05 gennaio 2016

la parafrasi

Chiave di ricerca costante in questo blog: la parafrasi della poesia di Franco Sacchetti, Innamorato Pruno.
Il problema che qua o là in qualche post ho pubblicato la poesia in questione, ma non ho mai redatto la sua parafrasi.
Quasi mi verrebbe da dire : giovane fai come facevamo noi ai tempi del giurassico, quando internet non esisteva e pertanto innanzi alla necessità di presentare una parafrasi, ce la facevamo da soli! Fai un po'te che fatica! eppure siamo sopravvissuti. 
Sai che originalità cercare una parafrasi in rete! 
Ma pensi che crescendo la vita ti offra delle soluzioni belle e pronte, confezionate da altri?
Allora fatela per i fatti tuoi la parafrasi! Magari sarà fatta così così. Se il prof. te la fa leggere in classe, abbozzi prima un sorriso, ho detto un sorriso non un ghigno da presa per i fondelli e premetti : ho fatto del mio meglio! 

Il tuo insegnante apprezzerà l'impegno. Tanto i prof. non sono scemi, lo sanno quando una cosa è scopiazzata. 

6 commenti:

Lorenzo ha detto...

La difficoltà di fare la parafrasi è prossima allo zero. Se uno studente non ce la fa, si pongono seri dubbi sul percorso scolastico che ha seguito fino a quel punto, leggi alla voce "semi-analfabeta".

Notoriamente e lo dico anche per esperienza personale, gli studenti italiani hanno difficoltà in matematica e in generale nelle materie scientifiche. Vedi alla voce "trovare insegnanti capaci di insegnare" e la voce "fare lavorare gli insegnanti".

UIFPW08 ha detto...

Il futuro siamo noi che dimentichiamo come eravamo..eppure siamo qui spesso a ricordare.
Sara un abbraccio forte
Maurizio

fracatz ha detto...

i ragazzi oggi hanno migliaia di cose in più da fare rispetto a quello che facevamo noi che giocavamo, non ricordo più il nome del gioco, sì quello con i cinque ossi di pesca che si tiravano in alto mentre si ramazzavano quelli a terra, quel gioco che si faceva sempre sulla sabbia al mare,

Maura ha detto...

Me lo ricordo...che poi si raccoglievano a due a due e il turno successivo due e tre...nostalgia..

Gianluigi Rizzo ha detto...

Di sicuro i ragazzi di oggi sono più preparati e svegli di quelli passati. I nostri insegnanti adesso sono tra i più preparati per poter i segnare ai nostri ragazzi, ma a confronto di ta ti paesi, il nostro non mette nelle condizioni di poterlo fare. Di sicuro il loro poco tempo che rimane tra insegnare e i continui corsi di aggiornamento viene dedicato da molti per trovare il lavoro didattico o fare fotocopie perché la scuola non ha il formato A/4 a disposizione. Quindi, il problema ricade sempre per i lavoratori. Ecco perché noi a confronto di loro dormiamo e ci svegliamo grazie a Google.

Gianluigi Rizzo ha detto...

Bentornata Sara.