Diritto di precedenza


Si vede il cartello? Ieri ero pazientemente in fila all'ufficio postale, quando è arrivato un signore sui 75 anni che si aiutava con bastone ortopedico. C'era molta gente dentro l'ufficio e il signore è rimasto fuori appoggiato a una ringhiera. 
Allora io mi sono diretta verso di lui e gli ho detto: "Lei deve passare! Lei non deve fare la fila!" E gli   ho fatto vedere il cartello che stazionava sulla soglia dell'ufficio postale, praticamente quello dell'immagine qua sopra. 
Il signore mi è sembrato sinceramente  contento, mi ha detto che ignorava di avere questo diritto, ha aggiunto che tra le altre cose soffriva del morbo di Parkinson. 
Nessuno dei presenti ha protestato, anche se un paio li ho visti un po' contriti, mentre due signore hanno manifestato a voce alta l'apprezzamento per la cosa. 
Io sono sempre stata sensibile ai problemi di chi ha difficoltà a camminare, anche quando lavoravo in museo, al pari dei miei colleghi, credo di aver sempre posto le dovute attenzioni a chi aveva difficoltà a camminare, difficoltà in generale.  
Mi ha ferito non poco dover vedere mio padre uscire dall'ospedale camminando a fatica,di lì a due settimane sarebbe morto e io con l'auto bloccata a pochi metri, per  un ostacolo burocratico non potevo evitargli quella sofferenza. 
Soffro meno oggi, ma mi arrabbio ferocemente quando mia madre si imbatte in barriere architettoniche o viene ostacolata dall'egoismo  di chi occupa abusivamente un parcheggio per disabili.

3 commenti:

Mariella ha detto...

Hai ragione, dobbiamo incazzarci. Dobbiamo.

Icaro ha detto...

È un dispiacere che nemmeno il diretto interessato fosse a conoscenza del suo diritto

fracatz ha detto...

certo che qui da nojos, in thaja, ce ne abbiamo de diritti. se solo pensi a quello che te assicura la mejjo carta ar monno, diritto ad un lavoro, ad una casa, ad una famiglia di formato cassico, alla maghina,