31 gennaio 2017

Nel giorno di Don Bosco

Nella mia parrocchia oggi si è festeggiato  Don Bosco, così stasera pensavo che e'stato un vero peccato non aver bazzicato da ragazzina qualche struttura religiosa per giovani.
Ma a parte che io abitavo lontana dalla chiesa, almeno all'epoca, da bambina,  quella distanza da percorrere a piedi era impegnativa,  poi il prete della mia parrocchia non mi era simpatico, ma proprio per niente! probabilmente la cosa era reciproca.
Per me era tutto molto noioso, compreso andare al catechismo ad ascoltare la storia di Adamo e Eva che vivevano ignudi nel giardino dell'ENEL. Una palla.
Poi la chiesa, l'edificio in se, grigio e in pietra non mi piaceva:non era fastoso, dava l'idea che lo dovessero ancora finire e poi si che ero piccola, ma quella chiesa mi sembrava troppo moderna.
Si, insomma mi sarebbe piaciuto vivere un contesto comunitario, che però non era quello in cui mi trovavo a crescere! Ma poi a parte il catechismo, che appunto mi annoiava,   non mi pare che ci fossero attivita'appetibili per una ragazzina.
Adesso che sono ampiamente adulta vorrei seguire un catechismo per grandi, sono contenta quando per radio posso sentire qualche teologo che non dice le solite cose, cioè trovo più interessante ascoltare riflessioni sulla natura di Dio, sulla sua onnipotenza,  piuttosto che le solite considerazioni che si fanno dal pulpito sulle meschinita'umane.

14 commenti:

Magnoli@ ha detto...

dipende dai parroci, dai frati.
io da bambina un po l'ho vissuta la parrocchia, ma ero troppo timida per goderne pienamente.
non è una cosa negativa come molti credono.

LaLaura ha detto...

È vero quelle sono questioni appassionati. Volevo aggiungere che ero esonerata da religione alle elementari in una scuola grandissima e non c'era l'ora alternativa così giravo da sola nelle soffitte della scuola a cercare di sentirmi meno sola. Sono state avventure così così, e credo mi abbiano segnata nel profondo. Negli anni 70 diverso non era un valore. Sono sopravvissuta

@enio ha detto...

mi ricordo all'asilo, anni 54 oppure 57 quando per tener buoni una moltitudine di ragazzetti si vedevano i filmini di Don Bosco.... bellissimi ricordi che ricordo volentieri, magari mi scordo cosa ho fatto l'altro ieri

Franco Battaglia ha detto...

Da tempo stanno prendendo piede catechesi per adulti dove si vive un'atmosfera meno opprimente e rigida, dove soprattutto si scambiano pensieri ed opinioni, dove si può chiedere senza essere additati e dove la religione ridiscende dai Piani Alti acquisendo di nuovo dimensioni - come suol dirsi - umane.

Sara ha detto...

Volevo dire che poi quella chiesa che da piccola non mi piaceva, per un curioso percorso del destino, ho imparato ad apprezzarla!

viola ha detto...

La vita davvero ti conduce su sentieri inaspettati.. io da ragazzina ho frequentato l'oratorio (femminile...) ed anche da adulta ho frequentato la Chiesa ma sempre con distacco mai completamente addentro, fa parte del mio carattere..E sono stata molto molto aiutata in un brutto periodo della mia vita, ho ricevuto accoglienza e conforto veri.
Ora ho abbandonato e seguo altre strade sempre con il ricordo dell'amore che ho ricevuto ma anche delle paure che le troppe regole mi avevano instillato.. quanto bene e quanto male...
Direi che ora sono molto spirituale ma meno religiosa...
un abbraccio

UIFPW08 ha detto...

Meditate gente..Meditate.
M.

fracatz ha detto...

ai miei tempi le bambine andavano dalle monache. Quando capitai in una parrocchia di salesiani mi pareva di aver conquistato il mondo, c'era tutto: campo da calcio regolare, campetto per i piccoli, campo da pallacanestro, trasformabile in pallavolo e tennis. sale biliardi, biliardini, ping pong, cinema parrocchiale.
capirai, noi ci arrangiavamo in strada.
poi da tardo adolescente ritornai alla strada per quell'assurda separazione che facevano allora, maschi da una parte, femmine dall'altra, persino nelle scuole statali

Mariella ha detto...

Io frequentavo la parrocchia da bambina e ne ho un pessimo ricordo.

Francesco ha detto...

io non ho un pessimo ricordo ma sono contento che mia figlia abbia smesso la scorsa estate

Alahambra ha detto...

Probabilmente dipende da come si affrontano le cose, dalla chiave di lettura che se ne dà.
Personalmente ho avuto la fortuna di incontrare dei religiosi e dei laici di raro spessore nel primisssimo periodo del mio approccio ala religione. Accanto ad essi anche una pletora di ipocriti, più o meno nello stesso rapporto che in ogni altro ambiente.
Non frequento, ma ho il privilegio di essere in contatto con persone che meritano e approfondiscono gli studi delle Scritture in modo meno convenzionale e codificato. È una ricchezza.

Collezionista ha detto...

Non amo la Chiesa. Studiandone la sua storia è davvero difficile amarla, sentirla come una guida spirituale. Ho vissuto attivamente l'oratorio da piccolo, da adolescente ne sono stato strappato via per prendere la strada dei Testimoni di Geova... da cui sono riuscito a scapparne. Sono quindi rientrato in oratorio con atteggiamento critico, ma ci sono stato bene. Ho avuto vicari pregevoli e meschini... come tutti gli esseri umani sono, in fondo.
Mi piaceva però la liturgia, il rito della messa, la partecipazione che riusciva a creare... a unire persone differenti.
Riconosco che la religione, qualunque religione, sappia offrire la speranza nei momenti drammatici che si è costretti ad affrontare.
Io non amo la Chiesa, non sono credente, ma riconosco che chi crede ha una forza che io devo cercare di trovare nell'illogicità della vita.

Federica ha detto...

Ti auguro di trovare qualcuno che sappia toccare le corde del tuo cuore :)

ps. se un giorno vorrai fare una bella visita in Piemonte, vicino a Torino c'è il colle don bosco che è un posto carinissimo... oltre al primo oratorio che oggi si trova praticamente nel centro della città ma all'epoca era quasi in campagna!

RobbyRoby ha detto...

ciao
andavo all'oratorio e mi divertivo. Oltre al catechismo si facevano tanti giochi e attività.