09 maggio 2015

le attese messianiche e la corriera

Premetto che  conosco poco della storia politica di Civati, ma cosi', a naso, mi sembra un po'sopravvalutato, ed ora sulla sua scelta di lasciare il Pd, si riversano per l'ennesima volta, le attese messianiche di quella parte irrequieta della sinistra, che proprio Renzi non lo vuole, che anzi lo considera peggio di Berlusconi.
Qua in Liguria si e'candidato alle Regionali quale antagonista della renziana Paita, tale Pastorino, che per l'occasione e'uscito dal Pd, partito con il quale era stato eletto deputato.
E tutta la cagnara che fece Cofferati?
Evidentemente  taluni diessini considerano il partito come una corriera da cui farsi scarrozzare, salvo poi scendere quando gli gira il belino gli fa comodo!

20 commenti:

La Laura ha detto...

Civati è uno leggero. E non lo dico da renziana. Ma obiettivamente ...nato politicamente a Monza l'ho conosciuto e trovo drammatico che esistano i "civatiani".
Come se se ci fossero i Lauriani o i Sariani, tanto per fare 2 nomi che conosciamo. dato il mio cognome poi, ci sarebbero i Pucciani (e non sarebbe male)

Biagioli Alessandro ha detto...

civati è un omucolo cretino privo del qi minimo richiesto per considerarsi politico naxzionale..uno di quelli che papa gli ha comperato i voti da quando è nato

fracatz ha detto...

adesso co' tutti i seri commenti dei tuoi lettori inflessibili, darai un gran dolore a peppia pig.
Ammiro comunque la tua costanza, la tua fedeltà alla causa che non si piega neanche alla ventata zpiprariana e mo' col nuovo menestrello, il civati.
Brava, nei secoli fedele

Francesco ha detto...

Non è un gigante ma non è un bugiardo patentato come Renzi

Mariella ha detto...

Onestamente, il Civati mi fa più sesso di Renzi...E politicamente lo preferisco a quel volta gabbana democristiano del presidentucolo del consiglio.

Lorenzo ha detto...

Per me sono tutti comunisti uguale.

Francesco ha detto...

dare del comunista a Renzi è come dare dell'intelligente a un babbuino del Bormeo

Lorenzo ha detto...

Dare del comunista a chiunque è un insulto.

Francesco ha detto...

di comunisti intelligenti ne ho conosciuti un sacco. insultarli è modalità ignorante.

UnUomo.InCammino ha detto...

Mah, io considero che il 90% delle forze politiche si accapiglia sul 5% delle scelte politiche possibile.
Il pattern è ricorsivo, all'interno dei partiti le correnti si azzuffano per tentare di distinguersi ancora per meno.

Ma cosa ne direste di forze politiche che ti proponessero, come unico menù, la pasta in bianco, in cui puoi scegliere se l'olio di oliva o quello di girasole, il burro sciolto o fuso, l'olio xv di oliva e forse il formato della pasta?

Solo un sistema demente e marcio può pensare che la cucina sia la pasta in bianco.

Non solo, se fai presente che c'è anche il caciucco o la polenta concia ti danno del pazzo, dello stravagante, di questo e di quello.

Il PD?
Un misto di tutto e il contrario di tutto con il peggio del post-comunismo e della democrazia cristiana.

Anche se alcune cose di questo governo le salvo, come lo stop ad alcune grandi opere inutili, qualche lavoro in più nelle ferrovie, una sempre più pallida attenzione al desiderio di pareggio di bilancio.
Ma questo scompare rispetto alle nefandezze SìSenzaSeESenzaMa allo tsunami migratorio, al SìExpo.

A partire dalla decisione, assolutamente (anti)politica di restituire più di 800 natanti agli scafisti solo nel 2014.
La solidarietà tra gli scafisti bianchi-rossi e gli altri supera ogni cosa.
Ecco, il PD è anche questo.

UnUomo.InCammino ha detto...

i comunisti intelligenti

E' come dire

islamici intelligenti
crescitisti intelligenti
liberisti intelligenti
cattolici intelligenti
...

Sono tutte forme di pensiero acritico, religioso, sempre più lontani dalla realtà.
Tutto ciò è massimamente stupido.
Solo dei de-menti possono pensare di ignorare la realtà e le sue leggi o, peggio, di correggerle.

Ernest ha detto...

quello che penso sul pd lo sai... :-( io vorrei solo un partito di sinistra... possibilmente vero

Lorenzo ha detto...

Francesco e UomoCoso:
(per motivi diversi)

Il requisito fondamentale per credere in qualcosa è sospendere il giudizio razionale.

La fede è per definizione un atto e un modo di vivere contrario alla ragione. Non tanto negli esiti, quanto nelle premesse. Significa assumere non solo come possibile ma come dato di fatto un evento che la ragione dice essere impossibile.

La differenza tra credere in qualcosa e pensare che qualcosa sia giusto consiste sia nel fatto che ho scritto sopra, cioè che credere implica non usare la ragione ma anche il fatto che il qualcosa oggetto del credere è situato fuori dallo spazio e dal tempo, quindi è una verità immutabile.

Al contrario, pensare che qualcosa sia giusto significa solo che il qualcosa è la migliore soluzione disponibile in quel momento ad un dato problema. Un secondo dopo potrebbe presentarsi una alternativa migliore, quindi si tratta di una verità transitoria.

Detto questo, mi si pongono tre alternative:

1. il comunista "crede" perché è l'unico modo di esistere che conosce.

2. il comunista "crede" perché è un minorato, quindi non è in grado di accorgersi dei paradossi insiti nella metafisica di cui è seguace.

3. il comunista "crede" come atto volontario, di proposito. Quindi è un pazzo, un criminale, qualcuno che ha in odio se stesso e/o l'umanità.

Qui uso la parola "comunista" perché si parla di Civati. Se si fosse trattato del credente di un'altra fede perniciosa, avrei usato un altro termine.

semola ha detto...

“Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave senza nocchiero in gran tempesta, non
donna di provincie ma bordello!”
...... SEMBRA IERI.....

Carlo ha detto...

Sicuramente Civati non è un politico all'altezza del candidato Pd alle regionali in Campania, tale Vincenzo De Luca, condannato in primo grado per abuso d'ufficio. E neanche di coloro che, attraverso liste collegate, sostengono la candidatura di Vincenzo De Luca: tale Franco Alfieri, imputato di corruzione in una vicenda di appalti; tale Paola Raia, ex cosentiniana, poi confluita in "Forza Campania", il movimento di Nicola Cosentino (un nome, un curriculum); tale Carlo Aveta, già eletto ne' La Destra ed assiduo frequentatore di gite a Predappio; tale Franco Malvano, ex candidato sindaco di Forza Italia a Napoli; tale Tommaso Barbato, ex senatore mastelliano; tale Tommaso Barbato, sotto inchiesta per un presunto voto di scambio alla vigilia delle ultime elezioni politiche, mentre le indagini sulle clientele Udeur nell’Arpac gli attribuirono 43 raccomandazioni.

Volendo approfondire, Civati non è neanche all'altezza di renziani DOC come Raffaella Paita, raggiunta da un avviso di garanzia per omicidio colposo e disastro colposo per l'alluvione dello scorso ottobre a Genova.

Purtroppo per Civati, infine, Luca Pastorino non è indagato e non è stato mai condannato!

Un demerito in questo Paese che tifa per il "nuovo che avanza(to)"!

Ciao Sara, posso darti un consiglio? Te lo do, poi fai tu: magari prova a documentarti sulla storia politica di Civati. Potresti scoprire che non è affatto un "messia" ma uno che teneva molto ma molto al Partito Democratico, quale doveva essere quello proposto in occasione delle primarie Pd del 2013 da Renzi, Cuperlo e lo stesso Civati.

Certo, poi dopo le primarie Renzi se n'è fottuto dei "programmi del Pd"... ma non è detto che a tutti gli elettori Pd siano stati contenti.

Buon pomeriggio a te e ciao.

p.s.: approfitto per salutare l'amicone Lorenzo, famosissimo in rete.

Sara ha detto...

Carlo io alle primarie del Pd votai la Puppato. Civati non ha pretese messianiche, ma va un po'di moda rappresenta il ragazzo ribelle.
L'avviso di garanzia nei confronti della Paita era un atto dovuto nel suo ruolo, ma mi pare che in Italia ci siano ancora 3 gradi di giudizio,
Lorenzo e'impegnativo, fa inca@@are anche me , ma non se la tira da penna brillante.

@enio ha detto...

civati è un fessacchiotto manovrato dai vecchi del PC che messi da parte tentano di sfasciare il partito continuando a fare i fancazzisti di sempre

diego ha detto...

Civati rappresenta una componente politica che ha una ragione d’essere, sinceramente penso che abbia fatto male ad uscire dal PD, che, almeno secondo le mie vedute, deve essere un partito con posizioni anche diverse ed articolate

la Paita non mi entusiasma, ma è il candidato del PD e come tale, se sei parte del PD, la devi sostenere

è una fase politica complessa, ci sono ragioni buone nei renziani e negli antirenziani, dipende dalle priorità che si ritiene essenziali nell’italia di oggi (non siamo in un momento normale, siamo in un passaggio difficile che puo’ portarci o alla salvezza o all’abisso)




unpodimondo ha detto...

Hai scritto: "Evidentemente taluni diessini considerano il partito come una corriera da cui farsi scarrozzare, salvo poi scendere quando gli gira il belino gli fa comodo! "

Mettiamola così: uno paga il biglietto e prende la corriera da Firenze per Milano... Se l'autista Renzi, a metà strada e improvvisamente, fa inversione a U e procede dritto verso Roma... il passeggero che voleva andare a Milano avrà pure il diritto di scendere?

Sara ha detto...

@unpodimondo in effetti è una questione di posti a sedere.