Privacy e rapporti di vicinato

È un classico di realtà come in quella dove vivo io, in cui le famiglie stanno qua, sedimentandosi , generazione dopo generazione.
Poi ogni tanto muore un vecchio, i figli vendono e  la casetta nuova, complice una ditta di muratori dell'est, viene elevata a rango di villa, che poi è un po'come quegli istituti tecnici , che tolto il latino e diluito molto altro, vengono elevati a rango di liceo. Di lì a poco, in quella che gli autoctoni continuano a chiamare la ca'd Bepino ( o di Secò, o d'la Marieta etc.) , tinta da dei colori tanto modaioli, quanto fuori luogo, viene ad abitare la famigliola nuova, lui, lei che è quasi sempre bionda e relativa prole. 
Quando abitavo a Sarzana mi capitò di andare a fare gli auguri di Natale e di benvenuto alla nuova famiglia, portando una piantina da interno come regalino non impegnativo. Non  mi fecero manco entrare, saluti e ringraziamenti, lì sulla soglia. 
Ognuno è fatto a modo suo, insomma, i  nuovi vicini sono riservati, come si dice dalle mie parti non danno confidenza, quasi che un minimo di cordialità equivalga a chissà quale intima condivisione!

Anche i ragazzi, i figlioletti, maschi o femmine, che guardano con sufficienza a noi villici.
Non si saluta.
Benissimo! 
Allora quando vi scappa il cane e  vi serve  una mano per cercarlo perchè son 10 anni che abitate qua e ancora non conoscete il posto,  o altri piccoli o grandi fastidi, da un idraulico su due piedi al nido di calabroni, che vi impongono di relazionarvi con i  vicini che disprezzate tanto, perchè avete bisogno, mi raccomando,  non venite a rompere il belino  contate su di me!

19 commenti:

Vera ha detto...

Persevera Sara, con un po' di pazienza riuscirai ad addomesticarli. Sono persino riuscita ad infrangere il muro di diffidenza di una famiglia cinese venuta a stare vicino a me, ora il nome di due dei componenti ed i bimbi qando ci incontriamo salutano sorridenti.

Alberto ha detto...

Non belle queste situazioni. Qui a Milano ho la fortuna di avere vicini amabili, e credo di essere amabile anch'io per loro. Merito un po' anche dell'architettura della casa che era una antica abbazia, Non dico al paesello ché laggiù ci si conosce vita e miracoli.

Sara ha detto...

È'una mentalità provinciale, secondo me, elevarel'isolazionismo a forma di virtù.
La frase che ho scritto "non dare confidenza" è indice di questa mentalità.

Federica ha detto...

senza dubbio sei molto gentile :)

fracatz ha detto...

la solita ficcanaso

semola ha detto...

... stessa cosa accade da me in paese ...
... la mia casa fa parte di un gruppetto di case staccate dal paese ...
... un micro paese nel paese ...
... fino a qualche anno fa un paradiso ...
... poi i nuovi arrivati ... per i quali rispondere ad un saluto ...
... è una gentile concessione, d'altronde vengono dalla "metropoli" di Carrara ...
... poi è giunta pure una famiglia di romeni ...
... "è la fine !" ho pensato ...
... e mi sbagliavo...
... gentilissimi e altruisti ...
... assieme abbiamo pure ripulito la strada che porta al paese ...
... come si faceva un tempo ...
... senza attendere, invano e per anni, l'intervento del Comune ...

diego ha detto...

la riservatezza è un atteggiamento che, non di rado, sconfina nella maleducazione; è una questione non banale perchè sono convinto che taluni atteggiamenti siano correlati ad una visione della vita estremamente individualistica, che teme ogni seppur remoto legame che possa incidere sulla cosiddetta libertà, ma che è di fatto l’identificazione con il proprio tesserino bancomat; da un lato si esalta la riservatezza mentre da un altro, si vive continuamente monitorati, profilati, sezionati come acquirenti potenziali

Biagioli Alessandro ha detto...

io sono piu per il rapporto Paperino/anacleto mitraglia (poi rinominato anacleto faina) o per la canzone di frankie hi energy che dice :in gara col vicino costruiscono..la campagna è gia una noia senno.

Biagioli Alessandro ha detto...

pero in caso estremo aiuto ,metti due anni fa ..violento nubifragio,cade la quercia del vicino trancia tutte le linee di telefono ho sotterrato l ascia bipenne e sono uscito con motosega a tagliare parte della quercia ho dato la password del mio wi.fi alla figlia che lavora on line ,poi ho messo un ratoppo alla sua linea e due altri vicini .alla fine ero iperfradicio fin alle mutande ma soddisfatto !

Francesco ha detto...

allora preferisco il mio palazzo milanese, dove a mala pena conosco chi abita nel mio pianerottolo. però la settimana scorsa, dopo essere tornato da una efficace 10,5 km ho fraternizzato con la bionda col tacco da dichiarazione di guerra. ed ha apprezzato, devo dire.

Lorenzo ha detto...

Secondo me la mancanza di "confidenza" è funzione del fatto che la gente indossa permanentemente una maschera, da un repertorio di maschere. Viceversa, io ti do tutta la "confidenza" che vuoi ma quello che vedi è esattamente quello che è, nel bene e nel male, a quel punto forse penseresti che è troppa, la "confidenza". Se fossimo vicini, mi troveresti la mattina fuori in mutande, canotta e ciabatte che mi gratto la panza e ti chiedo cosa cucini per cena.

A proposito del "paesello", faccio notare che è l'ambiente dove germinano ed esplodono i mostri, proprio per la differenza tra la maschera e quello che c'è dietro, abbinato alla impossibilità di sottrarsi da una parte e sfogarsi dall'altra, causa ambiente dai confini claustrofobici. Poi sul giornali leggi "ragioniere stermina la famiglia con la roncola. I vicini: eppure sebrava tanto una brava persona, gentile, educata".

In generale, Sara, non cercare cose che poi non ti piacerebbe trovare.

Icaro ha detto...

Mah qui da me siamo ben oltre... Io do il buongiorno, non mi rispondono... E andassero in quel posto. Niente più fiato sprecato. Bel vicinato che mi trovo... Ed è del posto, non posso dar colpe agli outsider!

UnUomo.InCammino ha detto...

Io sono riservato e la confidenza la creo con le persone (poche) che mi vanno a genio, nel tempo.

Carlo ha detto...

La realtà dei piccoli centri urbani, dei paesetti, non sarà mai più come quella che era ai tempi dei nostri nonni ed è già tanto se i figli di quei "vecchi che muoiono" vivano ancora lì, in quel paesello, perché tanti, anche prima di poter vendere la "villa" dei genitori perché sono ancora vivi, se ne vanno, si spostano nella grande città che (sembra) possano offrire maggiori comodità e opportunità. (salvo poi, dopo qualche decennio, rimpiangere la qualità di una vita che non sono stati capaci di coltivare e difendere).

I piccoli centri non saranno come tu li ricordi ancora, perché è cambiato il genere umano, oggi più egoista, arrogante, presuntuoso, individualista, menefreghista... e tanti "ista" da provocare voltastomaco.

Per quanto mi riguarda, mi meraviglio se accade il contrario di ciò che racconti e comunque, già da tempo, ho messo una pietra tombale sulla maggior parte dei miei simili, in genere poveri relitti di esistenza.

redcats ha detto...

i nuovi cafoni...

Patalice ha detto...

io, due anni e mezzo fa, sono venuta ad abitare in un quartiere
le donne che ci abitano, quando siamo arrivati, mi hanno dato il benvenuto venendo da me con dolci e biscotti di benvenuto...
personalmente, di animo e inclinazione schiva e poco propensa ad avere a che fare con gli altri, sono sicuramente la più "orsa" di tutti... chissà come mi vedresti come tua vicina di casa!

viola ha detto...

Io sono molto riservata e schiva di natura; dove sono venuta ad abitare, da nove anni ormai, sono invece tutti molto aperti e premurosi, basta solo non farsi invischiare troppo in pettegolezzi e beghe varie.. insomma, prendere il meglio che si può ed evitare il peggio. Questione di equilibri, non sempre facile da tenere.

Ernest ha detto...

mi hai fatto tornare in mente gli anni in cui ti conoscevi nei palazzi, quando non potevi fare una bulinata che subito i tuoi lo sapevano, quando ti mancava qualcosa e non pensavi di andare alla coop di sotto ma si bussava al vicino, non so siamo inuma periodo in cui la gente bada più ai mi piace e alle amicizie virtuali che al resto

viola ha detto...

Sempre per stare in tema, stamattina mi sono accorta che ieri sera non ho chiuso la porta a chiave... posso dimenticarmene a cuor leggero e se mi manca il sale so a chi chiedere senza pericolo di disturbare:)