05 settembre 2014

sul blocco dei contratti degli statali e sul precariato

E'curioso che adesso si ricevano tanti attestati di solidarietà da parte di chi appartiene alla compagine del ministro  che ci qualificò come fannulloni. Quando si dice la memoria corta. 
Adesso scoprono che abbiamo il contratto bloccato da cinque anni! Cioè non è che intorno al secondo o al terzo anno qualcuno se ne era accorto, no?
Il blocco dei contratti del pubblico impiego ha il merito di dare voce ai sindacati, se no chi se li fila, che sono istituzioni decotte, almeno Renzi e la Madia gli ricordano che hanno un ruolo e i loro leader si guadagnano qualche comparsata in tv o per radio. 
Prevedo per il prossimo autunno uno sciopero di tre o quattro ore della Cgil, le cui percentuali di adesione rimarranno un mistero insondabile.
Quando feci l'ultimo sciopero io, circa due anni fa, nel mio complesso fummo in due su quasi 90 persone.
In tv stasera un tale dell'opposizione , un signore corpulento, che sosteneva  che è un controsenso che il governo blocchi gli stipendi a noi dipendenti pubblici e stabilizzi circa 150.000 precari della scuola.
Dovremmo forse metterci a fare le guerre gli uni con gli altri?
A chi fa bene il precariato? Al lavoratore che non può fare un accidenti di progetto di vita?
Giova forse al servizio pubblico avere del personale su cui non non può investire?
A me dispiace che non ci rinnovino il contratto, anche perché in 14 anni di lavoro nel medesimo contesto , con una laurea, con una specializzazione, mantengo  ancora  il profilo economico modestissimo con cui ho iniziato, tant'è che mi vergogno a dire quanto guadagno.
Però mi reputo sempre più fortunata di chi un lavoro non ce l'ha o di chi ha un contratto precario.
E l'unica battaglia che vedo prioritaria in questo momento nel pubblico impiego è quella per fare nuove assunzioni, perché il precariato è una violenza inaccettabile.
Io sono stata precaria per circa 9 anni e mezzo e trovo imbarazzante  che anche concettualmente ci sia stata da parte dei lavoratori fissi, che sono stati assunti quando era molto più facile ottenere un impiego , l'accettazione di nuovi ingressi attraverso queste forme contrattuali.
E i sindacati hanno acconsentito   al ricorso ai  contratti precari, sempre più deliranti, vuoi perché proposti da governi amici, vuoi perché i lavoratori più deboli hanno dato un po'di fiato alle tessere.
Forse l'unico vero sciopero che universalmente dovremmo fare è quello per chiedere un lavoro per chi un lavoro non ce l'ha.

18 commenti:

Lorenzo ha detto...

Cara Sara, quello che secondo me la gente non ha capito è che l'Italia è tal quale alla Grecia, solo 4 o 5 volte più grossa in termini demografici ed economici.
Una delle prime cose che hanno dovuto fare in Grecia è tagliare gli Statali, che da loro erano un quarto del totale dei lavoratori "attivi". Dove per tagliare si intende licenziare, smettere di pagargli lo stipendio.

Ora, tutti capiscono che non è simpatico guadagnare la stessa cifra per anni e anni. Ma quello che gli Statali italiani non capiscono è che il "posto garantito" dipende da quello che c'è nel mio conto corrente. Finiti quelli, addio. Addio per me che finisco a dormire in un cartone sotto la tangenziale ma addio anche per il posto dello Statale.

In alternativa si può pagargli lo stipendio in vecchi dinari Yugoslavi, di quando 10 mila lire equivalevano a 5 miliardi di dinari.

Francesco ha detto...

Io non ho una idea netta e precisa. Ci sono ragioni fondate in ogni schieramento

Sara ha detto...

Ma a me quei politici che ieri erano con Brunetta a far la guerra ai fannulloni e oggi ci compiangono, mi fanno abbastanza ribrezzo.

Costantino ha detto...

Sì, la prima differenza è tra chi ha un lavoro,e chi non ce l'ha e, ma è una speranza, non un giudizio politico, bisogna dare la dignità del lavoro, prioritariamente , a chi non ce l'ha.
Poi bisogna pensare a quei giovani che hanno un lavoro ma, sostanzialmente, non hanno uno stipendio.
In terza posizione noi, me compreso, che, tra mille mugugni,un lavoro l'abbiamo.
Sono, lo ammetto e me ne scuso, un po' qualunquista.

diego ha detto...

Io ho un’opinione netta e l’ho anche scritta; la vera questione non è il contratto bloccato da cinque anni. Non è piacevole ma se il datore di lavoro, cioè lo stato, è fallito, è sempre meglio continuare ad avere lo stipendio che perderlo del tutto come accade ai lavoratori del settore privato. Questo è un fatto: c’è una grave emergenza nei conti. Però attenzione, quel che non è giusto è far passare l’idea, ed è questo il vero problema, che siano i dipendenti pubblici i responsabili del dissesto finanziario. Come dire, ecco i colpevoli da punire. Sbagliato, perché gli stipendi dei dipendenti pubblici sono il volano fondamentale del mercato interno. Sono loro che evitano il tracollo totale della domanda. Il vero cancro è l’interesse sul debito, che soffoca ogni possibilità di spesa in investimenti. Vedremo come va, ma ormai i «colpevoli» sono stati messi nel mirino dai vari opinionisti.

Carlo ha detto...

Ciao Sara e buona serata.

E' vero che la destra che iniziò bloccando i nostri stipendi per un triennio (Tremonti ed il tappo malefico che ci definiva fannulloni), oggi si erge a difensore dei dipendenti statali. Ma non tutti. Forse ti è sfuggito che la difesa è verso le Forze dell'ordine le quali, come noi impiegati civili, da quattro anni non vedono il contratto rinnovato e, soprattutto, lo stipendio aggiornato all'attuale tenore di vita e fermo al valore economico del 2009. E' una difesa dettata da paura, cosa che noi "civili" non suscitiamo affatto. Paura di avere contro anche quelle Forze dell'ordine che fino ad oggi hanno fatto da scudo tra loro e la piazza dove manifestavano gli altri lavoratori. Vedrai che per "loro" una soluzione la troveranno anche. Saremo noi a stringere la ginghia non so bene per quanti altri anni ancora.

Si, mettici un bel punto interrogativo perché dopo i tre anni di Tremonti, c'è stato l'anno di Letta ed ora arriva quello del giovanotto arrogante del centrosinistra così arriviamo a 5 anni. Tuttavia, il previdente Letta ha eliminato l'indennità di vacanza contrattuale fino al 2018. Così la fregatura è perfetta!

Sui meriti di Renzi e della Madia che, secondo te, ricordano ai sindacati qual'è il loro ruolo, ho i miei dubbi. Soprattutto a fronte delle ultimissime affermazioni di Renzi, verso un possibile sciopero del pubblico impiego, definito un "ricatto", aggiungendo che "lo sciopero dei dipendenti del pubblico impiego è ingiusto nei confronti di tanti disoccupati".

A parte che anche tra i tanti dipendenti pubblici ce ne sono che hanno i figli disoccupati da mantenere, ti rendi conto che questo è un ragionamento che un politico non dovrebbe neanche permettersi di sussurrare?

Ci sta dicendo che dobbiamo accettare uno stipendio da fame, grazie allo spettro perenne della disoccupazione? Ci sta dicendo che il lavoro non è più un diritto e nemmeno un’attività che deve essere giustamente retribuita? Ci sta dicendo che lo stipendio è una concessione, una regalia che viene dall’alto e qualunque cosa contenga la dobbiamo accettare con gratitudine?

Questo ci sta dicendo Renzi? E' a questo che ci siamo ridotti?

Sull'origine delle "colpe" dei sindacati, ho i miei dubbi. Chi ha consentito che i sindacalisti (come i politici) si comportassero in un certo modo, siamo noi. Chi ha consentito che il sindacalista perdesse di vista il suo vero scopo, siamo noi. In fondo, sei tu che ricordi che l'ultimo sciopero, su 90 persone partecipaste in 2.

E' quello che è successo anche da me... ma poi, quegli altri 88 colleghi che non aderirono allo sciopero, oggi non devono venirmi a rompere i coglioni se le cose vanno male (e scusa il francesismo). All'epoca, si preoccupavano di 60 euro persi per la giornata di sciopero. All'epoca, ragionavano nel classico modo "tanto è inutile". Oggi si fottano loro ed il loro futuro da schiavi.

Infine, potresti ricordare al nostro saggio Lorenzo che noi, di "pubblico" non abbiamo più nulla e che, da qualche decennio oramai, siamo contrattualizzati al pari dei dipendenti pubblici?

E poi, che discorsi qualunquistici! Il mio stipendio sarebbe "garantito" dal "contenuto" del suo conto corrente? Ma che presuntuoso! Perché non prova a capovolgere il problema?

Lorenzo, se io rimango senza stipendio, non spendo! Se non spendo, il tuo conto corrente si svuota ancora più rapidamente e, alla fine, sarai un pezzente senza lavoro, come me!

p.s.: Sara, non sono iscritto alla CdG. Frequanto quel sito perché mi piacciono i contenuti.

Lorenzo ha detto...

Ripeto, il nocciolo della questione è che lo Stato per pagare gli stipendi usa i soldi prelevati con le imposte.

I soldi prelevati con le imposte sono molti ma molti meno di quelli che lo Stato spende, infatti ci stiamo indebitando di quasi 20 miliardi AL MESE.

Per cui o si aumenta lo stipendio agli Statali chiedendo i soldi in prestito e quindi aumentando ancora il debito, oppure si aumentano le imposte, che sono già ad un livello astronomico.


Uno si dovrebbe chiedere "ma come è possibile che lo Stato spenda molti più soldi di quelli che raccoglie?"

Semplice, lo Stato provvede troppi servizi, sussidi, pensioni, stipendi, cure mediche, eccetera rispetto alla ricchezza complessivamente prodotta.

Non si scappa.

Sara ha detto...

Carlo stasera è stato proprio uno di destra in Tv a mettere in conflitto il "nostro" blocco, con le assunzioni della scuola.
Torniamo buoni a tutti in questo momento.
In merito alle forze dell'ordine non ho idea della effettiva rappresentatività dei loro sindacati, non mi stupirei che fosse come quella dei nostri.

Lorenzo ha detto...

Ok, per il poveretto con la bava alla bocca, sostituire il "mio" conto corrente con quello di Mario.

Quando nel conto corrente di Mario non c'è un euro, anzi, è in rosso, lo Stato non può più chiedere di pagare le imposte, perché Mario non ha i soldi.

Anche se manda gli sgherri dello sceriffo di Nottingham e prendono Mario per i piedi e lo scuotono, dalle sue tasche non esce niente.

Se lo Stato non può incassare le imposte perché Mario non le può pagare, lo Stato non ha i soldi per pagare lo stipendio agli Statali.

Certo, lo Stato può ricorrere ai prestiti, fintanto che i creditori, come è successo alla Grecia, temono il fallimento dell'Italia e quindi di non potere più esigere il credito.

A quel punto fine dei giochi. Il sindacato può fare anche i salti mortali carpiati all'indietro, non cambia niente, se Mario è sotto un ponte, niente trippa per gli Statali.

Ripeto, con Renzi ci stiamo indebitando alla media di poco meno di 20 miliardi al mese, cioè la differenza tra quello che lo Stato prende da Mario e quello che lo stato spende ogni mese è di meno 20 miliardi.

Cinzia ha detto...

Ciao Sara. Grazie per il tuo commento. Per quanto concerne il tuo post, sono troppo lontana per esprimermi in merito. Ma quello che posso dire è che anche vista da fuori, la situazione in Italia appare drammatica, su tutti i fronti. E un po' ne facciamo le spese anche noi, qui in Ticino.
Ti auguro un sereno fine settimana.

Cinzia

Francesco ha detto...

Lorenzo, per curiosità, che lavoro fai ?

nonno enio ha detto...

lo sciopero pare sia nazionale...

Claudia ha detto...

Se tutti quelli che intascano indebitamente denaro pubblico smettessero di farlo ci sarebbero soldi per tutto.

Carlo ha detto...

Scusa, Sara, potresti ricordare al saggio Lorenzo che paga i nostri stipendi insieme a Mario che se Mario paga tante imposte, al punto che non ce la fa più a pagare, è perché tanti liberi professionisti come Lorenzo, tipo Filippo, Andrea, Giorgio, Simone, Pancrazio, Cesare, Astrubale, Clemente, Stefano... EVADONO IL FISCO e questa politica corrotta e incapace non fa nulla per contrastarla?

Potresti ricordare che i suoi politici di riferimento hanno addirittura depenalizzato il falso in bilancio e mentre nei paesi civili si va in galera per tale reato e dopo che ti hanno chiuso in gattabuia buttano pure la chiave mentre da noi un fottuto imprenditore scoperto a fare il furbo con i bilanci aziendali se la cava con un puffetto sul viso?

Perché, vedi Sara, Lorenzo ragiona per massimi sistemi ma gli sfuggono i dettagli. Quei dettagli che fanno la differenza tra un ragionamento e un discorso qualunquistico!

Comunque, esimio il nostro Lorenzo, puoi chiamare in causa Mario ma anche Cesare, rimane il fatto che se io non prendo il mio stipendio non spendo e, conseguentemente, se io non spendo tu non lavori.

Alla fine, saremo due perfetti pezzenti. Infatti, è quello che sta accadendo. Le imprese vanno a zampe all'aria perché non vendono. E non vendono perché la classe media, una volta spendacciona, oggi tira la cinghia fino al punto da privarsi non del superfluo, ma del necessario!!

Grazie Sara e buona serata.

fracatz ha detto...

ar bobbolo thajano je va bene accussì, avevano avuto la possibilità de mannalli tutti affanculo ed invece hanno continuato a votare sempre alla stessa maniera, questo coniglio uscito dal cilindro della nomenklatura del partito non ha fatto nulla per sanare le differenze di stipendio tra lavoratori e caporioni, lasciando quest'ultimi ad incassare 20 volte più dei loro sottoposti e meno di nulla per abolire sprechi e spese inutili. Certo potrebbe aumentare l'IRAP per poter aumentare gli stipendi statali, però la vedo dura stavorta, me sà che quanto prima anche i pensionati saranno pagati con btp a dieci anni

Sara ha detto...

Carlo spero che Lorenzo ti legga da solo!

Sara ha detto...

Carlo spero che Lorenzo ti legga da solo!

diego ha detto...

come la mettiamo con i lavoratori dipendenti del settore privato? Loro non evadono, ma perdono il posto di lavoro (due milioni quest’anno), non hanno nessuna paga sicura, quando va bene un po’ di cassa integrazione

secondo me se ognuno continua a vedere solo i privilegi degli altri, è finita, dobbiamo metterci tutti in discussione, a cominciare da chi è in pensione dall’età di 40 anni o giù di lì, la parola «diritti acquisiti» deve sparire



è un errore la reciproca recriminazione, non porterà niente di buono, solo odio fra lavoratori