01 settembre 2015

ladro di libri, vergogna di Stato

Nominato da Bondi, confermato da Galan e da Ornaghi, giusto per citare tre ministri dei Beni Culturali.
I 4000  libri rubati erano "nostri", erano il "nostro"patrimonio, guardate un po'costui come se la passa?
Invece se uno di noi scemi oltrepassa il limite di 20 minuti di un parcheggio pagato in anticipo, lo perseguitano per tre generazioni.

7 commenti:

Charlie Brown ha detto...

bisogna prepararsi per la rivoluzione

Nuvola ha detto...

E' una vergogna davvero :(

Lorenzo ha detto...

Sara, i lestofanti sono uno "sfriso" non eliminabile.
Invece io mi preoccupo del fatto che bisogna urgentemente trovare 20 mila alloggi per gli immigrati. Ma non "una tantum", ne arrivano duecentomila ogni anno, con prospettiva in aumento, i 20 mila alloggi servono solo a ricollocare una parte di quelli sistemati nelle tende e nei container.
Nello stesso momento qui dove abito abbiamo diverse famiglie che non pagano le spese condominiali e non sappiamo come fare. Infatti sulle prime il debito se lo accollano gli altri condomini ma poi si finisce per diventare morosi verso i fornitori e ti staccano l'acqua.
Secondo te, come posso reagire io mentre mi vedo il campo profughi sotto casa pieno di gente e l'avviso in bacheca che mi staccano l'acqua se non paghiamo il debito di tot mila euro entro 15 giorni? Oppure Renzi che ride e la borsa che affonda?

Tu mi vieni a parlare dei libri. Importantissimo, per carità ma c'è come una dissonanza. Non voglio fare del "benaltrismo", voglio dire che a forza di tirare la corda, prima o poi la corda si spezza.

Anonimo ha detto...

La conoscenza alla base di tutto. La conoscenza di un solo libro che permette a gente come te di poter approfondire la propria conoscenza con altri libri, la metti allo stesso piano di un qualsiasi avvenimento tragico. Gli avvenimenti di Palmira con l'uccisione del suo custode mi fa pensare che tu hai ragione. Non si ha bisogno di rivoluzioni perché porterebbe il paese ad una sofferenza inutile e alla perdita di quella conoscenza che con il tempo abbiamo acquisito, basterebbe portare il proprio popolo ad una migliore conoscenza. Pj

Lorenzo ha detto...

Il commento di "anonimo" mi fa ridere sia per quanto è ipocrita, sia per quanto è scollegato dalla realtà. La "conoscenza è alla base di tutto" va contro due concetti elementari, il primo è il dubbio socratico, perché il saggio sa di non sapere (e, aggiungo io, solo un vero coglione fa sfoggio di "conoscenza"), il secondo è che se non hai la "conoscenza" vivi lo stesso, invece senza acqua vivi qualche giorno al massimo, per cui quando ti chiudono l'acqua in casa ti incazzi molto di più che se ti chiudono la biblioteca.

La faccenda di Palmira manifesta la "non-conoscenza", dovuta al lavaggio del cervello operato da 70 anni di comunismo in Italia. Infatti si dovrebbe sapere che l'Islam aborrisce qualsiasi religione che non si fondi sulla Bibbia e che aborrisce anche la venerazione di qualsiasi immagine sacra. Il risultato inevitabile è che nei Paesi islamici non esiste libertà di credo religioso, solo il cristianesimo e l'ebraismo sono tollerati ma con uno status servile e dietro pagamento di una "ammenda". Inoltre, quando una regione viene annessa all'Islam, da sempre le chiese vengono trasformate in moschea (con ovvio simbolismo) e tutte le immagini sacre vengono distrutte. I tagliatori di teste medio orientali non fanno che ricalcare le orme dei loro antenati, infatti, cito gli eventi riguardanti la basilica di Santa Sofia a Costantinopoli: "L'edificio fu profanato e saccheggiato e gli occupanti resi schiavi o uccisi. Quando il Sultano e la sua corte entrarono nella chiesa, egli ordinò che essa venisse immediatamente trasformata in una moschea. Uno degli Ulama salì sul pulpito e recitò la Shahada."

Del resto non è niente di nuovo, durante le Guerre Giudaiche i Romani radono al suolo il Tempio di Salomone, di cui resta una parte del muro perimetrale, il famoso "muro del pianto", lasciato in piedi di proposito da Tito a ricordare ai Giudei cosa significava sfidare la potenza di Roma.

Da cui la "conoscenza" non evita affatto la distruzione dei manufatti, al contrario insegna che questa distruzione è da sempre praticata e con una buona ragione, cioè annientare la cultura del nemico per fiaccarne la resistenza. E' lo stesso motivo per cui mentre di demoliscono i templi si tagliano le teste delle elite culturali.

UnUomo.InCammino ha detto...

Mi sono fatto distrarre dai commenti (di Lorenzo).

Ernest ha detto...

il perfetto personaggio adatto a ricoprire cariche dello stato o pubbliche che siano...sempre peggio