02 luglio 2016

Italia - Germania : le altre volte


A me non piace il calcio dei club, delle compravendite multimiliardarie, dei giovanotti arroganti e ignoranti esaltati dalla tv, delle immancabili trasmissioni televisive dove c'e'la scosciatona di turno: ma mi piace il calcio quando gioca l'Italia.
La prima volta per me e'stata quella del 1982, ero bambina:e chi se lo dimentica? I caroselli di auto per l'Aurelia, roba che dalle mie parti non li avevamo mai visti, i ragazzotti in 2 o in 3 in  vespa senza casco, che passando lanciavano baci  alle nostre mamme e per la prima volta si vedevano apparire ovunque le bandiere tricolori.
Il resto lo sa chi c'era, voi che siete venuti dopo, siete senza dubbio piu'giovani, ma vi siete persi tra le altre cose, anche un Presidente della Repubblica che si chiamava Sandro Pertini, credo che a fatica nella storia politica del nostro paese, si potrebbe trovare qualcuno piu'amato di lui.

Nel 2006 invece ero in viaggio di nozze in Francia, che gia'quando l'Italia vinse con la Grecia, di mattina al bar dove eravamo soliti andare, gli avventori sussurravano al mio indirizzo che vincere contro la Grecia c'est facile! Mica che i francesi sono invidiosi di noi italiani?noooo...
Quando tocco'la partita con la Germania io di vederla non me la sentivo, al bar c'era troppo casino, c'erano pure due bambini tedeschi con le facce dipinte con i colori della loro nazionale, maschio e femmina, che schiamazzavano piu'degli altri.
Lasciai mio marito a vedere la partita e me ne andai con Apua, la nostra cagnolina,  lungo la passeggiata del mare, dove quella sera si teneva un tipico mercatino estivo. Stetti a lungo in giro, poi capii che la partita si era conclusa a nostro favore, quando un ragazzo francese passando davanti al banchetto di un tedesco, facendogli il cosiddetto verso dell'ombrello , esclamo': toh Allemagne!
Mi voltai e vidi passare i due ragazzini tedeschi insieme ai genitori, la ragazzina a dirotto e cosi'io li', con Apua, sul lungomare affollato di  terra di Francia, innanzi a tutta quella gente, innanzi al ragazzo tedesco del mercatino, intonai il mio canto strappando sorrisi intorno: una mattina mi son svegliato, o bella ciao, bella ciao...

12 commenti:

Lorenzo ha detto...

"una mattina mi son svegliato, o bella ciao, bella ciao..."

Che tristezza.

Sara ha detto...

Lorenzo vai a dare il ramato!

Alahambra ha detto...

Nel 82 avevo 5 anni. Ricordo che passò a prendermi mio cugino di 15 anni più grande e uscimmo nella folla esultante ma pacifica. Ricordo anche il mio vestitino ricamato con le ciliege e di come fossi contenta.
Su Pertini non mi esprimo che quello che penso dei partigiani è noto.

Leonardo Bizzarri ha detto...

Quelli del 1982 per me sono ricordi ancora nitidi, con tutto che son passati ben 34 anni. Trovo molto azzeccate le definizioni che hai dato ai calciatori di oggi. Purtroppo anch'io non amo più il calcio da molti anni, i motivi li ho elencati in questo post: http://leonbizz665.blogspot.it/2015/09/il-calcio-di-oggi-unesecrabile-sozzeria.html

Francesco ha detto...

A Lorenzo quando gli nomini "bella ciao " gli piglia male. Preferirebbe un ombrello chiuso nel culo che per incanto poi si apre

Claudia ha detto...

Durante la partita dell'82 qualcuno decise che dovevamo partecipare facendo di corsa il giro della mezzaröla. Poi qualcuno fece gol e decidemmo di fare un altro giro, e poi ancora. Altri tempi.

Nuvola ha detto...

Io mi ricordo molto bene quello che facevo nell'82, quella sera. Ero una piccola trottola tra l'orto e casa. Un bel ricordo...

Stasera me la guardo anche io dal mio paesino, con contorno di figliuoli!

Ma prima andiamo a fare un giro in bici sull'argine! Che arietta splendida...

Lorenzo ha detto...

Sara, te l'ho già detto e te lo ripeto.
A parte la follia di cantare ad un Tedesco "Bella Ciao" in occasione di una partita di calcio, a parte il fatto che tutta la intera faccenda della Resistenza come mito fondativo della Repubblica è FALSA, incluso il ruolo di Pertini (non credermi sulla parola, entrambe le cose le puoi facilmente verificare), a parte l'evidenza del lavaggio del cervello operato sugli Italiani, massimamente evidente in certa provincia-provinciale di cui ci dovremmo vergognare appena si sguinzaglia fuori dai confini del borgo natio...

La canzoncina di cui sopra la cantano i bimbi alla recita scolastica, la cantano gli immigrati nel "centro di accoglienza" (non si capisce perché accogliamo gente che dovrebbe essere espulsa secondo tutte le leggi del mondo), la cantano nei centri sociali, la cantano gli insegnanti quando non gli va bene la ennesima "riforma", la cantano i sostenitori di Tizio e i suoi oppositori, eccetera. Sai perché?

CONFORMISMO.
Patetico conformismo fondato sul nulla, sul vuoto.

Più o meno lo stesso vuoto che crea un "evento" sulla base del palinsesto dei canali TV.

Mariella ha detto...

A me il calcio piace.
Colpa o grazie a mio padre che fin da bambina mi ha fatto amare quella palla matta e pericolosa.
E anche se oggi è tutto legato ai soldi e c'è come dici bene tu, tanto di quel marcio, che forse dovremmo deciderci a cambiare sport nazionale, io resto legata a due maglie: una blu e nera l'altra azzurra.
Mi ricordo tutto, il 1982, l'urlo di Tardelli, la fatica di Oriali. E tutte le partite viste in casa di una mia compagna di scuola, le famiglie unite, la gioia e la sofferenza.
Mi ricordo il 2006 e la vittoria finale lo stesso giorno in cui io compivo gli anni.
Mi ricorderò pure questa sera, mentre si tirano i rigori e intanto il cielo sopra casa mia è tutto un brillio di fuochi d'artificio.
Comunque sia andata.

Sara ha detto...

Lorenzo:lasciando da parte i rispettivi percorsi di studio che gia'fanno la differenza, io a differenza tua ho un contatto quotidiano con le fonti storiche, tu magari lo hai con wikipedia.

viola ha detto...

Ricordi, ricordi, quanti ricordi... Nell'82 io ero innamorata cotta di Cabrini ahahahah e come ci son rimasta male per lui quando ha sbagliato il rigore ! Che dire... ed allora c'era ancora mio papà..

diego ha detto...

io in effetti ricordo italia-germania 4 a 3, del 1970...

mamma come son vecchio