Il nostro romanzo generazionale

Il nostro romanzo generazionale potrebbe iniziare così: lei si chiama Sabrina e guidava lungo l'autostrada e si fermò a prendere un pessimo caffè  all'autogrill . Mentre stava facendo lo scontrino, la cassiera le chiese se volesse anche una spremuta, che l'offerta del mese era caffè & spremuta a soli 2.99 euro invece di 3.60 euro. 
Lei voleva declinare l'offerta in modo educato, ma non le venne in mente qualcosa di plausibile e riuscì solo a dire : "No, grazie! Se li bevo insieme mi viene il bruciore di stomaco!". 
La cassiera, che indossava una visiera rossa e blu, con il logo della società degli autogrill, era una giovane donna dalla pelle scura sui 27, 28 anni, con gli occhi perfettamente segnati dall'eyeliner, abbozzò un sorriso di circostanza innanzi a quella sconosciuta proveniente dall'oscura dimensione degli Anta.
Sabrina si avvicinò  al bancone con lo scontrino e fece appena in tempo a farsi fare il suo caffè da un giovanotto  smilzo e svelto, pure lui con la visiera rossa e blu, ma mentre stava per per berlo, si ritrovò accanto al bancone una chiassosa famiglia in vacanza in trasferta: padre in jeans pinocchietto , madre in miniabito maculato, due ragazze  adolescenti con i capelli lunghi e lisci e due giovanotti della stessa  età. "Cosa c'è nella brioche? Quella lì. Io una vuota. No anzi. Ma quella è alle mele? Chiara, lo mangi mezzo bombolone con me?Macchiato freddo. Macchiato caldo. Scremato". 
Sabrina considerò che pochi giorni prima al mercatino aveva acquistato un abito uguale a quello che indossava la capofamiglia "Sarà lo stesso circuito di bancarelle di pakistani", rassicurando se stessa  tuttavia che il medesimo abito maculato, in una taglia in più che dava stoffa alle lunghezze, non faceva lo stesso effetto da "circonvallazione ovest". 
E comunque lei il maculato l'avrebbe indossato solo per andare in spiaggia. 
Sabrina nello sciame dei suoi pensieri, con il suo caffė in mano, si avviò verso un tavolinetto libero, chiedendosi quando è iniziata questa moda di vendere paste da bar congelate. Deve essere iniziata una quindicina d'anni fa. Ti credo che ultimamente va di moda andare in pasticceria per la colazione! In pasticceria almeno mangi una pasta fresca di giornata!  E poi se devo assumero 350 caloriere  fare un peccato di gola, almeno lo faccio con una pasta artigianale, insomma mi levo uno sfizio!
Sabrina trovò un tavolinetto libero, di quelli alti, che te ne servi standoci in piedi e il suo sguardo si perdette sui torroni giganti appresi nell'espositore, sui pacchetti peccaminosi di biscotti Bahlsen e sui cesti regalo "Il buono del Mediterraneo" a soli 49,99 euro che contengono olive taggiasche, olio toscano, pesto ligure, vino siciliano, taralli pugliesi etc. 
Al solito si chiese chi ė che paga un botto queste cose, che tutte quante in un discount le prendi per 15 euro.
Poi la vide due tavolinetti più in là:Teodora detta Tea Cozzani di Castelbianco. Teodora detta Tea,l'ufo dei suo primo anno al liceo. Molto ricca, bella si  diceva, una bellezza androgina, con i capelli corti scolpiti alla moda dei primi anni '80. Uno scontro culturale tra due mondi lontanissimi il loro. Si persero per sempre alla fine di quel primo e unico anno insieme, quando Tea fu bocciata e lei si salvò alla meno peggio. 
Ne avevo avuto notizie qualche volta perché  Elisabetta la sua amica, ogni tanto la incontrava: la scuola privata, l'università, lo studio di prestigio, la sorella grande che aveva sposato tizio, ricchissimo, l'altra sorella piccola un marito ricchissimo pure lei e Teodora detta Tea, non era stata da meno nell'impalmare un non precisato consorte, manco a dirlo, ricco sfondato pure lui. 
Elisabetta le aveva riferito l'inventario dei beni mobili che indossava l'ultima volta che si erano incontrare a Bocca di Magra dove il marito di Tea aveva "la barca".
Sabrina a dire il vero l'aveva vista Tea, ma non di persona, bensì su una rivista, anzi sulla sua rivista preferita "Il mondo delle donne", in un articolo che era chiaramente una marchetta  alle" professioniste da tenere d'occhio " ed erano praticamente una serie di interviste  dedicate a promuovere le tipe in questione, la commercialista, la notaia, la concessionaria d'auto, l'avvocata come Tea appunto. 
C'era la sua foto :di androgino non aveva più niente, il posto della ragazza androgina l'aveva preso una signora florida  il cui viso aveva un'espressione più buona rispetto alla ragazza snob di un tempo. 
Sabrina se la vide lì davanti, tale e quale alla foto dell'articolo della rivista: il blazer blu, come nell'articolo, i capelli , lunghi lisci, visibilmente mesciati,  con le meches di varie sfumature"Si vede che in Città  va di moda così" e una collana che poteva costare su per giù come la sua automobile.  
Verso l'incavo del seno, poco di più sotto di tre sberluccicanti diamanti, il décolleté rivelava i segni impietosi del tempo. 
Sabrina ne fu turbata. Insomma se non aveva Tea i mezzi per contrastare il tempo che passa chi li aveva?! Come minimo era lei a dettare l'agenda della sua estetista! 
E poi le creme di bellezza!Lei poteva permettersi quelle più innovative e piu esclusive!  noi proletarie siamo state istruite da "Il mondo delle donne" che anche le creme del supermercato  low cost se usate con costanza danno dei risultati, ma ce la vedi Teodora detta Tea  Cozzani da Castelbianco, scrutare con attenzione le creme in offerta sugli scaffali di Acqua e Sapone?
Sabrina ristette! 
Poi posò la tazzina e corse verso la toilette dell'autogrill. Si guardò nel grande  specchio il décolleté , poi prese dalla borsa il beauty case: c'era dentro una crema per le mani "effetto morbidezza e idratazione. 
"Va beh, è pur sempre una crema!"pensò Sabrina.
E iniziò a darsela sul décolleté. 


7 commenti:

fracatz ha detto...

avevo un collega che aveva la nivea nel cassetto della sua scrivania e se la spalmava continuamente su viso e mani, quanto mi faceva ridere. Gli anni passano ed io continuavo imperterrito al sole del giardino e della campagna.
Oggi son dovuto ricorrere al dermatologo per le macchie solari sul viso e da allora tutti i giorni creme e il cappelluccio di Albano (odioso) fisso anche dentro casa altrimenti poi mi dimentico di metterlo quando esco, chissà le risate che si farebbe il collega se mi vedesse

Pier ha detto...

.. poi Sabrina, estrasse dal beauty la matita Professionale Occhi della Collistar, che usava per interno occhi, esterno occhi e come ombretto, perché era morbida e pure waterproof, sfumabile ed oftalmologicamente testata... insomma era quanto di meglio si potesse usare per scrivere il numero di cellulare della Teodora detta Tea Cozzani di Castelbianco, sullo specchio del bagno.
Così aspettando che non ci fosse nessuno a vederla, entrò nel bagno degli uomini e scrisse: Casalinga porca x amore lungo lungo - 40 euro - chiamami a qualsiasi ora.
Poi uscì con nonchalanche e si avviò soddisfatta verso la sua autovettura.

Mariella ha detto...

Sabrina sei tutte noi!

Anonimo ha detto...

Sabrina deve stare attenta nelle giornate di vento, che si crea corrente tra un orecchio e l'altro. Mai, in tutta la vita, nei momenti di massima acutezza e nel delirio in punto di morte, in tutti gli stati intermedi, ho conosciuto un simile flusso di pensieri vuoti, ho mai guardato cose e persone valutando dettagli cosi irrilevanti.

Fracoso, un mio commilitone aveva la passione del ciclismo e si era portato la bicicletta da corsa a naja, collocata in un box antistante la caserma. Poi si depilava le gambe. Vedi te, l'effetto che poteva avere in quel contesto. Comunque, nella vita conta solo il culo, inteso come corredo genetico ereditato, non le creme. Puoi spalmarti tutte le creme di 'sto mondo, poi una mattina ti alzi con un bitorzolo e addio. Ho visto cose all'ospedale che ridefiniscono l'inferno.

Sara ha detto...

@Renzo guarda che non sei obbligato a leggermi!

Claudia ha detto...

Bello. Non so dirti come e quando, ma se non ti dispiace prima o poi lo tradurrò in esperanto.

Caterina ha detto...

Avevo perso questa parte. Bella anche questa. Comunque mi sento molto più vicina a Sabrina che a Tea.