07 gennaio 2017

Il vero freddo è l'egoismo

Stamani mi sono ritrovata senz'acqua, si era gelato parte dell'impianto della casa, per altro qua vive anche mia nonna che è inferma, ma avendo per fortuna il termosifone e il gas funzionanti, non mi sono ritrovata in emergenza. 
E quando ho avuto un momento di sconforto e insomma stavo già piagnucolando e imprecando, ho pensato alle persone che vivono dove c'è stato il terremoto e mi sono vergognata.
Ieri in tv ho sentito un tale che diceva di prestare aiuto a chi vive in strada, a fornire un maglione, una coperta, un pasto caldo. 
Un messaggio inattuale dato che il tv si chiedono solo soldi, per iniziative nobilissime, ma poi è inutile che dai 10 euro a Telethon se poi parcheggi nei luoghi riservati ai disabili. I soldi poi sono la cosa più facile da donare al prossimo. 
E non possiamo delegare la nostra responsabilità morale agli altri o comunque ritagliare la dimensione morale secondo le scadenze del calendario.


17 commenti:

Lorenzo ha detto...

Sai che non capisco in che mondo pensi di vivere?
Nel 2016 se ti si guasta qualcosa in casa è un incidente e si rimedia chiamando un tecnico. Sempre nel 2016 spendiamo miliardi in cooperative e associazioni che fanno a gare per spendere soldi pubblici in cambio di servizi "sociali" di tutti i generi, più le infinite branche della Pubblica Amministrazione. Questo non è un incidente, è la prassi. Se ancora non basta, invece di togliersi la camicia di dosso e il pane di bocca per vestire gli ignudi e per sfamare gli affamati, conviene fare tabula rasa di questo Paese di pagliacci e ricominciare da zero. Che non mi torna la faccenda che nel 2016 siamo ancora li a raccontare la fola del Buon Samaritano.


fracatz ha detto...

se hai tubi fuori casa, cerca di individuarli e coibentarli, anche avvolgendogli intorno la pellicola di nailon o qualche busta della spesa. In casa mi raccomando non spegnere il termosifone, perché i danni procurati dal gelo potrebbero costarti di più della bolletta del gas.
Pace e bene

semola ha detto...

... è vero ...
... è molto più facile donare denaro che stare vicino a chi soffre ...

Marco Poli ha detto...

ho pensato alle persone che vivono dove c'è stato il terremoto e mi sono vergognata.

Non capisco il nesso, Sara;
cioè, non capisco perché ti devi vergognare delle disgrazie altrui, quando guardi la tivu;
con questo struggerti, non diventerai anziana.

Poi, sul resto : a parte il non parcheggiare nei posti per i disabili, credo che la solidarietà vada eseguita anzitutto nel raggio del nostro vivere quotidiano, cioè anzitutto a coloro che ci sono fisicamente contigui nello spazio e nelle relazioni;
i mass-media hanno realizzato la magia di avvicinarci le genti da ogni angolo di questo pianeta, ma credo che, piuttosto che della situazione dei terremotati in Italia Centrale, dovresti vergognarti se è capitato che potevi fare qualcosa per IL TUO VICINO DI CASA e non l'hai fatto.
Le reti umani virtuose constano di nodi concreti, non di emozioni suggestionate da spot pornografici delle ONG con il solito bambino africano denutrito, che pare passare mai di moda.

{ buonanotte }.

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Sara ha detto...

Marco mi sa che non hai capito bene il post.
Il messaggio televisivo infatti indicava proprio di assistere chi è vicino a noi.

Patalice ha detto...

io non sono una persona particolarmente generosa...
temo anzi di essere l'egoismo delle scelte, fatta a persona
ciò posto, il messaggio che hai lanciato è onesto e bello, e ti fa onore... dobbiamo avere molta cura delle persone, trattandole come noi stessi vorremmo essere trattati, fin dalle cose di ogni giorno...

Mariella ha detto...

Sempre orgogliosa di leggerti. Post come questi sono indicativi della splendida persona che sei.
Ti abbraccio forte.

Novella Semplici ha detto...

Io invece sono pienamente d'accordo con il tuo post. Non perché non si abbia il diritto di sentirsi a volte disperati o tristi, anzi: è bene dare sfogo alle proprie frustrazioni piuttosto che portarsele dietro. Ma che siamo fortunati, io lo ripeto a squarciagola e vengo pure presa per scema. A volte ce ne dimentichiamo, e ci lamentiamo con chi ci fornisce i servizi e per l'incompetenza di questo o di quello quando nella maggior parte del mondo non hanno acqua potabile in casa. Questo non vuol dire assolutamente che possiamo risolvere noi i mali di questo mondo, ma che a volte un po' di leggerezza di fronte a certi contrattempi è salutare. In un mondo sempre più istantaneo, abbiamo perso la capacità di aspettare, di stare senza far niente se qualcosa si guasta, sempre di corsa e pretendendo che anche gli altri stiano sempre al nostro passo...
Ho degli amici impegnati in Brasile che per quel poco che posso foraggio volentieri, perché so che i soldi vanno a finire ai poveri e non nelle tasche di qualcuno. Questo non vuol dire che volgo le spalle ai vicini. Anzi, bisogna essere sempre disponibili a dare una mano se c'è bisogno. E sempre più manca quella solidarietà di base che al mio paese ritrovo sempre e in città sembra non essere mai esistita. Ognuno per sé. Una volta ho chiesto ai vicini se volevano delle uova fresche delle galline di mio padre, che ne avevo troppe e rischiavo di sciuparle, e hanno rifiutato tutti. Non so perché, se per sfiducia, se erché si teme che poi bisogna dare qualcosa in cambio, ma da campagnola quale sono in questi vicini di città vedo tanta, tanta freddezza. Ed è un peccato. In questo senso condivido l'idea che è inutile dar soldi lontano se poi fai morire il vicino solo e al freddo.

UnUomo.InCammino ha detto...

Il problema non è l'egoismo ma lo sfruttamento e i grandi piani "per il tuo bene" disegnati e agiti contro di te, da parte di altruiste persone che agiscono per il tuo bene.
Dall'egoismo ti puoi difendere meglio che dalla truffa, dai cavalli di troia "moralmente superiori, tiepidi" fuori, che poi ti assiderano.

Ernest ha detto...

Uno dei problemi grossi di questo mondo Sara è proprio l'individualismo, abbiamo perso molto tempo fa il Noi e lo abbiamo sostituito con l'IO con la diffidenza, con il voler accumulare roba il risultato lo abbiamo davanti agli occhi purtroppo

diego ha detto...

sono abbastanza d’accordo sul problema del «dare» però senza «aver a che fare», che, sono sincero, a volte sento di esserne preso

a volte aiuto delle persone che hanno bisogno, ma me la cavo con qualche foglio da 10 euro, per evitare di esser davvero vicino

ci devo riflettere sara carissima, è un tema davvero difficile, è interessante molto il tuo testo

Lorenzo ha detto...

Uno dei problemi catastrofici della attualità + che la gente non riesce più a distinguere il mondo reale dalla fantasia.

Noi non viviamo nel mondo antico dove la gente moriva la dove cadeva e al massimo veniva tirate dentro un fosso. Viviamo nel mondo dove chiami il 118 e arriva l'ambulanza che ti porta all'ospedale dove ti fanno un trapianto gratis. Non viviamo nel mondo dove una malattia dei tuberi causava la morte per fame di milioni di persone, viviamo nel mondo della finanza speculativa e delle banche. Non viviamo nel mondo della gente che teneva addosso gli stessi stracci per mesi o anni, viviamo nel mondo in cui dividiamo i rifiuti per genere in modo che poi passi una azienda incaricata del corretto smaltimento.

Leggo sopra sproloqui tra l'asilo Mariuccia e la predica del curato alla messa, quando la cosa che ci dovrebbe preoccupare e fare agire è il fatto che nel mondo contemporaneo le cose che dovrebbero essere a livello 100 sono a livello 10, ovvero che fondamentalmente, causa il fatto che siamo cialtroni e lestofanti, non funziona UNA BEATA MAZZA. Ci sono posti dove gli ospedali sono perfetti e posti dove sono delle fogne, ci sono posto dove la raccolta dei rifiuti è perfetta e posti dove l'immondizia arriva alle finestre del secondo piano, posti dove ti danno l'acqua gasata gratis alla fontanella pubblica e posti dove non c'è acqua.

Nel mondo contemporaneo non dobbiamo essere caritatevoli, misericordiosi, amare il prossimo come noi stessi. Dobbiamo invece PRETENDERE che quando apriamo il rubinetto esca l'acqua potabile e che lo Stato, tramite tutti i servizi che STRA_PAGHIAMO, provveda agli indigenti, ai malati, eccetera.

Vabè, tempo perso, lo so da sempre.

Marco Poli ha detto...

No, Sara, ho letto bene : penso che l'avere un momento di sconforto, in quella tua situazione, sia stato più che legittimo;
ripeto che non capisco l'opportunità del vergognarsi ... semmai, il confronto con chi sta peggio ( e, quasi sempre, c'è qualcuno che sta peggio ) dev'essere uno sprone a reagire con energia, a fare di meglio.
Ma, ripeto : c'è sempre qualcuno che sta peggio, e se ci mettiamo dei sensi di colpa per ogni essere umano che sta peggio, non arriviamo alla vecchiaia.

{ saluti }.

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Lorenzo ha detto...

Sara, guarda questo articolo su La Stampa.

Vedi bene che la visione delle cose che ha la gente, compresi i lettori del tuo blog, è completamente distorta.

franco battaglia ha detto...

Leggo Lorenzo e quelli che dicono il contrario, o come te si vergognano perché i bimbi muoiono di fame o ad Amatrice sono ancora in tenda. MI sento dalla seconda parte, anche se Lorenzo ha ragione, ma dovremmo mettere su una rivoluzione, e noi siamo quelli che non aiutiamo neanche il vicino di casa. In realtà basterebbe poco. Che tutti facessero pochissimo. Ma non funziona così, e il mondo peggiora. Ogni giorno.

Sara ha detto...

Io non sono indifferente. Magari non faccio abbastanza, ma faccio.

Claudia ha detto...

Sara, io penso di capirti. Apprezzo il regalo di queste luminose giornate di sole invernale, ma continuo a pensare che tre metri di neve dovrebbero cadere qui, piuttosto che sulle teste dei terremotati.