15 febbraio 2016

Un principe solo

Gli parlai molti anni fa, rispondendo casualmente al telefono di casa di un'amica che faceva l'indossatrice. Era un pomeriggio di ferragosto, io avevo la disponibilita'di usare il computer della mia amica per redigere l'ultima stesura della tesi di laurea, lei era in giro con il fidanzato con cui di li'a qualche mese si sarebbe sposata.

E cosi'quando  domandai al telefono  chi stesse cercando Isa, lui mi rispose con un tono sostenuto :"sono l'avvocato tal dei tali". Sebbene giovane era gia'molto famoso, per il patrocinio dato in importanti e spregiudicati fatti di natura penale.
Ma se chiami il giorno di ferragosto a casa di una ragazza, io mi aspetto che dici :"sono Tizio, un suo amico", cioe' non specifichi il titolo professionale se chiami una ragazza!
Questa sua telefonata per cercare la compagnia di una tipa conosciuta chissa'quanto tempo prima, mi fece pensare a un personaggio dei film di Verdone, uno sfigato che in procinto di partire per un viaggio nei paesi dell'Est, non aveva in agenda alcun  numero di telefono di un amico, ma solo numeri di pubblica utilita' come: Stadio Olimpico e Olimpico Stadio!
Quel giorno di tanti anni fa il principe del foro mi fece l'impressione di un uomo solo. 
Negli anni sono seguite le vittorie nei tribunali, le sentenze a favore dei suoi assistiti sovente lontane dalla Giustizia intesa secondo il senso comune,  gli amici vip, gli incarichi di prestigio, fino a quella morte precoce per una grave malattia. 
E adesso che le cronache degli stessi quotidiani che un tempo scrivevano della sua brillante carriera, oggi riportano beghe testamentarie tra i congiunti piu'cari, sospetti terribili, intercettazioni telefoniche,  indagini della magistratura etc. ho la conferma amara che fosse un uomo molto, molto solo.

10 commenti:

Anonimo ha detto...

ed essere soli non è bello.

fracatz ha detto...

Il mondo sai non ti aiuterà,
Ognuno al mondo è solo

semola ha detto...

... nella mia attività professionale mi è capitato d'incrociarlo e concordo con ciò che hai scritto. Ma per molti la sua è stata ciò che per i canoni attuali è l'immagine dell uomo di successo, un principe del foro..... ricco, capace e con pochi scrupoli, che sentimentalmente ha più lasciato che essere lasciato (o meglio rottamato, vista la sua compagna 23enne)
... sarà invidia la nostra?....
"faber est suae quisque fortunae" direbbero uomini di legge di tempi passati......

Federica ha detto...

che tristezza :(

diego ha detto...

è interessante cara sara quel che hai annotato; c’è spesso questo tratto di solitudine nelle persone di un certo successo (questo nell’uso neutro del termine, non conta l’attività dove il successo si verifica); probabilmente parte dell’energia canalizzata nel proprio successo è sottratta ai rapporti personali, umani; un po’ come un grande musicista che in fondo ama più di ogni persona umana la sua musica; ricordo nel catalogo dei caratteri di piombo della linotype, c’era una frase esempio nei vari stili da far vedere ai clienti ed era «ogni superiorità è un esilio», non so da dove l’avesse presa il linotipista, ma mi rimase impressa, nei miei primissimi giorni da ragazzo tipografo

UIFPW08 ha detto...

Quoto Federica
Un abbraccio Sara
Maurizio

Mariella ha detto...

Non sono la carriera, i successi professionali, l'ambizione a fare di te un Uomo.
Potrai essere principe, dottore, avvocato, manager ma se non arricchisci la tua vita di calore e affetto dato e ricevuto, la solitudine farà di te un reietto.
Pure nei confronti di te stesso.

Lorenzo ha detto...

Sara, hai descritto due cose diverse.

Per la prima cosa, la telefonata, io penso che essere "soli" come era solo Briatore ai tempi belli in cui frequentava i residence delle modelle a Milano, non è un brutto andare. Certo, effimero, superficiale ma mi vengono in mente modi peggiori di passare il tempo.

Per la seconda cosa, la morte, non ci sono modi simpatici di morire. Quello che succede dopo, direi che al defunto non importa. Il concetto di essere "soli" dopo morti non ha senso.

Veniamo al punto, diciamo che Briatore si stanca e mette su famiglia. A quel punto non è più "solo" però gli tocca dedicare molta, moltissima parte della propria esistenza agli altri. Ovviamente Briatore quello vero si paga camerieri, segretarie, tate, eccetera, per cui di tempo ne ha, l'uomo meno finanziariamente dotato invece deve correre di qui e di la come una trottola. Bisogna vedere se lo scambio di "solitudine" contro "mancanza di tempo" è un gioco che vale la candela.

Marco Poli ha detto...

Non ho capito chi sia.
Salto sistematicamente le beghe di un certo tipo, nella fruizione dei media.

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Marco Poli ha detto...

== o. t. ==

Sara, se tu inserissi il codice degli ultimi ( 20, diciamo ) commenti qui nella spalla destra, si potrebbero seguire meglio le discussioni in corso.

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