MODA

Parlavo ieri di MODA. Bene inteso non di moda come cambiamento del gusto, ma con riferimento alla rivista che Vittorio Corona diresse mirabilmente negli anni '80.
Ricordo il primo numero che acquistai, nel settembre del 1987, che ritraeva in copertina Greca Scacchi: uno schianto! Con i capelli biondi, leggermente ondulati, raccolti sulla nuca, indossava un abito bianco, drappeggiato e aderente, da sirena e aveva sul viso degli occhiali dalla montatura nera che le davano un'aria ironica e chic al tempo stesso.
Adoravo quella rivista. La portavo al liceo e la sfogliavo insieme alle mie compagne di classe, durante all'intervallo, quando ci sedevamo sugli scalini innanzi a quello spiazzo che faceva un po'da giardino, un po'da parcheggio.
E sedute nel sole, commentavamo le magliette della Best Company, ma soprattutto passavamo in rassegna la bellezza sana e assoluta delle modelle.
Le modelle di quel periodo, almeno per come me le ricordo io su MODA, erano divine.
Le foto rimandavano immagini di donne forti, perfette, siderali. Erano gli anni di una leggenda vivente come Newton.
Sicuramente quella rivista rifletteva un'Italia molto più ricca di quella odierna. Però MODAera qualcosa di più di un giornaletto frivolo.
Donata Kalliany scriveva dei reportage memorabili dissacrando l'umanità varia che incontrava, ma faceva anche molta autoironia su se stessa. Io leggevo e rileggevo i suoi pezzi. E d'estate, portavo la rivista in spiaggia e anche lì, come al liceo, letture collettive e commenti, su un'Italia che cambiava anche nei costumi sessuali. E MODA ha contribuito senza scandalo, senza i provincialismi pruriginosi dei media odierni, a far recepire quel passaggio, compreso l'affermarsi delle differenze di genere.
Poi c'era gli editoriali di Vittorio Corona, padre del famigerato Fabrizio, un giornalista che non risparmiava critiche feroci al quel mondo "dell'apparenza" di cui paradossalmente il giornale che lui dirigeva era proprio la massima espressione.
Adoravo quegli editoriali!
Con la fine della direzione di Corona, sono finite anche le fortune di quella pubblicazione di cui lui era l'anima. Il resto mi sembra di ricordare che per lui ci fu un passaggio fin troppo veloce nella tv dell'Editore, con cui mi pare ebbe qualche incomprensione.. Poi l'impresa "La Voce" con Montanelli, che non credo che abbia incontrato buona sorte.
Ma intanto era già nata un'altra Italia, quella in cui viviamo ancora oggi.

9 commenti:

aboutgarden ha detto...

non bisognerebbe dirlo, ma quanti rimpianti.
Io ho vissuto nell'ambiente moda, la MIlano degli anni '80. Un fermento elettrizzante!
un saluto
simonetta

Sara ha detto...

@Ehi! si deve essere stata un'esperienza completa di vita, lavoro, creatività! come non averne nostalgia?!

Kylie ha detto...

Non me lo ricordo, forse leggevo altro. In ogni caso del Corona Senior ho sentito sempre parlare molto bene.

Un abbraccio cara e buon venerdì!

Sara ha detto...

@Kylie era una rivista che aveva il meglio degli anni '80. Vittorio Corona è mancato troppo presto. E'stato un grande giornalista.

Ernest ha detto...

Eh si davvero un'altra italia in tutti i sensi!

Anonimo ha detto...

Meravigliosa rivista le ho conservate tutte!! mi seguono nei traslochi. Vittorio Corona bravissimo. ciao Luisella

Sara ha detto...

Luisella prevvidente e fortunata!

Sabrina ha detto...

Io di MODA ho ancora molti numeri conservati in magazzino, ricordo che ne aspettavo l'uscita con impazienza...

Sara ha detto...

Ciao Sabrina, sei stata previdente a conservarli! brava!