11 gennaio 2016

L'allevatruce.

Una mia amica fa la collaboratrice domestica e visita piu'case settimanalmente e ogni tanto mi racconta delle pretese assurde che hanno le persone, che per pagarti 3, 4 ore alla settimana a 8, 9, 10 euro, pretendono di avere  non gia'una persona che le aiuta nelle noiosissime faccende di casa, piuttosto una cameriera personale. 
Tra le altre una signora che e'dipendente di un esercizio commerciale, cioe' non un'ereditiera da copertina per intenderci, la quale pretendeva tra le varie cose, che la mia amica mettesse in ordine i giocattoli delle sue tre creature. 
Ecco, una cosi'sarebbe da segnalare ai servizi sociali.  O no?

16 commenti:

@enio ha detto...

il problema è che oggi, mancando il lavoro, si tollerano anche questi piccoli sacrifici... guardandosi sempre in giro perchè questo periodo bruttissimo dovrà pur finire un giorno o l'altro!

Federica ha detto...

la gente è matta: questa è la prima regola!

Lorenzo ha detto...

Sara, avere a che fare con le persone significa avere a che fare con tutti i casi umani possibili, dal genio all'imbecille, dal gretto e meschino al filantropo. Non è questione di tirare fuori ridicoli sindacalismi, è la semplice realtà dei fatti di chi ha a che fare con la gente, che tu sia allo sportello delle Poste o tu faccia l'infermiera o l'insegnante, o il promotore finanziario, è uguale, la gente è uguale.

Ti faccio un esempio personale. Tempo fa mi è capitato di lavorare per un tale, lui titolare dell'azienda e io direttore di un rametto. Questo mi chiamava la domenica, di mattina alle 6 o di notte perché non gli andava Internet e voleva che io andassi a casa sua a mettergliela a posto. Come se Elkann chiamasse Marchionne perché non gli parte l'automobile ma non nel tono "scusi dottor Marchionne, cosa posso fare?" che uno potrebbe anche aiutare per simpatia ma nel tono "Marchionne, merdaccia, venga subito qui ad aggiustarmi l'auto".

Ti dico un'altra cosa: chi non ha responsabilità sul lavoro non sa davvero cosa significhi il termine "difficile". Capirai che problema mettere a posto i giochi dei bambini. Prova a dovere licenziare 10 persone una mattina e poi mi dici.

Sara ha detto...

Il problema non è mettere a posto i giocattoli da parte della mia amica, ma il danno che subiscono questi bambini, la cui mamma preclude loro lo svolgimento di un piccolo dovere formativo!

diego ha detto...

diciamo che la signora è semplicemente maleducata, ritengo che se fosse una «vera» signora si rivolgerebbe alla collaboratrice col massimo rispetto, traendone probabilmente anche una disponibilità maggiore

Claudia ha detto...

In effetti la tua amica non può pulire il pavimento se questo è cosparso di giocattoli. Questo non toglie che, come dici tu, dovrebbero essere i bambini a farlo, come dovrebbero anche imparare a rispettare chi lavora aiutando loro e la loro famiglia.

Ho lavorato tanti anni nelle scuole dell'infanzia. Non sono nella posizione di giudicare nessuno perché io vivo la mia vita e gli altri la loro, ma ti posso assicurare che nemmeno l'1% dei bambini riordinava, a casa (cosa che invece facevano senza problemi e senza esserne traumatizzati a scuola).
Ricorderò sempre l'intonazione stralunata ed esterrefatta di una madre della commissione mensa, che entrando all'ora di pranzo esclamò: Ma.... mangiano seduti?!?!?
E come dovrebbero mangiare?
Io non ho mai pensato che farli riordinare o farli mangiare seduti fosse traumatizzante, ma evidentemente altri lo pensano.

Costantino ha detto...

Un piccolo segno, anche questo, del tempo in cui viviamo.

Mariella ha detto...

Il problema è che non si può rinunciare al lavoro, oggi.
E si china la testa davanti al coltello.

Nuvola ha detto...

Non so, io sono per insegnare ai bambini a fare tutto, indipendentemente dal genere.
Maschi e femmine devono saper cucinare-lavare i piatti-pulire casa-attaccare un bottone-mettere a posto la loro roba-cambiare un pannolino-occuparsi di un bambino più piccolo per tempi proporzionati alla loro eta'-imparare a usare un trapano-un saldatore etc.

Nel caso specifico di qualcuno che va a fare le pulizie si discute prima quali sono i compiti e qual e' la paga.
Se e' compreso anche riordinare i giochi dei figli, deve essere chiaro in anticipo e si deve discutere quanto viene dato.

Comunque, io che sono stata educata a fare praticamente tutto, trovo che hanno molto più successo nella vita quelli che invece sono stati educati a concentrarsi su cose più redditizie e delegare e a pagare qualcuno che fa il lavoro "ordinario" di pulizia.
Quindi, a volte mi viene anche il dubbio di star allevando i miei bambini con buone intenzioni a "saper fare tutto" e invece li sto solo allevando a essere meno liberi di altri che invece sono allevati pensando che sono un gradino sopra e che la cosa essenziale non e' saper mettere a posto i giocattoli. E' un dilemma per me.

nico ha detto...

Nuvola dice cose giuste secondo me, i rapporti fra le persone progrediscono parlando. In più io penso che come dice Costantino questo è anche specchio dei tempi. Nessun bambino ormai va più a scuola a piedi, o prende un treno da solo a ben 14 anni. La iperprotettività esagerata non è sempre un bene...

Paola C. ha detto...

Assolutamente no! Una collaboratrice domestica, lo dice la parola stessa, deve fare qualsiasi cosa, salvo accordi diversi presi inizialmente. Ma che scherziamo?!Ci manca sola che le collaboratrici domestiche non mettano in ordine i giocattoli dei bambini! E poi, che altro? Magari fare come la Luisa della pubblicità che non pulisce nemmeno il water?! Si vede che i tempi sono cambiati! I lavoratori non hanno più diritti, ma, in compenso, "voglia di lavorare saltami addosso" per molti!
Io sono la prima che difende tali diritti e che si incazza per le pretese assurde dei nuovi e vecchi datori di lavoro, ma una collaboratrice domestica, ve lo assicuro, ha il compito di fare qualsiasi cosa le venga chiesto che sia inerente alle faccende domestiche, ivi compresi mettere apposto la confusione che chiunque, specie i familiari, creano in casa, alvo, ripeto, accordi diversi presi inizialmente. Diverso è, invece, chi pretende che le BABY SITTERS, facciano anche le faccende domestiche. Ecco, in questo caso - frequentissimo - c'è da incazzarsi sul serio!

Sara ha detto...

Scusate ma il problema secondo me non e'quello che fa la collaboratrice domestica, ma il fatto che dei bimbi non imparino a gestire le loro cose.
A voi chi metteva s posto i giocattoli?

Gianluigi Rizzo ha detto...

Brava Paola...

Nuvola ha detto...

Diverso è, invece, chi pretende che le BABY SITTERS, facciano anche le faccende domestiche.

Qui dove abito io le famiglie sono solite prendersi una collaboratrice domestica che fa tutto, ma tutto. Sta dalle 8 alle cinque, lava, sistema, cucina, sta con i bambini, li porta al parco, li cambia, fa loro da mangiare, etc, cinque giorni la settimana.
Insomma, una balia, ma che anche fa le faccende domestiche. (qui la paga per un simile lavoro e' l'equivalente di 800 EUR/mese, ma il costo della vita e' la meta' (o anche meno) di quello in Italia)

Se io tornassi in Italia o in Europa non c'e' verso che mi fiderei di affidare un ipotetico mio figlio piccolo alle "baby sitter" nel senso moderno del termine. In mancanza dei nonni, prenderei una signora che abbia già avuto figli: saprebbe che una madre fa la "baby sitter" E le faccende domestiche, lava, stira, etc.
Una persona che si occupa di un bambino deve essere affidabile e responsabile, e ovviamente capace di affrontare anche situazioni di emergenza. Altrimenti affidarle il bambino e' da incoscienti!

Quando ero in Mitteleuropa e dovevo selezionare le baby sitter che avrebbero dovuto tenere i miei figli per un paio di ore un giorno la settimana, mi sono capitate parecchie ragazze che studiavano all'università all'indirizzo pedagogico: ecco, erano tutte inaffidabili, mi dicevano cose che "non si deve forzare il bambino a fare cio' che non vuole" e poi mi tornavano a casa con la figlia grondante d'acqua, in inverno, perché non erano capaci di saperle dirle che no, non ci si inzuppa d'acqua. Non erano assolutamente affidabili!
A una tipologia del genere non affiderei neanche il mio gatto.

Sono dell'idea che una baby sitter, all'occorrenza, debba saper stare col bambino E espletare alcuni compiti ordinari connessi (cambiare il pannolino, fargli il bagno se richiesto e se necessario, dargli da mangiare) e sicuramente riordinare la confusione generata dalle attività sue con il bambino. Inoltre deve essere ben conscia dei pericoli, di cosa puo' succedere quando ci sono bambini piccoli in giro (che notoriamente ancora non hanno piena coscienza dei pericoli).
Ovviamente deve essere retribuita il giusto.


Claudia ha detto...

La storia dei lavori domestici delle babysitter mi ricorda un mio lavoro di gioventù di cui condivido il ricordo con una risata.
Avrei dovuto occuparmi del bambino, e niente altro. Cercavo proprio un lavoro così, perché ero disposta ad avere una paga modesta in cambio di tempo libero per studiare mentre il bambino dormiva.
Però, già che ero lì... dovevo riempire la lavatrice, accenderla, a tempo debito spegnerla, cosa vuoi che sia? poi stendere il bucato, una volta asciutto stirarlo, lavare il pavimento (in camera del bambino 2 volte al giorno, nel resto della casa solo una!) cucinare per il bambino e già che c'ero preparare la cena per la famiglia. Ovviamente i piatti della cena e della colazione andavano lavati e riposti, poi... assolutamente non dovevo fare niente! ma, già che c'ero, le lenzuola del bambino andavano cambiate tutti i giorni, e una volta a settimana potevo ben lavare i vetri, un'altra le porte, una i mobiletti, gli interruttori della luce! e rifare i letti... niente lavori domestici, mi raccomando! ma nel giorno stabilito prima di rifare i letti c'era da cambiare le lenzuola, lavarle, asciugarle e stirarle e, già che c'ero, battere i materassi, aspirarli e girarli, poi, già che ero in bagno o per stendere o per ritirare il bucato, dovevo pulire il bagno. Ma lavori domestici no, non ne avrei dovuti fare.
La stessa "signora" non sopportava il fatto che mio padre mi accompagnasse in macchina, che non si era mai vista una babysitter con l'autista!
Mi dispiacque lasciare il bambino, (e questo lo dico senza risate) che con me stava facendo grandi progressi (prima non parlava e non camminava, non perché avesse dei problemi, solo perché nessuno l'aveva mai invitato a provarci) ma trovai un altro lavoro.

UnUomo.InCammino ha detto...

> pretendeva tra le varie cose, che la mia amica mettesse in ordine i giocattoli delle sue tre creature

Che abominio!
Come diseducare i figli e umiliare una persona.
E' proprio vero: le cose positive vanno a braccetto e pure i "peggi" vanno a braccetto.