mi fermai poco tempo, restando ovviamente solo sul ponte dello yacht, senza che l'imbarazzo mi venisse meno: lui si chiamava Kostas, era greco e di mestiere "costruiva le navi" e aveva la giurassica età di circa 5o anni. Non mi disse niente di sconveniente, capii che lo lusingava il fatto che fossi italiana e mi invitò ad andare a trovarlo quando c'era il il Gran Premio.
Chiacchierammo un po', ma io avevo fretta di congedarmi.
Ho conservato per anni il biglietto sul quale in bella calligrafia mi appuntò i suoi recapiti, come ricordo di un pomeriggio speciale, con il sapore di un racconto in stile Grand Hotel, un sentore di proibito non già nei contenuti, ma nel contesto: c'era un uomo molto ricco, molto più grande di me che voleva la mia compagnia. Io sapevo che era una cosa sbagliata.

9 commenti:

Tonino ha detto...

Ciao preziosa !
E' normale che per una ragazzina proveniente dalle Apuane sia impressionante avvicinarsi a quelle bellissime imbarcazioni.
Si possono ammirare in televisione, durante le riprese del Gran Premio o quando giungono immagini dei divi di Hollywood e ,ti posso assicurare da chi ha annuali frequenze di barca a vela, che all'interno sono fantastiche e regno del superfluo.
Ti confesso : io mi sarei addentrata nel palazzo che ospita i Grimaldi.
Tanto ,ma tanto tempo fa, quando c'era sui settimanali la foto di Carolina lo conservavo : è stata la mia fidanzata segreta da sempre.
Ho seguito le sue vicende sia tragiche che sfortunate delle sue relazioni, ne apprezzo la riservatezza e la sua opera di aiuto verso i più sfortunati.
Chissà se un giorno potrò ,almeno ,solo, conoscerLa.
Sogni.
Ciao T.

Ernest ha detto...

Caspita che storia... Sbaglio o l hai scritta tutta di fila!?! Certe cose sembrano rimanere impresse ancora di più!

Charlie68g ha detto...

Che contrasto con le insidie di oggi, con le mille paure che si corrono anche solo ad incrociare una persona.
E che bella Montecarlo, anche se le preferisco il mercato del quartiere storico di Nizza

lasettimaonda ha detto...

Divertente Sara, mi è sembrato di vedere ogni scena!
brutta sensazione quella di sentirsi fuori posto! Un saluto!Syl

Enzo ha detto...

Mamma mia,l'ultima volta che andai a Montecarlo fu nel 1998. Eravamo in vacanza in Costa Azzurra e andammo al Casinò. Vinsi 260.000 lire alle slots. I miei quattro compagni non persero l'occasione di farsi offrire una Corona in un bar a Montecarlo!!!!!
Ciao!

enzo ha detto...

Chissà cosa avrei dato a diciassette anni per vedere il GP!
Grazie per il giurassico, ormai l'ho superato da un anno :))

Quanto mai attuale il tuo racconto.
Il bungabunga non c'era ancora.

E' bello leggerti, ciao Sara

Sara ha detto...

@Ciao Poeta! beh, tu capisci, a 17 anni incontrare un armatore greco, non è cosa da tutti i giorni.
Carolina di Monaco è una donna bellissima, ha trovato il suo stile, la sua peculiarità a fronte di un modello di madre siderale, come Grace Kelly. Ti auguro di incontrarla...così, a occhio e croce, direi che è anche una bella persona.
@Ernest, sono passati 23 anni! però da e non venne la Minetti...
@Charlie per me sono posti bellissimi, ma ad una conoscenza solo superficiale, di passaggio! bella fortuna poterli conoscere meglio! un saluto!
@Enzo toccherebbe lasciarli a casa certi amici...oppure no?!
@Grazie Paolo, lo sai che mio marito ha la tua età? tu pensa che quel signore mi disse di essere amico di Prost e non ho motivo per dubitarlo! Sei sempre caro!

Black75 ha detto...

ti scopriamo sempre più sorprendente, man mano che ti racconti. :)

Anonimo ha detto...

complimenti Sara.
questo post è bellissimo.
poi, io che sono un appassionato di Formula 1, ovviamente tifoso della Rossa Ferrari, leggere che tu sei stata davvero a Montecarlo...
come si sa, Montecarlo è un posto magico, e lo diventa ancor di più quando si vedono splendide fanciulle come le eri tu e come lo sei adesso.
certo che quell'armatore greco "giurassico" non poteva credere ai suoi occhi... a vedere una bellezza raggiante e solare come sei tu.
poi Montecarlo è un luogo denso di misteri, dove le leggende si mescolano coi fatti storici: basti ricordare il mito che vuole Ercole, di ritorno dalle sue fatiche, fermarsi dopo il Rodano di fronte ai figli di Poseidone, Albione e Ligure.
l'antico nome di Monaco era, guarda caso, Portus Herculis Monoeci, di origine greco-antica.