19 febbraio 2016

20 anni di Yeats e di vita

Ho studiato la poetica di Yeats 20 anni fa, quando frequentavo le lezioni del prof. Anthony Johonson  all'Università di Pisa.
Non è stato un colpo di fulmine, ma poi in un crescendo di mesi e di letture mi sono profondamente appassionata delle opere e della vita di questo grandissimo poeta.
Nello stesso periodo ho scoperto la poesia di Guido Gozzano che se non è un poeta del calibro dell'irlandese, tuttavia lo preferisco anche se di poco a Yeats. 
Questi 20 anni sono trascorsi con velocità alternate, periodi di stasi,  ritmi di vita, abitudini che sembrava eterni come le stagioni che ritornano, poi incontri, rotture, cambiamenti e molto, molto altro ancora. 
La vita è un viaggio bellissimo, ma a tratti, può essere anche scomodo. 
Di questi 20 anni, ben 15 sono quelli che ho trascorso con mio marito,ma non mi ricordo se gli ho mai letto  questa poesia, forse si, forse però mi confondo con un altra.  
In ogni caso  sono sicura che gli sarebbe piaciuta moltissimo. 

An Irish Airman foresees his Death
di W. B. Yeats
I know that I shall meet my fate 

Somewhere among the clouds above; 
Those that I fight I do not hate 
Those that I guard I do not love; 
My country is Kiltartan Cross,
My countrymen Kiltartan's poor, 
No likely end could bring them loss 
Or leave them happier than before. 
Nor law, nor duty bade me fight, 
Nor public man, nor cheering crowds,
A lonely impulse of delight 
Drove to this tumult in the clouds; 
I balanced all, brought all to mind, 
The years to come seemed waste of breath, 
A waste of breath the years behind
In balance with this life, this death.


Un avviatore irlandese prevede la sua morte 

Io lo so che dovrò incontrare il mio destino
da qualche  lassù tra le nuvole
Non odio coloro che combatto
non amo coloro che difendo
la mia patria è Kiltartan Cross
i miei concittadini la sua povera gente
la mia morte non recherà loro alcun pregiudizio
ne renderli più sereni.
Ne la legge, ne un obbligo mi costrinsero a combattere 
ne i politici, ne folle plaudenti
mi spinsero a questo tumulto tra le nuvole
io ho soppesato tutto, ho valutato ogni cosa
gli anni a venire mi sono sembrati uno spreco di fiato
uno spreco di fiato gli anni  passati
in paragone a questa vita, questa morte. 

9 commenti:

Lorenzo ha detto...

Io la poesia (come forma d'arte) proprio non la capisco.

UIFPW08 ha detto...

Alcune sono belle altre bellissime..
Maurizio

semola ha detto...

.... argomento soggettivo la poesia ....
.... ciò che dà un brivido a me spesso non lo dà ad altri e viceversa....

Vincenzo Iacoponi ha detto...

Questa poesia è bellissima nella sua nudità assoluta.
Gli ultimi versi sono straordinari.

diego ha detto...

probabilmente la morte è dotata di una sua imprevedibile leggerezza

Mariella ha detto...

E' tremenda questa consapevolezza.

Marco Poli ha detto...

Bella.

Marco Bertoli ha detto...

Bellissima, grazie per averla pubblicata e per il ricordo che accompagna.

Difficile immaginare due poeti più diversi di Yeats e Gozzano!

viola ha detto...

Sai cavalcare le onde alte della vita in maniera superba