23 febbraio 2016

Annunci italici

Torno in lavanderia a gettoni dopo molto tempo, cioe'da quando mi e'stata regalata la lavatrice. (n.d r. chi asserisce che :i diamanti sono i migliori amici delle donne, non ha mai vissuto 6 mesi senza macchina per fare il bucato).
E quindi se stasera mi ricarico la mia tessera fedelta' e' per lavare un piumone di mia nonna e uno di mia mamma, in questo ennesimo giorno di ferie, preso per aiutare la mia famiglia.
E nell'attesa,mentre stropiccio il copione del Prometeo,  tra l'aroma delle mille bolle blu che permea la stanza delle  lavasciuga, alzo lo sguardo verso una bacheca di annunci.
Chi offre le lezioni per diventare pilota di droni, chi vende legna da ardere, ma c'e'pure chi cerca lavoro e curiosamente rimarca la nazionalita' italiana: cosi'il fabbro dal bigliettino fatto al computer, la stiratrice provetta, ma dalla calligrafia incerta, l' assistente per anziani disponibile anche nei giorni festivi e la referenziatissima collaboratrice domestica.

Ma essere italiani e'un valore aggiunto nella ricerca di un lavoro?

14 commenti:

Francesco ha detto...

si

Lorenzo ha detto...

No, essere italiani da diritto di vivere in Italia. Tutti gli altri fuori dai coglioni.

semola ha detto...

. .. mogli e buoi dei paesi tuoi ... recita un vecchio adagio....
....meglio se conosciuti insomma ....

@enio ha detto...

certamente che lo è e di questo bisogna esserne orgogliosi

nico ha detto...

Appena ho iniziato a leggere il post mi hai subito ricordato di quando scoprii l'esistenza delle lavanderie a gettoni. Era il 1992, mia prima volta negli Stati Uniti! Lì praticamente sono quasi tutte così. Il famoso detersivo Tide, usatissimo e arancione. E queste fessurine dove si mettevano sequenze da 25 cents, che lì è la moneta che ha più valore fra quelle maggiormente usate. Buonanotte da Madrid, un bacio

diego ha detto...

io penso di sì, se non altro perchè si evitano alcune problematiche di carattere burocratico se vuoi agire nella legalità; comunque, di questi tempi, gli italiani stanno tornando in gran copia a far concorrenza ai lavoratori stranieri; non sono pochi gli ultra55enni rimasti senza lavoro e lontani (non appartenendo a nessuna casta) dalla pensione, che si riciclano come artigiani (ovviamente in nero, perchè se ti metti in regola la burocrazia ti spella vivo) magari nel mestiere che facevano da ragazzi

penso, senza aver alcun disprezzo verso gli stranieri, sia giusto far lavorare gli italiani quando possibile

fracatz ha detto...

Fraaaateeelliiiiiiiiiii.......
d'itajjjaaaaa.........

Marco Poli ha detto...

L'essere ''italiani'' sarebbe un valore aggiunto nella ricerca di un lavoro in una nazione, cioè una comunità saldata da comuni valori.
Come l'insieme delle genti che abita la penisola italiana non è, e non è mai stata.
L'essere ''italiani'', quindi, NON E' un valore aggiunto nella ricerca di un lavoro.
Ma non solo.
E' un punto debole, una penalità da pagare, perché è pensiero diffuso che gli stranieri sono più volenterosi e disponibili [ a fare qualunque lavoro, a qualunque condizione d'impiego e di retribuzione ].
Che accozzaglia di imbecilli, gli ''italiani''.
La pagheranno.
La pagheranno cara, questi furbetti, la cambiale da loro firmata e dall'importo in giornaliera crescita.

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Silvia Pareschi ha detto...

Argh, la lavanderia a gettoni! La odio! (L'ho anche messa in un mio racconto.)

viola ha detto...

D'istinto dico no, non è un valore aggiunto e riflettendoci sopra dico ancora no e sono perfettamente d'accordo con Marco che dice che sarebbe un valore aggiunto se fossimo veramente uniti da valori comuni ma davvero non è per nulla così!

Carlo ha detto...

Mah! Io quella sottolineatura la interpreto in un altro modo: una classica guerra tra poveri. Anzi no: tra miserabili. Non vedo, altrimenti, altro motivo per quello che è, a tutti gli effetti, un elemento discriminante di dubbia natura.

Ed in parte sono d'accordo con il commento di Marco Poli, soprattutto quando scrive che "...è pensiero diffuso che gli stranieri sono più volenterosi e disponibili a fare qualunque lavoro, a qualunque condizione d'impiego e di retribuzione..."

E' vero e per motivi oggettivi. Finché l'economia, in questo Paese, andava più o meno bene e tutti (gli italiani) avevano più o meno un lavoro e soldini da buttare nei centri commerciali, l'affluenza di immigrati nel nostro Paese era vista, soprattutto da imprenditori senza scrupoli ma anche dai "semplici cittadini", come un'opportunità. Per sfruttare! E nessuno (gli italiani) se ne fregava.

E' storia che per decenni i lavoratori stranieri sono stati sfruttati, pagati "a nero", utilizzati per quelle mansioni che noi rifiutavamo, le più avvilenti e ingrate. Ma, soprattutto, sfruttati. E non mi si dica che non è vero! Sono state fatte leggi "condono" per regolarizzare i lavoratori stranieri (come badanti e collaboratori domestici ma non solo) che per anni avevano lavorato "a nero" e pagato affitti "a nero". Con un danno enorme sia per l'erario, sia per noi lavoratori (italiani e non solo): milioni di euro di contributi previdenziali e assistenziali, mai versati.

Conseguenza di tutto questo, è stata la "svalutazione" economica del lavoro. Soprattutto gli imprenditori (ma non solo) hanno ragionato così anche per lavori meno dequalificati: perché pagare 100 un lavoratore italiano, quando posso pagare 30 un lavoratore straniero? E ci siamo fottuti con le nostre stesse mani! (o imbecillità, come scrive giustamente Marco Poli).

Oggi che il lavoro non c'è e non è più neanche un diritto (secondo le proprie capacità e aspirazioni, come dice la Costituzione) si ricorre ai mezzuncoli come quelli da te letti su quei foglietti. Miserabili che fanno concorrenza ad altri miserabili.

Quindi, ha ragione sempre Marco Poli quando conclude che "la pagheremo cara"... la stiamo già pagando, senza dignità alcuna.

Ciao Sara, buona serata.

UnUomo.InCammino ha detto...

Nel mondo dell'acquisto critico, equo, solidale, la provenienza di beni, servizi, è SEMPRE uno delle caratteristiche più importanti.
E' proprio il destinare parte del proprio reddito a questo piuttosto che a quello il PRIMO atto politico.

Marco Poli ha detto...

le [ mansioni ] più avvilenti e ingrate

Ma già il generale reputare '' avvilente e ingrato'' l'assistere un anziano - pure con gli aspetti sgradevoli della faccenda, è una fase della vita che tocca ai fortunati che ci arrivano - dà la cifra di come sia totalmente saltata la solidarietà tra gli individui, anche quella minuta, 1-a-1, e sistematicamente rimossi i ''pensieri negativi''.
Non svegliate dal sogno i principini e le principessine.
Nel frattempo, la società ''italiana'' già priva di forti valori patriottici, è arrivata allo sfascio completo.
QUI
E NEI PROSSIMI ANNI
può davvero succedere di tutto.

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Federica ha detto...

lo è... ci sono abituata a vederli questi messaggi e tutte le volte provo un leggero fastidio!