Luci di Natale

A La Spezia domenica scorsa hanno acceso le luminarie natalizie, pure la rotonda vicino a dove lavoro io, nella prima periferia della città, ha un albero e le sue belle lucette. 
Poi sui social c'erano i politici di maggioranza che si autocongratulavano per le belle luci natalizie che facevano risplendere la città, come a dire, come siamo stati bravi!
A parte che le luci le pagano i cittadini, per dire, mi sembra che sia un vezzo  del centro destra ligure farsi bello con iniziative pagate dai contribuenti. 
Bene inteso, a me piace La Spezia e pur non vivendoci ci passo molto tempo e mi pare che l'attuale amministrazione stia lavorando bene, rafforzando anche il senso di unità cittadina.
Ma le luci di Natale il 21 novembre anche no!
A parte ecco che a me non piacciono  le luci natalizie in generale e tutta quella chincaglieria connessa che trasforma una festa religiosa in un luna park. Inoltre non posso non considerare  che spreco sono in termini di corrente elettrica.
Poi la prima volta che uno esce dai confini provinciali, va a Parma o a Bologna e vede lì le luci di Natale e fa il paragone e allora le luci della tua città che ti sembrano le più ganze del mondo, vengono impietosamente ridimensionate!

5 commenti:

Ernest ha detto...

io ti dico solo che a breve qui metteremo l’albero..

blogredire ha detto...

Ma è presto dai,almeno aspettare dicembre...

fracatz ha detto...

ma allora, tutti quei comuni che se inventarono le luminarie? Io partecipai ad una gita di vecchietti tanti anni orsono per vedere quelle di Salerno, perché mi piaceva molto il loro sindaco

Pier ha detto...

il costo delle luci lo paga il cliente, e poi le ditte di luminarie che farebbero?
è la tradizione che lo impone... qui dicono così, accendono l'albero in piazza e tutti sono felici

Anonimo ha detto...

A me sembra che il problema delle luminarie sia infinitamente minore rispetto al problema della "conversione" che ci impone una produzione, consumo e scarto di innumerevoli dispositivi alimentati da una batteria. Non solo e non tanto per la necessità di produrre l'energia con cui caricare le batterie ma per la necessità di metalli e altri elementi chimici non proprio facilmente accessibili. In un contesto dove, nonostante esistano leggi apposite, non c'è verso di riconsegnare l'usato al posto del nuovo e lo smaltimento è la discarica, cioè un buco per terra.

Leggevo l'editoriale del Corriere circa la botta che la "conversione" darà al settore degli autoveicoli. Si diceva che a parte il fatto che fabbricare un veicolo elettrico richiede molta meno manodopera e un indotto molto minore, quindi ancora meno manodopera e diversificazione, l'Italia deve puntare alla autonomia nella produzione, manutenzione e smaltimento delle batterie. Che allo stato attuale è come immaginare che l'Italia fondi una colonia su Marte. Poi certo, ci sarà da rifare tutta la griglia di distribuzione per mettere ovunque le prese ma ci scommetto che anche le prese saranno fabbricate all'estero.

Si le luci di Natale sono un po' fuori posto in questo contesto da mille e non più mille.
Chi ha fede dovrebbe pregare molto intensamente.
Perché ci scommetto che anche le lucettine sono fatte altrove.