La regola universale prevede che il giorno che sei stazonata come lo zerbino di un canile, che esci per una cosa veloce, tipo un pacco da ritirare dal tabacchino, passa il figo stratosferico del circondario ( o Gabbani in bici)la tipa antipatica delle medie, la nuova compagna del tuo ex ( o l'ex del tuo compagno).
E ti vedono. Stropicciata, gonfia, con i capelli che non hanno un verso, il colorito muffo Etc.
Questa è la REGOLA!
L'ECCEZIONE: avevo una commissione da fare per mia mamma al patronato e dopo una conferenza a cui tenevo, che insomma ora se ci vado mi salutano anche al microfono, da quando ho il lavoro nuovo e quindi mi piace vestirmi bene.
Che alle conferenze le dottoresse della mia età si dividono in due tipologie. Quelle naif, senza trucco, con il maglioncino monocolore (verde stagno, beige fango schizzato sul paraurti, grigio topo) e i capelli crespi.
E quelle "aggressive" ( all'inglese) gonne lunghe, capelli lisci, luminosità artificiale diffusa, borse griffate, importanti trattamenti dal parrucchiere, tipo me insomma, che non mi tingo ma faccio tanta manutenzione.
Ecco allora mi sono vestita bene, con una gonna lunga nera aderente, con inserti in similpelle (categoria aggressive appunto), la maglia rosso bordeaux aderente e un giubbotto bellissimo, stra - bello di tanti colori, con le farfalle, gli strass e i toni rosso bordeaux, che l'avevo visto su una rivista e l'ho comprato!
Mi sono truccata! Che il giorno prima in farmacia è venuto il make up artist della Helan e mi ha detto che ho gli occhi verdi e insomma ho comprato praticamente tutto, compreso il matitone verde e un bellissimo rossetto terracotta. Ecco.
Alla fine di questo apparecchiamento mi sono piastrata.
Stavo bene, mi sentivo bella.
Ok, arrivo puntuale al patronato , sbircio la sala e vedo una coppia che sta facendo una pratica. Aspetto. Aspetto. Dopo un po'riguardo nella stanza, poso gli occhi su entrambi. Di lui noto la polo color glicine, di lei i capelli raccolti in una coda bassa e l'aspetto dimesso in generale.
Dopo un bel po' finiscono, sento che si congedano, poi lui si ricorda una cosa, stava già per uscire, ma poi torna indietro e mi dice che deve chiedere ancora una cosa e torna a sedersi e finalmente lo riconosco. E lui riconosce me.
Un tipo con cui stavo quando avevo 20 anni, una storia durata forse un paio di mesi che poi mi ha lasciata oddio quanti pianti ( all'epoca si usava! Ti mollavano e piangevi, piangevi...oggi giustamente chisene!)
Era decisamente un bel ragazzo, di qualche anno più grande di me, aveva il Pajero nuovo, era un tipo brillante e in carriera.
All'epoca mi disse che voleva una tigre, una donna vincente. Sicuramente voleva altre cose da una compagna, che io non avevo , da una taglia 42 a una sicurezza economica e un'autorevole base familiare.
In tutti questi anni non ci siamo più visti, che si non viviamo a New York.
Fino a questo pomeriggio di aprile, nel quale io stavo benissimo(beccati questa boy!), lui si è ben conservato, ma non mi è sembrato vincente come un tempo, tra le rogne del patronato per pensionati e la moglie, più che una tigre, mi è sembrata una chiatta.
Nessun commento:
Posta un commento