Lo scrittore

Ho acquistato il suo libro nei mesi scorsi, un po'per curiosità, un po'per affetto, un po'perché se ti invitano alla presentazione di un libro, è anche cosa educata acquistarne una copia, altrimenti trovi una scusa e non ci vai!
La prima pagine e mezzo l'ho trovata decisamente incartata, poi qua e là avrei personalmente sostituito dei vocaboli con qualche sinonimo, non avrei ripetuto  l'aggettivo terribile due volte in tre righe e cosette così. 

Complessivamente mi è sembrato che la correzzione del testo, ammesso che sia stata fatta, non è stata certamente condotta da una persona qualificata nelle belle lettere. 
Ho pensato che il tipo si fosse fatto correggere le bozze dalla sua fidanzata, una mia coetanea alquanto antipatica e gelosa, insomma quel tipo di donna che ti mette a disagio se per buona creanza scambi quattro chiacchiere con il suo amato, che poi avrà 60 anni e non è il sosia di Brad Pitt. Ecco.
Il libro tuttavia si legge piacevolmente, ha il suo spessore, personalmente avrei tagliato qualche ramo secco della storia, per farlo germogliare in un eventuale prossimo romanzo, che il neoscrittore sicuramente ha già in progetto.
Ora già io mi pongo il problema se quello mi chiede cosa penso del suo romanzo: devo dirgli la verità o mi profondo in commenti entusiasti? 
Intanto che ci penso, gli segnalo su wathapp un'iniziativa interessante a cura dell'Istituto per cui lavoro. 
Risposta: qual'è il giorno migliore per venire da voi?!

10 commenti:

Lorenzo ha detto...

Correzione.
:)
Chi è senza peccato scagli la prima pietra.

Correva l'anno 1980-e-qualcosa quando scoprii, oltre la calcolatrice programmabile, l'esistenza del correttore ortografico.

franco battaglia ha detto...

Evidentemente l'editor non gli segue pure i commenti... comunque pure a te è scappata una z di troppo... ;)

Sara ha detto...

@Franco temo più di una, ma questo è un post scritto di sera, in un giorno in cui ordinariamente mi sono alzata alle 6, scrivo, clicco e invio!
Un libro è un'altra cosa!

Sara ha detto...

@ Lorenzo idem! Ogni tanto attivo la correzione, altre voltd no per pigrizia!

La Laura ha detto...

Per alcuni di noi UN LIBRO è un totem, un mondo, una cosa seria che marita cura e meditazione. Di fatto se ne pubblicano troppi a discapito della qualità generale. La tua recensione è perfetta, quando il tuo amico ti chiederà un parere, digli esattamente quello che hai scritto qui. Con un tono affettuoso. Personalmente credo che dovremmo decimare le uscite editoriali, è un bailamme di spunti e di testimonianze. In realtà penso allo spreco di cellulosa e all'inquinamento atmosferico. Sono milioni i libri che finiscono negli inceneritori

fracatz ha detto...

allora chissà quale orrore ti fanno i sexantenni che hanno nel loro target partners tra i 18 - 30

Lorenzo ha detto...

Si il libro è un'altra cosa perché difficilmente si scrive col furbofono. Tra parentesi, mi sembra di ricordare che esistono programmi di scrittura che oltre al correttore ortografico hanno anche il correttore sintattico ma non me ne sono mai interessato.

A proposito del feedback, bisogna sapere che è una faccenda "culturale", ovvero che paese che vai, feedback che ricevi. Se tu mandi il libro ad un tedesco, questi probabilmente ti risponderà con un altro libro che contiene tutte le correzioni pagina per pagina, linea per linea e basta. Se lo mandi ad un americano, probabilmente prima ti manderà un preambolo in cui ti dice tutte le cose positive del libro e poi qualche correzione. Non so cosa farebbe in giapponese stante la loro propensione a dire si quando vogliono dire no, per non scontentare l'interlocutore, forse non ti risponderebbe mai.

Oggi come oggi per pubblicare un libro basta una stampante, l'inchiostro e la carta. Come per la musica, il contenuto si è de-materializzato e una volta che viene "digitalizzato" lo puoi fare circolare e lo puoi "ri-materializzare" ovunque nel mondo a costo irrisorio.

Tutt'altra faccenda è se vuoi guadagnare dei soldi dalla pubblicazione. Fondamentalmente più le idee e i contenuti circolano liberamente in forma digitale, più è difficile cavarne un ritorno economico, che ovviamente dipende dal posizionamento di qualche rubinetto che ostacola la circolazione.

Pier ha detto...

queste situazioni sono delicate, perché se dici la verità e non è quello che si aspetta ci rimane male, io mi sfilerei con un giudizio tecnico... altrimenti fai la svampita

viola ha detto...

Posso dire che l'80 per cento della roba che si pubblica non vale la pena di essere pubblicata ?! Scusa se sono così diretta ma dato che amo molto i libri e leggere ritengo la buona scrittura merce rara e preziosa. Quando entro in una libreria e vedo milioni di pubblicazioni sinceramente rimango basita ! Detto questo ciascuno ha diritto di fare ciò che più desidera e ben vengano allora tutti gli scritti immaginabili e possibili ! Glissa Sara glissa..

silvia ha detto...

puoi dirgli sia quel che ti è piaciuto sia quel che ti è piaciuto meno.