29 settembre 2015

in rete si puo'scrivere di tutto

E dire che il filosofo francese Pierre Levy agli albori di internet, sosteneva che eravamo pionieri di una nuova frontiera antropologica.
Peccato che in questo spazio che andiamo a colonizzare ci portiamo al seguito quelli che usano la rete per vomitare i conflitti irrisolti della loro personalita'.
Ma un nickname non tutela un demente dal fatto innegabile di essere tale.

9 commenti:

UnUomo.InCammino ha detto...

> Pierre Levy agli albori di internet, sosteneva che eravamo pionieri di una nuova frontiera antropologica

Sempre l'attesa salvifica, tecnoteista della tecnologia che salverà e cambierà l'umanità.
Mah.

Lorenzo ha detto...

Sara, oltre a farti notare la sottile contraddizione con quanto scrivevi nel mio blog, aggiungo:

Prima cosa, Internet non fabbrica gli imbecilli, vengono fabbricati altrove. I luoghi dove si fabbricano gli imbecilli, come scrivevo a proposito dell'aforisma di Eco, che assomiglia al tuo post, sono quelli dove si fabbrica il "senso comune". La cosa peggiore non è l'occasionale personaggio che da fuori di matto ma le cose sbagliate che rientrano nella "normalità".

Seconda cosa, non è vero che su Internet si può fare tutto. Esistono delle leggi che valgono per Internet come per qualsiasi altra attività umana, con alcuni distinguo specifici ma sopratutto esistono le persone. Per esempio tu hai la facoltà di decidere cosa può apparire sul tuo blog. Quindi basta che tu eserciti questa facoltà per tenere "pulito" questo angolino del Web. Se tutti facessero cosi, il Web sarebbe complessivamente "pulito", un po' come succede con qualsiasi posto dove devi convivere con altre persone.

Emigrante ha detto...

Ma sai che tutto sommato "questa nuova frontiera antropologica" conferma cio' che si è sempre pensato su buone scuole, gentilezza, ed educazione . E quando tutto questo va male in una persona, puoi sempre ignorarla. On line come nella vita. No?

fracatz ha detto...

ahahahahhah
troppo forte
adesso vorresti privarci persino di queste piccole gioie

diego ha detto...

Io sono abbastanza convinto che ogni rivoluzione tecnologica nei mezzi di comunicazione comporti sempre un mutamento che si innesta nello stesso costituirsi delle personalità, in quanto la mente è uno strumento assai flessibile e soprattutto adattativo. Non possiamo più esser gli stessi di prima. Un esempio classico di questa correlazione fra tecniche nuove e nuovi modi di stare al mondo fu l’invenzione della stampa. Senza le bibbie personali ad un prezzo accessibile non sarebbe stata possibile la riforma protestante.

Tanto per aggravare la situazione, cara Sara, ti rimando ad una mia inutile recensione. Ora sono più magro.
http://diego56.com/2011/03/26/non-rende-stupidi-ma-diversi-questo-e-sicuro/

Lorenzo ha detto...

Diego ho una obiezione alla tua considerazione: la gente non sa cosa sia Internet.

Infatti tutti pensano che sia una specie di "scatola magica" dove tu metti delle cose e prendi delle cose.

Invece Internet NON ESISTE, si tratta semplicemente di una serie di protocolli che permettono di collegare tra di loro due computer attraverso reti eterogenee. Il mio e il tuo computer.

Quindi Internet non contiene niente, non è un luogo ne fisico ne metafisico, se ci sono dei contenuti sono dentro i computer e i computer sono sotto le nostre dita, non nel "vrtuale".

Da dove nasce l'equivoco? Siccome la gente non sa e non vuole sapere, a nessuno viene in mente che con un po' di lavoro ciascuno di noi si può dotare più o meno degli stessi strumenti di Google e pubblicare verso gli altri più o meno gli stessi servizi. Il mio blog si trova sui server di Google e funziona grazie al software di Google. Però io potrei benissimo avere tutto in casa mia, su un server mio, generato con un software mio. Per te sarebbe esattamente la stessa cosa.

Quindi quando dici "rivoluzione tecnologica" assumi che tutti sappiano in cosa consista questa tecnologia. Assunto palesemente falso. Quello che invece succede è che Tizio compra un furbofono e tramite quello compie le azioni che sono predefinite da altri, azioni che sono una frazione di quelle teoricamente possibili se Tizio fosse consapevole della tecnologia che adopera invece di subirla passivamente.

Il "mutamento" è un concetto labile. La stampa della bibbia mette una bibbia in mano ad ogni colono europeo e nell'altra c'è un fucile. Non solo ma la stampe permette anche di propagandare e di fare demagogia molto più efficacemente che con i comizi. Il "mutamento" può essere tanto positivo quanto negativo ma sopratutto, non è affatto detto che sia "spontaneo".

Anzi, aggiungo che lo "spontaneismo", cioè l'idea che le cose capitino per caso o per leggi fisiche, è una delle scemenze con cui cercano di manipolare le masse ai nostri giorni, per evitare che a qualcuno venga il dubbio che invece le cose capitino di proposito, nell'interesse di qualcuno e a danno di qualcun altro.

diego ha detto...

«Quindi quando dici "rivoluzione tecnologica" assumi che tutti sappiano in cosa consista questa tecnologia. Assunto palesemente falso.»

no, buon lorenzo, qui sei tu ad avere torto: per fare un esempio, usare l’automobile ha cambiato l’urbanistica delle nostre città, favorendo i quartieri «sparsi» e lontani dal centro, ma uno che guida la macchina non è che sa come si costruisce un motore

così l’internet: io sono ignorante come una capra, so amalapena cos’è un IP, ma lo uso e interloquisco con la tua persona, con le tragiche conseguenze del caso, vecchio mio

Lorenzo ha detto...

Oh signore, io potrei obbiettare che invece è stata l'urbanistica delle città, nel connubio di abitudini e necessità di spostamento casa-lavoro, a generare l'automobile. E lo dico a ragion veduta perché ancora quando io ero bambino pochissima gente andava al lavoro in auto. La macchina invece veniva lasciata in strada tutta la settimana ed usata nel weekend per andare da amici e parenti o per qualche gita, vedi alla voce "guidatore della Domenica". Il traffico di qualche decennio fa era una frazione di quello attuale, dato appunto che pochissimi usavano la macchina durante la settimana ed esisteva massimo una auto per famiglia, invece di una auto per persona come oggi.

Aggiungo che se guidi la macchina dovresti sapere come si costruisce (nel senso di come funziona) il motore, dato che fa parte delle competenze richieste per ottenere la licenza di guida. Non è che siamo tutti cretini, ci sono anche persone che leggono, si informano, imparano. Poi si, ci sono anche sicuramente dei patentati analfabeti, cosi come si sa che esistono milioni di automobili che circolano senza assicurazione. Non è la regola e nemmeno una cosa bella.

Cosi Internet, chi è "ignorante come una capra" è una persona che non legge, che non si informa, che non impara ma che sopratutto è CONFORMISTA e quindi si adegua al "senso comune", al "sentito dire". Boooh il mistero di Internet, questa magia che "cambia le persone"...

Ernest ha detto...

beh un nickname da molta più potenza al riparo da tutti e tutto