25 marzo 2008

geometria delle passioni


Io sono una donna di grandi passioni. Quando una passione mi piglia io non vedo altro, tutto il resto del tempo, altro non è che un impiccio tra me e ciò che bramo, o al contrario, ciò che odio, perchè da donna scorpionica quale sono, ho sempre una guerra in corso.
Molte Sare fa mi prese la fissa dell'uncinetto. La cosa vide gli albori quando la sottoscritta aveva circa 22, 23 anni. e perdurò fino a che ne ebbi 28, 29. Praticamente l'uncinetto mi prese da giovane studentessa di filosofia e mi mollò che ero una boscaiola precaria, piuttosto arrabbiata.
All'inizio sapevo fare solo il punto basso, poi una ragazza in treno mi insegnò anche il punto alto e da allora divenni ingovernabile. Negli anni seguenti ho fatto di tutto: borse, cappelli, sciarpe, immancabili presine e pure un costume da bagno di un color ocra, che per la cronaca non venne benissimo e potei indossarlo una volta sola.
E quando hai una passione cosa fai? t'informi, cerchi di saperne da chi ne sa più di te...e allora acquistavo riviste specializzate, venivo invitata da signore molto anziane che si compiacevano nel farmi vedere tovaglie, copriletti, tende...tutte cose da perderci la testa e la vista soprattutto.
Andai a Creta poi, per un programma della comunità europea, portandomi dietro i miei preziosi uncinetti di tanti numeri diversi, confidando che nel corso del mio soggiorno mi sarei acquistata il cotone in loco. Si ma dove? a Creta ci sono un infinità di negozi che vendono cose fatte all' uncinetto , ma dove accidenti si potesse comperare il cotone l'ho da scoprire ancora oggi. Così quando durante le mie passeggiate serali su improbabili tacchi da 12 che oggi mi fan venire le vertigini solo a guardarli, incontravo le numerose signore anziane che lavoravano all'uncinetto sedute sulla soglia di casa, mi sforzavo di chiedere loro dove potessi comperarmi il cotone, ma quelle immancabilmente capivano che io volessi comperare il centro che stavano facendo.
Se non che nei primi anni la mia produzione aveva un taglio meramente artigianale, cioè facevo "cose" che servivano a "qualcosa", poi la mia passione assunse un'inedita dimensione estetica e iniziai a fare i quadri a filet (quadratino pieno-quadratino vuoto) e vai di nuovo, con la mia passione rinnovata da questa vena artistica: teneri colombi, bamboline, macchinine di formula uno (!) tutto a filet! Bisogna precisare che questo fenomeno avvenne in concomitanza del primo governo Prodi. Ogni volta che Prodi fa un governo io vado incontro ad un mutamento esistenziale: l'ultima volta mi sono sposata e ho smesso di essere precaria.
Poi la passione per l'unicinetto è svanita. Mi sono anche ricomperata il cotone, ma niente da fare, non ne ho proprio più voglia.
E stasera per caso ho trovato in un cassetto il primo quadro che feci a filet: un gatto con una grossa coda, intento a fissare un pesce (rosso?) dentro una boccia d'acqua. Comperai lo schema di quel disegno proprio il giorno in cui Prodi vinse le elezioni nel 1996. Ho rinvenuto il quadro giusto mentre ero in procinto di recarmi dal corniciaio per portarci una bellissima stampa che mi ha regalato la Ele. E così, dato che i segni del destino bisogna saperli cogliere, ho portato a incorniciare anche il mio quadro a filet.

foto-copertina di "Geometria delle passioni" , Remo Bodei

n.d.r. all'esame con il Prof. Bodei, che comprendeva in programma anche questo libro, a suo tempo presi 30.
Perchè se no, un post intero dedicato all'uncinetto...

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