02 giugno 2016

Eri tu...


Non c'avevo mai pensato fino ad oggi, ma forse sei quella che saliva sulla corriera carica di borse della spesa, di ritorno dal mercato del giovedi'e salutavi l'autista per nome, perche' l'avevi visto nascere.
Oppure sei quella che la domenica venivi in  chiesa e impettita e pettinata che sembravi Moira Orfei e noi ragazzine  a ridere di quell'acconciatura strana.
O eri al banco di gastronomia e hai fatto la parte della furba, per cercare di passarmi avanti, ma alla tua eta'che fretta puoi avere?
Magari eri la nonna della mia amica, che facevi splendidi lavori all'uncinetto.
O eri tu, la relatrice della conferenza che tutti ascoltavano affascinati.
Eri tu, o tutte queste donne, che ho incontrato inconsapevolmente e devo ringraziarvi tutte, una ad una, perche' 70 anni fa avete votato la nostra Repubblica!

6 commenti:

Mariella ha detto...

Sì, ci siamo tutte. Anche la mia giovane amica bionda, bruciata ai margini di un campo qualche giorno fa.

Francesco ha detto...

che poi 70 anni sono un attimo, se ci pensi

Krilù ha detto...

Siamo nate insieme la Repubblica ed io.

diego ha detto...

a pensarci bene, è davvero incredibile pensare che le donne votarono per la prima volta solo nel 1946, fu senza dubbio comunque un cambiamento epocale, anche per quelle che votarono monarchia

e anche pare strano che una donna nata prima del 1946, quindi anche non molto anziana, 70 anni oggi sono come i 60 di un tempo, fisicamente, abbia vissuto in una società dove le donne non votavano, come mia madre che era del 32 e mia suocera che è del 28

Lorenzo ha detto...

Ebbe, ci sono state epoche in cui non votava nessuno, epoche in cui votavano solo quelli che dichiaravano un reddito di tot lire, eccetera.

Tra l'altro, il concetto del voto è in se stesso una menzogna. Infatti, da che mondo è mondo, si sanno due cose, primo, che una testa un voto significa che anche gli analfabeti, i pazzi, i mafiosi, insomma chiunque, vota. Secondo, che i voti si possono vendere e comprare, cosi come si possono vendere e comprare le cariche pubbliche, da cui il predominio dei gruppi di potere e di interesse che vanifica le premesse di sovranità popolare.

In questo post si suggerisce che la "Repubblica" sia stata edificata grazie alla azione consapevole delle donne che un certo giorno hanno votato. In quel tempo l'Italia era occupata da un invasore straniero che ci concedeva una sovranità limitata. L'Italia poteva essere solo una "democrazia liberale" e si poteva scegliere tra un assetto "parlamentare -repubblicano" su modello USA, in cui il Capo dello Stato è un Presidente eletto (nel nostro caso, nel timore di un'altra Marcia su Roma, eletto dal Parlamento), oppure un assetto di "parlamentare - monarchico costituzionale" sul modello inglese, dove il Capo dello Stato è un monarca ereditario. Siccome non mi sembra che in Inghilterra o in Svezia si soffra di mancanza di "democrazia" rispetto alla fantastica Repubblica italiana, direi che la questione è abbastanza farlocca.

Lo stesso dicasi per la falsissima retorica sulla Repubblica fondata dai Partigiani e dalla Resistenza. Alla fine delle ostilità nel Nord Italia si pianificava di instaurare un regime comunista di ortodossia sovietica e solo considerazioni di opportunità legate sempre alla contingenza della occupazione alleata impedirono che si mettesse in atto il progettato repulisti dei borghesi controrivoluzionari, con la loro "democrazia liberale". Quindi anche la faccenda di chi ha votato e cosa ha votato e perché dovrebbe essere tutta ridiscussa rispetto alla retorica, da cui i giorni nostri con la "Riforma Costituzionale".

Proprio in questi giorni in cui stiamo rimuovendo qualsiasi parvenza di sovranità nazionale, qualsiasi concetto di Popolo e di Nazione, che marciamo con la banda in testa verso l'Italia semplice aggregazione amministrativa associata alla proverbiale "espressione geografica", mi tocca leggere della "Repubblica" e della sua genesi fantastica invece che ne so, della "Piccola Vedetta Lombarda".

E vabè, tutta una "fiction".

Vera ha detto...

Bel post Sara, grazie anche a te