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11 febbraio 2016

Onda su onda

La scoperta inerente le onde gravirazionali credo che al di la'di tutto, abbia pure il pregio di ricordarci, kantianamente, la nostra superiore destinazione.
Se la Scienza, la Filosofia, la Musica, l'Arte, la Poesia fossero l'ordinario dei nostri palinsesti che invece grondano  di guerra e di brutture, potremmo avere il Bene come esempio e diventare un'Umanita'migliore.

28 settembre 2015

per molte ragioni e per molte passioni



Remo Bodei e'stato uno dei miei insegnanti quando frequentavo la facolta'di Filosofia a Pisa. 
Non so dire se sia stato il migliore tra quelli che ho incontrato,io ho un ricordo molto bello di tutti o quasi,  sicuramente Bodei era all'epoca e anche oggi, quello piu'famoso, almeno tra i filosofi.

18 settembre 2015

i gatti di ceramica (L'amore fa male)

Platone dice che l'amore è : fare di due uno, ma tra noi quello che sa fare meglio i conti sei tu. 
A me resta  sempre fuori qualcosa. 
E  i gatti di ceramica che mi hai regalato mi salutano ogni mattina; ai loro piedi, pardon zampine, si sedimentano i giorni, gli scontrini, le chiavi, i punti del supermercato.
Come ti saranno venuti in mente quei gatti di ceramica poi?Forse piacevano ad un'altra prima di me e io temevo di avere ereditato dalle donne che hai  incontrato , i regali che piacevano a loro.
Non è colpa dei gatti però. E mi viene io dubbio che non sia nemmeno colpa tua.

06 luglio 2015

la sapienza greca

Che accada quanto vogliono, per gli uomini, non e'la cosa migliore.

Eraclito, DK I 175, trad. di G. Colli, in La sapienza greca, Adelphi

02 aprile 2015

specchio, specchio delle mie brame...


Di tutti gli animali catottrici (ovvero che hanno avuto esperienza dello specchio, cfr.  nota ) noi siamo gli unici a prendere lo specchio come modello per la produzione di costrutti iconici, costrutti di rappresentazione visiva del reale.

12 marzo 2015

Donne ch'avete intelletto d' amore

Donne ch'avete intelletto d' amore...

Basterebbe questo verso a valutare la grandezza di Dante.
Mi piace tantissimo il modo in cui lui, il piu'grande poeta di tutti i tempi e di tutto il mondo, considera le donne.
E'proprio bello, da donna, prenderne consapevolezza.

05 luglio 2013

Vivamus...




Vivamus, mea Lesbia, atque amemus
Rumoresque senum severiorum
Omnes unius aestimemus assis.
Soles occidere et redire possunt:
nobis cum semel occidit brevis lux,
nox est perpetua una dormienda.
Da mi basia mille, deinde centum,
dein mille altera, dein secunda centum
deinde usque altera mille, deinde centum.
Dein, cum milia multa fecerimus,
conturbabimus illa, ne sciamus,
aut nequis malus invidere possit,
cum tantum sciat esse basiorum

Catullo



Viviamo, mia Lesbia ed amiamoci
e le chiacchiere dei vecchi malvagi
stimiamole tutte un soldino.
I soli possono tramontare e ma poi risorgono,
per noi invece quando viene meno la breve luce,
resta solo una eterna  notte da dormire.
Dammi mille baci e poi ancora altri cento
e poi ancora mille e ancora altri cento.
E infine quando abbiamo messo insieme un migliaio di baci
mescoliamoli tutti insieme, 
affinché nessuno, invidioso del nostro amore,
possa sapere quanti siano i nostri baci.


trad. libera di Sarissa

28 gennaio 2013

shall we dance?

Mi piace ballare, ma non poco. Mi piace esprimere le mie emozioni attraverso il mio corpo e credo di essere anche brava e appassionata  nel farlo, in ogni caso, cosa fondamentale,  mi diverto tantissimo!!!
Bene inteso, da ragazza degli anni '80 quale sono, amo ballare la musica dance, la afro, e l'hip hop, ci sono per altro strutturalmente portata, mentre per i balli a coppia, sono alquanto impedita! Mi piace vedere gli altri che ballano il tango o la mazurka, ma lo ammetto: io ballo sola!
O io meglio ballo con le mie amiche, perchè con l'amato bene refrattario a orchestre e dj, devo per forza trovare  qualche fanciulla  che si faccia trascinare in discoteca ogni tanto. Mica è semplice! Queste ex ragazze anni '80! Quella che ha tre figli,  quella che  ha il secondo marito, quella  si è trovata finalmente una fidanzata, quella che a ballare non ci veniva manco a 20 anni,quella  invece che verrebbe ma non ha il coraggio, poi c'è quella che invece a ballare non ci vuol venire, perchè ha subito troppe delusioni e non si vuole divertire più.
E così sono andata a ballare anche lo scorso venerdì, con una mia ex compagna di liceo: <<Maracaibo, balla al Barracuda! si ma balla nuda, tà tà...>>.
Mi capita talvolta  di confessare  che ho questa passione per il ballo e  soprattutto nell'ambiente  di lavoro ciò viene accolto con qualche risolino d'indulgenza, con un retropensiero che considera il ballo un'attività sciocca, in qualche misura peccaminosa. Poi magari la stessa gente si guardava in tv il programma della  Carlucci!

Questo approccio spocchioso è determinato dal fatto che  il ballo è un'istanza vitale e come tale,nella nostra cultura, è considerato sconveniente. (Nietzsche docet!)


02 aprile 2012

degli Stati senza giustizia

Se non è rispettata la giustizia, che cosa sono gli Stati se non delle grandi bande di ladri? Perché anche le bande dei briganti che cosa sono se non dei piccoli Stati? È pur sempre un gruppo di individui che è retto dal comando di un capo, è vincolato da un patto sociale e il bottino si divide secondo la legge della convenzione. Se la banda malvagia aumenta con l'aggiungersi di uomini perversi tanto che possiede territori, stabilisce residenze, occupa città, sottomette popoli, assume più apertamente il nome di Stato che gli è accordato ormai nella realtà dei fatti non dalla diminuzione dell'ambizione di possedere ma da una maggiore sicurezza nell'impunità. Con finezza e verità a un tempo rispose in questo senso ad Alessandro il Grande un pirata catturato. Il re gli chiese che idea gli era venuta in testa per infestare il mare. E quegli con franca spavalderia: "La stessa che a te per infestare il mondo intero; ma io sono considerato un pirata perché lo faccio con un piccolo naviglio, tu un condottiero perché lo fai con una grande flotta"

Sant'Agostino, La città di Dio, IV, 4


nota di Sara: io amo Sant'Agostino, da quando ho scoperto il suo pensiero sui banchi del liceo, proprio nel giorno del mio 17esimo compleanno. Un regalo che vale una vita intera. Da lì, da quel giorno, l'incontro con la Filosofia, quindi con un percorso di studi, che è stato magari a tratti, magari in modo raffazzonato e discontinuo, anche un percorso di vita. Che posso allontanarmi con 1000 pensieri, ma poi torno sempre qua, come stasera, quando ho aperto un vecchio libro del liceo e sfogliandolo oziosamente mi sono imbattuta in questo brano per caso. O meglio, per grazia.

29 settembre 2011

La Luna e Endimione

"Una storia d'amore eterogenea, quella fra il bellissimo fanciullo Endimione e Selene, la Luna, che i greci rappresentavano come una giovane donna di straordinaria bellezza che ogni notte percorreva il cielo sul carro d'argento trainato da due cavalli. Notoriamente Selene aveva avuto un certo numero di avventure: tanto per non smentirsi Zeus l'aveva corteggiata, e si diceva che avesse avuto un figlio da lei; in Arcadia erano celebri i suoi amori con i dio Pan, il dio dei pastori e delle mandrie. Ma quanto meno a giudicare dalla prole, l'amante preferito fu Endimione, che a Selene diede ben cinquanta figli. Di chi fosse figlio Endimione non è certo. Per lo stato civile era nato da Etlio e Calice, figlia di Eolo, ma alcuni sostengono che il vero padre non era Etlio, ma Zeus. Quand'anche la diceria fosse stata vera, comunque Endimione non era immortale; ma lo divenne: quando la Luna si innamorò di lui, infatti Zeus per intercessione di lei, promise di esaudire un suo desiderio.
Ed Endimione chiese di dormire eternamente, evitando la morte e rimanendo giovane per sempre. Come si siano svolti esattamente i suoi amori con Luna, e soprattutto, come e quando la abbia resa madre per ben cinquanta volte, non è facile capire. Ma da un mito così romantico non è possibile pretendere una logica ferrea. Accontentiamoci di questa bella storia, e della constatazione che le frecce di Eros non rispettano le regole".

cit. in "L'amore è un dio. Il sesso e la polis" di Eva Cantarella, Feltrinelli, pp. 16-17

28 agosto 2011

Sant'Agostino

"Ciò di cui in coscienza io non dubito, Signore, è che amo te. La tua parola mi ha colpito in cuore, e io ti ho amato. Ma anche il cielo e la terra e tutto quello che contengono mi dicono di amarti, e non cessano di dirlo a ogni uomo."

Agostino d'Ippona, Confessioni, 6.8


Oggi è Sant'Agostino!
Io ho scoperto il suo pensiero sui banchi del liceo, il giorno del mio 17esimo compleanno e con Agostino ho scoperto la mia disciplina di studi, cioè la Filosofia.
Agostino è diventato da allora sia la mia filosofia, sia la mia interpretazione religiosa.
Per altro prima di quell'incontro io non avevo avuto una vera e propria formazione religiosa da parte della mia famiglia, ma sono stata educata a un sincretismo morale, che ha fuso in una sintesi superiore, da parte paterna, l'esempio di mio zio Sandro, frate Passionista e missionario in Africa, con le istanze iraconde di comunismo egualitario, mutuate direttamente da mio nonno Nandino della Battilana.
Sono stata anche molto fortunata perché all'Università di Pisa mi sono laureata con il prof. Gian Franco Fioravanti che è un profondo conoscitore di Sant'Agostino e modestamente ho dato un contributo io stessa non trascurabile all'agostinismo, ripescando da un ingiusto oblio Gregorio da Rimini, generalissimo degli Agostiniani.
Credo che quello che mi ha colpito di Agostino e dell'agostinismo in generale sia la tensione dell'anima verso Dio, in un dialogo ininterrotto con la propria coscienza, la rigorosa impostazione morale e quindi anche l'impegno di interpretare il mondo, che è res, cose, dunque, ma anche signa.
Buone interpretazioni a tutti!

21 agosto 2011

Il luogo dell'amore

"Per Era! Bel luogo per sostare! Questo platano è molto frondoso e alto; l'agnocasto è alto e la sua ombra assai bella e nel pieno della fioritura profuma tutto intorno. E poi scorre presso il platano una fonte gradevolissima con acqua molto fresca, come si può sentire con il piede. Dalle immagini e dalle statue intorno, sembra che ci troviamo in un luogo sacro a talune Ninfe e ad Archeloo. E se vuoi altro ancora, senti come è piacevole e molto dolce il venticello del luogo. Un dolce mormorio estivo fa da eco al coro delle cicale. Ma la cosa più gradevole di tutte è quest'erba che, disposta in un leggero declivio, pare cresciuta apposta per uno che si distenda sopra, in modo da appoggiare comodamente la testa. Così sei stato una guida eccellente per il tuo forestiero, caro Fedro!"

Platone, Fedro (230 B-E)


"Perché la conversazione del Fedro è ambientata in riva a un fiume, tra l'acqua, gli alberi e l'erba?Perché questo dialogo non è soltanto sulla bellezza, ma sui sentimenti e sui desideri. Sull'amore. E l'amore deve in qualche modo avere a che fare con un terzo soggetto, che è l 'anima esterna. Non sono solo due persone che comunicano come vorrebbe la psicologia occidentale, ma due soggetti collocati in un luogo. E allora non solo la bellezza, ma perfino l'amore diventa una cosa altra , che è data anche dal luogo. Questo mi sembra essenziale per modificare la nostra idea di amore: il fatto che il mondo in se stesso contenga amore oltre che bellezza. (...) Intendo qualcosa di molto semplice. Come fare l'amore sotto le stelle in un campo. Fare l'amore nello scompartimento di un treno. Fare l'amore a una festa con danze chiassose e musica indiavolata tutt'intorno. Il luogo, lo spirito del luogo, tocca direttamente l'amore. Forma un'immagine intera, che influisce sull'esperienza. Ci piace credere che sono due persone , ad accoppiarsi, ad abbracciarsi. Ma quei due sono abbracciati -persino aiutai o impediti- dall'abbraccio del mondo."

James Hillman , Il piacere di pensare- conversazione con Silvia Ronchey, BUR, 2004, pp. 20-21

05 marzo 2011

....secondo l'orologio di Voltaire...

Photobucket

se tanto mi da tanto, non riesco a immaginare il giardino dell'Universo, senza figurarmi al tempo stesso, il suo Giardiniere.
(in foto, credo sia un'euforbia)

04 febbraio 2011

La sapienza greca

A coloro che entrano negli stessi fiumi continuano ad affluire acque sempre differenti.
E le anime peraltro esalando dalle cose umide.

Eraclito, 14, A 44,
in La Sapienza greca, di Giogio Colli , Adelphi 1993

dalle note di Colli :il fr. non prova il divenire (unità nel diverso), ma il contrario, cioè pluralità nell'apparente unitario.


dalle note di Sara: questo è un omaggio a Giorgio Colli, tratto da quella che presumo sia sta la sua ultima opera.
Giorgio Colli è mancato prematuramente nel 1979, io sono entrata nella Facoltà di Filosofia di Pisa dove lui aveva insegnato, molti anni dopo e nondimeno ho avvertito la stima, l'affetto, la memoria, da parte di quanti l'hanno avuto come collega, amico e maestro.
In modo particolare, ricordo il prof. Campioni che nel 1990-91 tenne il corso di Filosofia moderna e contemporanea, dedicandolo in grandissima parte alle dinamiche storiche dell'esegesi delle opere di Nietzsche , curata appunto dal Colli e da Montinari per Adelphi.

21 gennaio 2011

Le tette e la predestinazione filosofica


Il giorno il cui Dio distribuì le tette all'umanità, io arrivai tardi.
Forse mi ero fermata da qualche parte perchè avevo addocchiato una pianta da taleare, o più probabilmente, conoscendomi, avevo perso tempo perchè non trovavo le chiavi e così quando arrivai in loco, là dove il Signore distribuiva i beni alle sue creature, m'imbattei in folle di tettute orgogliose dell'approvvigionamento conseguito, così che mi venne il dubbio che qualcuna si era presa anche la parte che legittimamente spettava a me. Come una mia collega a cui il tipo che ci ha fatto le divise si è rivolto implorante "Signora, non si faccia più crescere il seno!"
Così mi dovetti accontentare per forza di quello che era rimasto, ossia una seconda scarsa, se non che per consolarmi gli addetti alla distribuzione si sperticarono nel fare gli elogi di quell'habitus da microdotata con cui avrei dovuto convivere. "Vedi", mi disse un angelo "con queste non c'è bisogno di spendere cifre in reggiseni impegnativi, che sostengono per bene, ti puoi comperare tutti i pizzetti carini che ti garbano..." "si!" lo interruppe un altro "guarda con queste non serve nemmeno che lo porti il reggiseno, puoi metterti abiti senza spalline, scollatissimi dietro, chiusi con una leggera stringatura davanti".
E mentre io restavo lì perplessa, un altro si fece avanti e esclamò "Dai, pensa a quando inventeranno il push up!". Gli altri angeli lo guardarono un po'di sbieco, come dire "ma come ci stiamo impegnando a convincerla e arrivi tu a guastarci la torta?!".
Poi arrivò un altro angelo dai modi un po'più sbrigativi, secondo me era stata una giornata pesante anche per loro e mi disse "non sei contenta? te ne servono poche perchè devi studiare filosofia!" e io "ma perchè? ma quando mai si è visto che le tette impediscono di studiare?" mi stavo spazientendo per questa faccenda, l'idea poi che qualcuna si fosse impadronita della mia "quota latte" mi sembrava una gravissima ingiustizia e l'angelo rincarò "ma capisci che già come filosofo non sei proprio il massimo dell'autorevolezza, se ti diamo anche le tette chi ti starà più ad ascoltare?" e per rendermi più credibile fece uno sforzo e m'aggiunse pure un paio di occhiali.

1) chi è bello con gli occhiali, è bello sempre
2)il post è riciclato, ha tre anni e mi sembrava carino dato che stasera non so cosa accidenti scrivere, riproporlo. Le tette sono inedite.

10 gennaio 2011

Omaggio a Guglielmo d'Ockham

"Racconta ancora", disse Guglielmo, "racconta come ti sei salvato da quei cani".
"Oh sì, cani, Guglielmo. Cani rabbiosi. Mi trovai a combattere con lo stesso Bonagrazia, sai?"
"Ma Bonagrazia da Bergamo è con noi!"
"ora, ma dopo che gli ebbi parlato a lungo. Solo a quel punto si convinse e protestò contro la Ad conditionem canonum. E il papa l'ha imprigionato per un anno".
"Ho sentito che ora è vicino a un mio amico che è alla curia, Guglielmo di Occam".
"L'ho conosciuto poco. Non mi piace. Un uomo senza fervore, tutta testa, niente cuore".
"Ma è una bella testa".
"Può darsi, e lo porterà all'inferno".
"Allora lo rivedrò laggiù, e discuteremo di logica".
"Taci Guglielmo, " disse Umbertino sorridendo con intenso affetto, "tu sei migliore dei tuoi filosofi. Se solo avessi voluto..."

Umberto Eco, Il nome della rosa, 1980

Daphne odora aureomarginata

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Una foto di questa mattina dice poco. La daphne bisogna annusarla. Il suo profumo mi arriva a distanza di metri.
E'stato un colpo di fulmine, per me, la daphne odora areomarginata.
Una lettura oziosa di Gardenia e subito : la voglio!!! e poi il pomeriggio stesso, l'ho trovata fortuitamente a un passo da casa mia. Mi ci sono imbattuta davvero per un mega colpo di fortuna!
Perché quando qualcosa è destinato proprio a te, è come se tutto quanto concorresse allo scopo.

18 dicembre 2010

res e signa (post inattuale o forse no)

Corro verso l'autobus. Poi durante il viaggio, a tratti distratta dalle conversazioni altrui, guardo ripetutamente l'orologio perché temo di non fare in tempo ad arrivare in stazione per l'interciy.
Forse si. Forse no. Che ansia ogni volta! Sempre di corsa!
L'autista mi conosce. La ragazza dominicana,che parla sempre al telefonino, anche e si scansa.
E quindi scesa dall'autobus mi dirigo a falcate verso la stazione.
Una caterva di carta in terra, deve essere il bidone della differenziata che è stato rovesciato. Corro. Attraverso il marciapiede coperto di bianco e in mezzo a quel bianco spicca un ritratto della Madonna. Mi fermo bruscamente.
Torno indietro per raccogliere il ritratto: è la Madonna di Fatima.
All'autista dell'azienda municipale che dal camion mi guarda, faccio vedere il ritratto e gli sorrido. Lui capisce e mi ricambia il sorriso.
E dunque riparto ancora una volta. Di corsa. Sempre di corsa.
Sant'Agostino insegna che il mondo è res e signa: cose e segni.
Ma i signa bisogna pur fermarsi per coglierli!

10 novembre 2010

Lucrezia

Frequenti e recenti viaggi in treno mi fanno ritrovare un dimensione propizia alla lettura, compreso il libro di storia di Roma della V ginnasio che mi ha accompagnato nel viaggio di oggi.
E dopo tanti anni rileggo di Lucrezia che violentata dal figlio di Tarquinio Superbo, si toglie la via.
Si violentata, ma i libri di storia romana scrivono disonorata. Ma sono concetti diversi la violenza e il disonore, perché quest'ultimo è un valore che si ascrive in un mondo che ha una forte connotazione maschile. Il disonore è una ferita per l'istituzione familiare, ha una valenza sociale. La violenza no.
Lucrezia...quanti anni avrà avuto?
come saranno stati i suoi capelli?
Lucrezia causa suo malgrado di una ribellione al tiranno, la immagino che invece volesse solo starsene in casa sua a filare la lana, tuttavia si è uccisa, si è dovuta togliere la vita, per disonore, cioè per l'onta sociale.
Per lei è stato più forte il torto d'onore, il torto sociale, che non la violenza inflitta alla sua persona.
E tutto questo ci è stato tramandato come esempio di virtù.