26 febbraio 2017

Quella settimana in cui mi sono scissa da D'Alema.

Penso che un sogno così non ritorni mai più.
Per il resto ho fatto le cose di sempre, ma dato che la temperatura si è alzata, le ho fatte meglio.
Intanto ho smesso le calzamaglie pesanti, termiche, di cui mi ero fatta una collezione e ho ripreso ad indossare collant e calze a rete.
Giovedì ho anche indossato una quasi minigonna. Quasi- minigonna, perché ho quasi - quarantasette anni. Posso permettermela, non posso permettermela? io credo che l'unico vero limite del buon gusto sia il luogo o la circostanza, ergo non vai in chiesa con le spalle nude, non vai a un matrimonio indossando una maglietta, se fai il sindaco quando sei in veste ufficiale non indossi jeans e scarpe sportive etc.
Tutte cose che abbiamo visto tutti...
Poi questa settimana ho realizzato finalmente che mi piacerebbe studiare teologia, d'altro canto mi sono laureata studiando filosofia medioevale, mi piacerebbe studiare Tommaso d'Aquino, il cui pensiero conosco pochissimo.
Questa settimana ho tenuto una orazion picciola quando ero in fila alla Coop, contro le casse automatiche, contro i colossi quali le societa' autostradali, le ferrovie e la grande distribuzione, che hanno giri di milioni di euro e poi speculano risparmiando sul personale. Ci faro'un post a breve. Mi sono piaciuta in quella performance estemporanea, sono un'ex rsu della Cgil e quando lo ero credevo in quello che facevo. Primo o poi devo scrivere in modo articolato su quella vicenda, molto del mio renzismo deriva dal quella conoscenza dell'apparato-Cgil.
Il fatto che la Cgil mi abbia liquidata, perche'mi sono rivolta alla consigliera di parita', la dice lunga sull'irreversibile  degrado in cui versa quella sigla sindacale. Io ero brava, prendevo i voti, ma di ciò alla Cgil non gli frega niente. Anche questa e'colpa di D'Alema.
Questa settimana ho ripreso le prove di teatro, stiamo preparando l'Antigone e io faccio il coro. La tragedia è bellissima, ogni verso è esplosivo! Ma faccio una gran fatica ad imparare i pezzi a memoria! Di tutto il gruppo sono quella piu'indietro di tutti nel sapere la parte, che vergogna!
Questa settimana mi sono comperata in po'di fiori, che si che la primavera è dietro l'angolo, ma potrebbe ancora fare freddo! ho messo a dimora le piante della foto.
Le primule ho visto che stanno bene nel vaso di coccio, quelle che ho messo lo scorso anno nella plastica mi sono morte. Le viole del pensiero, al contrario, mi pare vengano meglio nei vasi di plastica, idem le mini rose mi pare che se la passino meglio quelle che ho messo nei vasi di plastica.
Forse dovrei farci un post specifico dal titolo :ok, il vaso e'giusto!Ogni pianta ha le sue esigenze, credere che i vasi di coccio siano i migliori a prescindere non è corretto.
Ho trapiantato un garofanino nel vaso di plastica, voglio vedere come se la cava, nel caso lo trapianto. Ho acquisto una skimmia (foto in alto a sx), ne desideravo una da tanto tempo e poi ho una zona un po'  all'ombra da movimentare.
Ho messo a dimora, ma in un vaso di coccio, i bulbi delle calle rose e ho un preparato un vasetto delle mesime calle, da regalare a qualche amica!
Ai piedi di un vecchio ulivo ho piantato di tutto: canne indiche, iris, melissa, iris, delle splendide scille e una bergenia:fiorira'tutto in tempi diversi, spero. A parte la melissa che non sapevo dove mettere e ho piazzato li'.
Mio zio mi ha tagliato un  nespolo, tanto dava solo fastidio e adesso ho piu'spazio in giardino! evuoe' !

18 commenti:

Novella Semplici ha detto...

Buon risveglio primaverile, nonostante tutto.
Sono felice che tu condivida il mio pensiero sui vasi, sono convinte da tempo che non sempre il coccio sia migliore.

fracatz ha detto...

peccato tu ti sia ritirata dal sindacato senza trarne quei benefit che il generoso bobbolo thajathano tramite i suoi degni caporioni ha riservato a chi ci si sia dedicato
http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/10/30/cisl-raffaele-bonanni-segretario-sindacale-336mila-euro-lanno/1181430/
http://www.iene.mediaset.it/puntate/2014/10/01/toffa-in-pensione-con-un-mese-di-contributi_8756.shtml
comunque non scoprirti troppo, perché la primavera è ancora lontana

Mariella ha detto...

Io ho comprato delle gerbere colorate, fatto spazio tra i ciclamini che ho ripulito dalle foglie vecchie, hanno tutti i boccioli nuovi.
La mia mimosa è in fiore, la rosa e l'ortensia stanno mettendo tante le foglioline nuove.
A forza di frequentarti qualcosa sto imparando.
Bacio.

Lorenzo ha detto...

Le calzamaglie le usavo anche io a militare, sotto la divisa di cotone, per fare le guardie di notte sotto zero. Aveva anche la maglia abbinata per il sopra. Il completo si chiamava anche "superpippo" perché il personaggio del giornalino indossa appunto un intimo di lana simile a mo di "costume".

D'Alema mi è sempre stato sulle scatole in quanto comunista, quindi il peggio del peggio del peggio. Ma oggi tocca rivalutarlo, come "spessore" tutta un'altra pasta rispetto al Duce Rottamatore. D'Alema è uno dei super-cattivi della Marvel tipo il Dottor Destino, quell'altro è Supergiovane della omonima canzone di Elio.

La Laura ha detto...

Tante cose interessanti non posso commentarle tutt'e quindi non ne commento nessuna :) un post tenero . E che sia teologia !

Sara ha detto...

Mary in versione giardinicola :mi piaci molto!

Francesco ha detto...

calzamaglia magari no, ma chissà i fuseaux.....

Ernest ha detto...

Brava che hai ripreso teatro!!!

Magnoli@ ha detto...

47 anni e non dimostrarli dal poco che noto. Metti la benedetta minigonna.
Anche io spesso do i numeri sulle speculazioni delle multinazionali. Bastarde.

franco battaglia ha detto...

Non sopporto D'Alema e non sopportavo neanche i sindacati, o perlomeno l'uso che ne fanno un sacco di allegri sindacalisti. Sono nella fascia di età nella quale comincio a non sopportare più nulla. E non potrei andare neanche in minigonna (specialmente a messa.. ahaha)

VelaBianca ha detto...

anche io ho iniziato ad occuparmi di giardinaggio....mi rilassa e schiarisce le idee.
solare sempre questo blog....ti seguo appena posso ma commento raramente.

Biagioli Alessandro ha detto...

mi chiedo ,noi quando saremo giunti ai livelli di dalema nel ns mondo lavorativo,saremo in grado di farci da parte? d alema fa come tutti i normali lavoratori che giungono ad un traguardo almeno buono vogliono rimanere in sella .per questo nei secoli scorsi gli si tagliava la testa ,li si pugnalava,si impiccavano ...siamo tutti d alema in vecchiaia rendiamocene conto prima e lasciamo spazio a chi sara dietro

diego ha detto...

andiamo con ordine:

le tue gambe sono bellissime, mostrandole regali bellezza e sensualità, beato chi puo’ avvicinarle oltre il consueto

la questione delle casse automatiche è complessa, comunque comprendo che il rapporto fra lavoro ed evoluzione tecnologica è conflittuale, ma la soluzione non puo’ essere fermare la tecnologia quanto redistribuire il reddito da essa generato

antigone: un capolavoro di tutta l’umanità, l’ho letta almeno dieci volte (in greco una volta sola perchè io ero un somaro al liceo, di quelli abbonati a 4 materie a settembre)

Lorenzo ha detto...

Diego il tuo pensiero è illogico.

Le macchine non vengono costruite perché è divertente ma perché esiste una necessità. In epoche e luoghi in cui la vita umana non vale niente, non esiste necessità di costruire macchine perché conviene consumare le persone. Viceversa, in epoche in cui la vita umana è costosa, non spendibile, è necessario costruire le macchine per sostituire gli esseri umani.

IL concetto di "sostituzione" implica che non c'è nessun reddito da ridistribuire, non è che la macchina produce di suo più risorse di quante ne produce l'essere umano, l'unica differenza è che la macchine NE CONSUMA di meno. In teoria un mondo completamente automatizzato potrebbe essere un cimitero, con nessuna persona vivente. Il caso classico sono le sonde spaziali. Mandare un astronauta su Marte costerebbe uno sproposito mentre mandare una sonda costa una quantità di risorse accettabile. Non conta tanto la parte "positiva", cioè quante e quali cose può fare l'astronauta contro la macchina, conta la parte "negativa", cioè quante risorse consuma uno e quante l'altro.

Il sindacalismo di Sara VOLUTAMENTE aggira il punto che Sara vuole ignorare, cioè che i problemi lavorativi in Italia non dipendono dalle macchine ma dal fatto che l'Italia è stata messa in contatto con "spazio/tempo" dove la vita umana vale molto meno, per cui il "lavoratore" italiano è banalmente fuori mercato, come se sullo scaffale del supermercato ci fosse un furbofono che costa 10 euro e uno che costa 1000 euro. Anche se quello che costa 1000 euro ha tre funzionalità in più, chi cavolo lo comprerà? Perché possano esistere entrambi i furbofoni bisogna che ci sia una convergenza, uno aumenti di "prezzo" e aggiunga delle funzioni, l'altro diminuisca di "prezzo" e tolga delle funzioni. Altrimenti ubi major, minor cessat (al contrario ma va bene uguale).

Il sindacalismo non può accettare che i "diritti" o più precisamente i "principi" non siano "universali", anche se è ovvio e palese che il mondo funziona proprio sulla base degli squilibri, delle differenze, come un qualsiasi motore che funziona perché una parte è fredda e l'altra è calda, se fosse tutto uguale sarebbe tutto immobile, fermo, morto. Quindi ci raccontiamo un mare di frottole.

IL sindacalismo non funziona perché è una frottola.

unrosetoinviacerreto ha detto...

La melissa, per rilassare , rilassa, ma, se si trova bene, sarà onnipresente.
Trasmetti energia anche attraverso i tuoi post. Buona, imminente, primavera. Ciao

diego ha detto...

@ lorenzo

mi sei simpatico, lascia che io mi esprima con amichevole dissenso

«Le macchine non vengono costruite perché è divertente ma perché esiste una necessità»

questa, con tutto il rispetto che debbo a chi non conosco, mi pare una affermazione non dico sbagliata, ma comica

faccio un esempio: la mattina preparo il caffè con la caffettiera, per me e la mia signora, con una caffettiera normale

quelle costose, ingombranti, complesse da pulire, macchinette pseudo bar che cercano di venderci sono tutto meno che qualcosa di cui c’è necessità

c’è necessità dell’alano in ceramica blu che fa da fermaporta?

c’è necessità del copriwater in plastica trasparente intrisa di farfalle e pesci tropicali?

questa faccenda della necessitù è esilarante, hai un avvenire come comico, Lorenzo carissimo

Rudi ha detto...

ciao Sara,
attendo il posto sulle "societa' autostradali, le ferrovie e la grande distribuzione, che hanno giri di milioni di euro e poi speculano risparmiando sul personale". Pensandola anch'io così - infatti vado sempre alle casse Coop con la cassiera - mi chiedo come tu possa essere renziana, quale tipo di ottimismo ingannevole di abbia rapito...
Rudi

Sara ha detto...

@Rudi mica che Renzi è perfetto!