17 gennaio 2007

Ancora sull'agave...

Ho trovato un'agave.Non è che le piante vadano in giro come cani e gatti che si perdono e poi qualcuno le trova...mi spiego meglio:l'ho trovata in un luogo che a più riprese è stato il mio "giardino segreto".Da lì, da due anni a questa parte ho attinto quasi di tutto. Da lì: i miei adorati agapanti, estratti con non poca fatica dal suolo prima che arrivasse l'escavatore a farne un cumulo di rifiuti. Da lì le robustissime echeverie, le cui geometrie mi fermo spesso ad ammirare . Da lì alcune succulente che ho trovato gettate a terra, alla rinfusa, spesso coperte da uno strato di foglie in decomposizione. E poi ancora in disordine sparso: anemoni, canne ornamentali, semi di malvarosa, minuscole palme, iris bianchi e gigli rosa e molto altro ancora. Presi pure una piccola agave stazzonata, che da due anni a questa parte sta crescendo dignitosamente in un bel vaso, mentre lasciai lì l'agave madre da cui avevo preso quel pollone. Ieri, per l'ennesima volta in due anni, sono tornata lì, ci sono ancora molte piante che vivono di vita propria, radicate a terra, nessuno o quasi contrasta il loro sviluppo naturale. Lì è rimasta solo lei, l'agave madre, riversa a terra,all'ombra, lei che vorrebbe il pieno sole, con le radici divelte, le poche foglie rimaste quasi per intero compromesse. Eppure ancora viva. L'ho portata via un po'titubante, ma anche la Ely ha insistito, forse pure a lei faceva un po'pena questa povera pianta che nonostante tutto, voleva continuare a vivere.
Così stamani le ho tagliato le parti compromesse delle foglie e l'ho messa quindi a dimora in un bel vaso nuovissimo in cui ho mescolato terra ad argilla espansa e l'ho piazzata contro casa perchè abbia riparo dai venti e un minimo di tepore in più. Credo che mi sia grata. Ma soprattutto penso che debba essere riconoscente verso se stessa, perchè non le è mai mancata ,nonostante tutte le vicissitudine subite, la volontà di vivere.

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