08 febbraio 2021

Il pezzo di ricambio

Sono andata a prendere due pezzi di ricambio per un deambulatore che usa mia mamma: due piedini. Entro nel negozio con il deambulatore, il tipo mi conosce, siamo andate già diverse volte, mi procura i piedini, 15 euro, arrivederci e grazie.
Io torno in macchina e mi sento un po'tapina, cioè mi ha dato i ricambi, io pensavo che li mettesse lui, davo per scontato che lo facesse ed evidentemente mi sbagliavo!
Mia mamma parte per i suoi pensieri, no non possiamo cambiarli da sole, c'è una vite, si rompe, torni in negozio, glieli restituisci. Se non te la senti non lo fai. Dopo tutte le volte che ci siamo andate!
Poi dopo quanche giorno arriva mio fratello, non sta nemmeno ad ascolare mia mamma, piglia i piedini nuovi e li  cambia in men che non si dica e il deambulatore è a posto!
Perchè non l'ha fatto il tipo del negozio? 
Allora tanto vale la prossima volta li acquisto in rete!

27 commenti:

Ugo ha detto...

Non c'è (quasi) niente che non possa essere riparato, posto che non si tratti di oggetti a tecnologia troppo elevata, quelli che sarebbe il caso di NON acquistare. Al momento della scelta di quel che desideriamo comprare, occorrerebbe essere MOLTO attenti ad assicurarsi che si tratti di oggetti facilmente smontabili e rimontabili, con meno parti in plastica e meno componenti elettroniche possibile (quelle non le ripari se non sei un esperto).

So benissimo che questo modo di pensare esclude l'aquisto della maggior parte di quel che si trova oggigiorno sugli scaffali, ma un po' di sana "resistenza" richiede qualche sacrificio e, non di rado, anche qualche battibecco con i venditori. Del resto, ammettiamolo, possiamo fare agevolmente a meno di una gran parte di quel che siam soliti acquistare, e poche cose provocano scorno in un commerciante quanto un cliente che rinuncia platealmente all'acquisto.

Il non-acquisto si trasforma rapidamente in un gesto pedagogico e quel tipo di gesto, se ripetuto un numero sufficiente di volte, è in grado di generare cambiamenti d'attitudini dal lato dell'offerta commerciale.

Non sottovalutare neppure l'effetto sull'autostima che deriva da ogni riparazione fai-da-te andata a buon fine, né l'attaccamento a quelle cose che, avendoci messo le mani, sentiremo un po' più "nostre" e saremo meno portati a gettare nel cassonetto. Questo è vero green deal, non quelle porcate che vogliono schiaffarci sul groppone con l'ipocrita scusa dell'ambientalismo.

Fai quel che vuoi di queste mie parole.

Anonimo ha detto...

La femminista che non sa girare due viti.

Sara ha detto...

Senti Zozimo, quel deambulatore non è mio, ma è di mia mamma ed è una cosa importante.

Anonimo ha detto...

Quindi qual'è la differenza tra te e tuo fratello?
Perché lui può girare le due viti e tu no?

UnUomo.InCammino ha detto...

Hai chiesto che te li cambiasse? Se no, dubito che il venditore abbia capacità di telelettura della tua mente.
Infine: anche voi donne dovreste attrezzarsi per piccole riparazioni che non richiedono grande forza fisica.
Qui si potrebbe aprire qualche polemica su voi "radfem"...

Alahambra ha detto...

Io sono notoriamente una poco furba... ma chiedere era complicato?

Franco Battaglia ha detto...

Va be', comunque neanche glielo hai chiesto al tipo del negozio, se ti faceva il favore.. ;)

Sara ha detto...

Io non l'ho chiesto perchè per me era scontato che lo facesse il tipo.
Mia mamma non voleva che ci mettesse le mani nessuno per paura che si rompesse.
Mio fratello è arrivato, l'ha preso senza discutere con mia mamma e l'ha cambiato.
Per me doveva cambiarlo il venditore, se no che differenza c'è tra un acquisto on line?

Anonimo ha detto...

Coso, le riparazioni che richiedono forza fisica di solito richiedono un macchinario. Sai com'è, sono passati da un pezzo i tempi in cui il deambulatore della mamma l'avrebbero forgiato sulla brace e l'incudine o il campo si arava aggiogando il bue. Il macchinario ha delle leve e dei bottoni che richiedono cervello, non muscoli.

La differenza tra Sara e il fratello di Sara è che a suo fratello per tutta la vita hanno imposto di affrontare il problema e risolverlo, mentre a Sara hanno raccontato che qualcun altro gli avrebbe risolto il problema. Che va bene fino a che Sara non si atteggia a vittima, a oppressa. perché suo fratello mentre girava le viti pensava "ma vafanculo, va".

fracatz ha detto...

ormai quei bei gesti dei commercianti di una volta son belli ed andati, son tutti sull'orlo della chiusura, fatti salvi gli alimentaristi, i parrucchieri ed i CAF, però visto le ultime novità ora ci si aspetta una grande ripresa per i consulenti finaziari

UIFPW08 ha detto...

Che bella Italia...
Maurizio

Alexander Biagiolius ha detto...

non sei andata con la coscia a vista! ahahah
a parte scherzi potevi chiedere di farlo -
a roma na volta ti avrebbero detto :signo'la monto io..o see monta da sola ? o cja qualcuno che le sa monta'.oggigiorno gli darebbero del maniaco ..
non ci so piu i commessi de na volta

Mark Renthon ha detto...

Eh eh.. Lorenzo 3.0 ti ha dato la bastonata :D

Costantino ha detto...

La differenza è proprio quella che hai messo in evidenza : premesso che comprare in rete costa generalmente meno, se compro in negozio dovrebbero dare, in cambio di un prezzo, spesso ma non sempre,più elevato, mi debbono dare un po' di assistenza.

Sara ha detto...

@mark Lorenzo ha capito al solito un bel belino!

UIFPW08 ha detto...

Che bella Italia...
Maurizio

Anonimo ha detto...

Sara, il punto è che tu puoi vivere come credi o come riesci, fino a che non ti metti a fare il predicozzo "femminista", perché allora devi essere coerente con quello che dici/scrivi.

Viviamo un tempo di paradossi e contraddizioni, tipo Grillo che dice di dovere verificare la "fedina penale" di Draghi prima di imprimere il suo sigillo, con una condanna per omicidio nella sua.

Il "privilegio" non è quando sei obbligato a fare un lavoro, il "privilegio" è quando qualcuno lo fa al posto tuo.

Tutti gli ometti che leggono qui e che hanno la tua età si sono visti mettere in mano il cacciavitino del Meccano all'asilo e il messaggio era forte e chiaro. Se i nostri babbi poi si disinteressavano di tutto, a noi invece viene chiesto anche di cambiare pannolini, di rammendare, fare il bucato ed essere sensibili. Ho scritto "chiesto"?. No, ci viene imposto.

Mi sembrerebbe logico e giusto che a te venisse imposto di usare il cacciavite o la chiave. Vedi bene però che tuo fratello arriva e non dice "be", perché tanto è tempo perso. Io farei lo stesso. Le viti sono li da girare, è uno sporco lavoro e qualcuno lo deve fare, come si dice. Aprire bocca per dire qualcosa aumenta solo l'incazzatura.

Sara ha detto...

Lorenzo continui a non capire: se mi devo montare una serra da Brico, lo faccio da sola, magari così così, ma lo faccio. Il deambulatore di mia mamma è un oggetto importante, lei non voleva che lo montasse qualcuno che non fosse esperto.

Alahambra ha detto...

No Sara, il punto è che la gente non ti legge nel pensiero ed al di là delle aspettative personali bisogna capirlo questo, oppure si rimane frustrati a vita.
Volvi che te li montasse il commesso? Lo dovevi chiedere nel momento in cui hai visto che non lo faceva sua sponte.
Oppure sei come le millamila persone che "se mi amasse lo capirebbe da solo?", ovvero una delle più grandi idiozie che Hollywood ci ha regalato?

Sara ha detto...

Vedi Alhambra io resterò pure frustrata, ma lui, che non è un commesso, resterå senza clienti.

Alahambra ha detto...

Il problema dei clienti mancati è del proprietario, i supporti non cambiati sono invece un problema tuo che si sarebbe risolto, di nuovo, domandando.
Non capisco perchè fate sempre tempeste in bichieri d'acqua che non esistono. Dico sul serio senza polemica, proprio non capisco.

Sara ha detto...

Alahambra ma tu quando vai a cambiare le gomme dell'auto te le impacchettano e te le porti a casa? Se fai un acquisto on line il servizio è a parte, ma per un acquisto diretto mi pare il minimo.

Alahambra ha detto...

Se vado a comprare una lampadina non mi aspetto che me la montino, se vado a comprare la carne non mi aspetto me la cucinino.
Se vado a comprare i filtri per i rubinetti non mi aspetto me li sostituiscano e se compro i piedini per il deambulatore mi aspetto di montarmeli con il mio bravo cacciavite.
In alternativa, se desidero che lo facciano, indovina? DOMANDO se fanno quel servizio ed eventualmente il costo.
Poi sarà che il mio lato maschile è ben piazzato, ma a me sembra talmente lineare da non comprendere di che stiamo discutendo: trovo che non ci sia mai nulla discostano neanche in queste piccole insignificanti cose e vivo tanto ma tanto meglio.

Alahambra ha detto...

Tanto per la cronaca: sì ho più di una volta ca,visto una gomma a terra e sì, ho pure chiesto al gommista la possibilità di imparare a mettermele sui cerchi da sola.

Sara ha detto...

Se vai dal parrucchiere ti porti a casa lo shampoo e fai da sola? Io no, ognuno deve fare il suo mestiere, io faccio il mio e dove pago voglio essere servita.

Alahambra ha detto...

Sara perdonami, ti stai arrampicando sui vetri per difendere una posizione perché è evidente la differenza tra le due attività.
Ad ogni modo non voglio assolutamente cercare di convincerti, ma solo farti riflettere sul fatto che tanti fastidi si evitano parlandosi invece che immaginando scenari ipotetici.

Sara ha detto...

Lo so che non mi vuoi convincere, ci mancherebbe! Abbiamo idee diverse su come devono lavorare le attività commerciali, io mi muovo con una madre disabile e considero anche come trattano lei. Mi ripeto, mia mamma non voleva che una cosa importante come il suo deambulatore fosse manipolata da persone non addette ai lavori.
Comunque se la gente fa fatica a fare il suo mestiere, può chidere che gli accreditino direttamente i soldi nel conto.