12 febbraio 2011

Principessa triste

Li ho notati in treno, lui passava veloce e lei che lo seguiva restandogli indietro di qualche metro. Carina, vestita con un certo garbo, ma con il naso nero, come per un livido. Avrà avuto 22, 24 anni, capelli neri lunghi e un capottino scuro. Si, molto carina. Quando l'ha raggiunto ha emesso come un gemito, un singulto.
E io ho osservato i due cani che loro avevano al guinzaglio : conosco storie di ragazzi che vivono con i cani. Quei cani che mi lasciano perplessa perché non hanno né il vantaggio della libertà, né quello di avere un padrone e una cuccia comoda, ma dormono per strada, mentre i ragazzi chiedono spiccioli ai passanti.
E resto perplessa anche da ragazze come lei, che al seguito di un fidanzato si ritrovano a un angolo di strada a fare la questua, mentre le loro coetanee gli sfilano davanti, vestite bene, con i capelli freschi di shampoo e gli stivali nuovi.
E lei invece chissà dov'è stata oggi, in compagnia di questo ragazzo magro e nervoso, che continua a fare avanti e indietro per il vagone.
E poi perché quel naso scuro? Secondo me se l'è rotto e ha un bel ematoma che spiega quell'aria sofferta e quel gemito.
Scendiamo dal treno e ci avviamo fuori dalla stazione , quando lui passando innanzi a due studentesse che stanno parlottando, chiede con un piglio decisamente sfrontato se gli offrono una sigaretta. Senza proferire parola la ragazza che sta fumando gli dà una sigaretta, ma lancia uno sguardo stupito all'amica e ridacchia come per dire "ma guarda questo qui..."
Conosco certi comportamenti: il chiedere una sigaretta non tanto per la voglia di fumare, quanto anche per l'abitudine a chiedere al proprio prossimo.
E loro due si allontanano lungo il viale camminando veloci, lui davanti e lei sempre dietro. E penso che in quello zaino enorme che lui si regge sulle spalle, ci sia dentro tutta la loro casa.

Coincidenza vuole che io li rincontri il giorno seguente: intuisco da dove vengono, perché so che alla fine di quel viale c'è un posto dove passano la notte i ragazzi con i cani.
Li incontro infatti spesso lungo quel viale, i ragazzi che non hanno casa, che camminano, talora con uno cane o più cani al seguito, talvolta con uno strumento musicale. So che vanno e vengono da un luogo in abbandono dove possono dormire alla bel e meglio, ma quello non è assolutamente un posto dove portare una ragazza!
Troppo pericoloso per via dei lupi disperati della notte, che non basta un fidanzato a difenderti!
E li vedo dunque, con i cani, lo zaino e lei che questa volta ha un cerotto posticcio sul naso rotto e nero a causa dell'ematoma.
Come farà a lavarsi? ad avere un cambio di biancheria?
Chissà a casa con che angoscia l'aspettano!
Perché non credo che certe ragazze abbiano cattive famiglie, o comunque non necessariamente. Magari i suoi genitori non vedono l'ora che torni.
Mi chiedo cosa ci sia di sbagliato nella dimensione femminile perché si incappi in situazioni del genere: sicuramente c'è qualcosa che non funziona a livello educativo, bene inteso, nell'educazione al femminile, che fa passare il messaggio che amare un uomo significa mortificare se stessa.
Non so se sarò capace né se avrò modo, ma qualora mi capitasse di incontrare di nuovo quella ragazza, proverò a parlarle.

8 commenti:

Valentina ha detto...

Ci sono passata anch'io; se non ai livelli della tua "principessa triste", anch'io mi sono spinta in basso, lì dove pensavo di non poter sopravvivere, a causa di un amore confuso ed incoscientemente egoista. Tuttora sarei pronta a gettarmi nel fuoco e donare il sangue per colui che mi regalasse "il sogno di un amore" (come a Marinella)...
Forse ho scarsa considerazione di me stessa o sono stata mal educata; forse dovrei crescere; ma per me la vita è, ancora, passione...e finora non sono riuscita a viverla comodamente, in un paio di "stivali nuovi".
Grazie sempre per ciò che scrivi, per il tuo sguardo sulla realtà.

Sara ha detto...

Si Valentina, questa è una situazione limite, ma so cosa vuol dire farsi soffocare nelle proprie istanze in nome della favola dell'amore. Ti ho raccontato un po'di quella storia difficile a causa della quale non ho ancora fatto pace con me stessa.
Credo che bisognerebbe vietare le favole con il principe azzurro...
Ti bacio cara. E ti abbraccio forte, forte!

Charlie68g ha detto...

Pensiero triste
alle volte però non capisco come diavolo facciano certe ragazze a incaponirsi su persone che le maltrattano, quando ci sono persone che le tratterebbero da principesse e loro nemmeno li guardano

semola ha detto...

La penso come Charlie :
".... in amore spesso si guarda lontano e SI soffre, così non si vede vicino CHI soffre"....
"... per ogni sospiro d'amore sprecato, c'è sempre un sospiro d'amore ignorato...."
Ex Semolapoeta

Ernest ha detto...

Certe cose sono davvero avvolte dal mistero, è anche vero che una parola può aiutare sempre
un saluto

Sara ha detto...

@Charlie io ho provato ad azzardare una risposta, cioè che c'è un fattore educativo, sebbene sociale, che spinge ancora a cercare il principe azzurro..e d'altro canto trovare la serenità con qualcuno, forse fa paura, per un senso di inadeguatezza.
@Semola...poeta! ma bene! ma perché ex?
Ma se c'è sofferenza possiamo essere certi che sia davvero amore?
@Ernest io sono preoccupata per quel naso rotto...secondo me deve farsi vedere!

semola ha detto...

Poeta forse è troppo... Ex perchè qualche tempo fa verseggiavo e disegnavo, poi la routin mi ha un pò "inaridito"
Ps. Credo Plauto dicesse:
Amor et melle et felle est fecundissimus..... e poi non si dice soffrire pene d'amore?

Macy ha detto...

ti consiglio di leggere "donne che corrono con i lupi" il capitolo su barbablu
ciao
macy