Il potere del leader e la sua patologia

L'impalcatura del potere e del successo sostituisce quella carenza di identità tipica di ogni leader che, fondamentalmente privo di un sé interiore, è costretto a cercare nel riconoscimento esterno il rimedio all'angoscia. Quando la ricerca del potere è promossa da una carenza di identità, alto è il grado di attaccamento di chi detiene il potere e ridottissime le possibilità di rinuncia.
Qui la leadership si salda al carisma, perché mentre i comuni mortali hanno progetti, i leader hanno visioni, quella visione o sogno del mondo che cammina al limite della realtà e della paranoia. Il sogno, probabilmente mortificato da piccolo e inseguito da grande, si profila così alto nella scala dei valori, della difficoltà, della fedeltà e della sfida, da coinvolgere tutti i gregari che vogliono uscire dal colore opaco e grigio della quotidianità.

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Gli antichi sovrani, ci ricorda Kets de Vries, si difendevano dagli incubi introducendo a corte un giullare che poteva dire cose che in bocca a un filosofo sarebbero costate la testa. Ridendo e scherzando attraverso avvertimenti che, provenendo dalla follia, dalla stupidità e quindi dall'innocuità, erano lasciati correre, "il giullare diventava il guardiano della realtà, impedendo paradossalmente al sovrano decisioni insensate." I leader di oggi non si circondano di giullari, e neppure rimpiazzano la loro assenza con una sufficiente dose di autoironia . Al contrario, si prendono molto sul serio e scambiano l'ironia con l'umorismo che mette capo a quelle battute idiote, dove ciò che si esprime è solo un concentrato di senso comune, in cui l'ovvietà e la banalità trovano chiassosa conferma.

U. Galimberti, I Miti del Nostro Tempo, Feltrinelli, 2009, pp. 131-133

2 commenti:

Ernest ha detto...

eh giàààà...

Sara ha detto...

Ehi Ernest!Ti ricorda mica vagamente qualcuno?