09 marzo 2011

...una strada fuori mano e un bar...

Ieri sera sono andata in pizzeria con un paio di amiche: la festa della donna è stata l'occasione per ritrovarci dopo una serie infinita di anni...abbiamo ricordato l'estate del 1985, quella che passammo tutte e tre insieme e ci siamo così messe a richiamare alla memoria luoghi di incontro, canzoni e soprattutto ragazzi.
Dany ancora un po'bimba non aveva nessuno, mentre Federica aveva 16 anni si mise con Stefano, che oggi è ancora(!) il suo attuale marito, e padre dei suoi tre figli! Evviva!
A me quindicenne invece quell'anno capitò, degna di una canzone di Baglioni, la storia di "una strada fuori mano e un bar" in aperta campagna dove passando in bici in un sabato d'estate, quello degli scrutini di giugno per intenderci, mi fermai ad acquistare un ghiacciolo.
E in quel bar vidi un ragazzo molto carino, che ricambiò il mio sguardo.
Fu la mia prima estate di baci, di tenerezza, di voglia di stare sempre insieme, con la consapevolezza però di restare anche al proprio posto.
Ci vedevano solo di pomeriggio, soltanto una sera ci fu l'occasione di poterci incontrare al luna park di Marina di Carrara, con Federica e Dany appunto, mentre mio padre e mio fratello giravano nei paraggi.
I miei 15 anni, gli esami di riparazione a settembre, matematica e greco. Sergio aveva 19 anni e oltre che carino era anche gelosissimo. Di me non capiva certe cose, tipo quando mi chiese se per la promozione di settembre avessi desiderato in regalo....una pelliccia! Io?!
Lui voleva che ci fidanzassimo "in casa", io nicchiavo anche perché non era proprio nella mentalità dei miei genitori una cosa del genere! A 15 anni!
Lo tormentava l'idea che di lì a poco avrebbe iniziato il servizio militare e che io invece avrei ricominciato il liceo; dal canto mio ero incosciente del nostro futuro, vivevo quella storia pulita, contenta del mio fidanzatino e delle sue camicie carine. Anche se ogni tanto mi arrivava la voce maligna e invidiosa che esteticamente "lui fosse meglio di me".

Mi lasciò il 30 settembre, ma non ebbe nemmeno il coraggio di dirmelo, mi fece telefonare da un suo amico. Accadde che mentre la ripresa dell'anno scolastico impegnava i miei pomeriggi, nel baretto di campagna si era recata in motorino una ragazza che aveva un paio d'anni più di me, una che era famosa perché era stata fidanzata con il dj della discoteca locale, che era un uomo adulto. Lei me la ricordo tinta e truccatissima, ma era sicuramente una molto più intrigante della sottoscritta, quindicenne e un poco selvatica. Lei non aveva da fare niente, perché a scuola non ci andava.
E così vissi la sofferenza del primo amore. Inerme. Com'è stato facile farmi del male!
Seppi poi che mi aveva preso in giro con gli amici perché quando eravamo insieme io gli recitavo Dante, anche se non l'avevo ancora fatto a scuola, ma mi sembrava così bello recitare Dante!
Per me era come cantare una canzone!
Ma una fidanzatina che faceva il liceo classico forse per Sergio era troppo ingombrante.

Speravo che Sergio tornasse da me, ma non andò così.
Le sigarette che prima fumavo per gioco, anzi non fumavo quasi più, divennero un'abitudine. E poi tante altre cose. Il liceo, il periodo dei vestiti dark, Catullo, gli scioperi, le Camel, le feste dei 18 anni, la vita, quello carino della terza C, la maturità...

Passato il rancore, mi capitò in quegli anni, anche di imbattermi in quella quasi coetanea, tanto diversa da me, che era stata l'origine della mia sofferenza, mi raccontò di lui, che l'aveva lasciata e aveva fatto soffrire anche lei. Mi confessò che lui quando stavano insieme parlava sempre di me e diceva che ero brutta, bruttissima, ma io avevo già capito tutto, perché quando uno parla sempre di te, c'è solo un motivo, sebbene lei, sciocchina, non l'avesse capito.


Rincontrai Sergio quando stavo facendo il primo anno di università e in modo spensierato, nella vita intensa dei miei 20 anni, ci fu posto per un pomeriggio insieme, con una coppia di amici sul lungo fiume ad ascoltare Battisti e un sabato sera in cui ci siamo ritrovati soli in macchina e ci siamo baciati. Ma a 20 anni non è che ci vogliano dei motivi stringenti per baciarsi, basta l'inclinazione della serata giusta.
Mi telefonò il giorno dopo e con quel suo modo un po'brusco, elementare, mi disse che era stufo di c..te e che voleva fare con me una storia seria. Questa era la sua proposta.
Declinai senza nemmeno rifletterci sopra un istante, eravamo troppo diversi, lo eravamo già un tempo, adesso che erano trascorsi degli anni, le nostre differenze erano accentuate.
E poi semplicemente io non lo amavo!
Non l'ho più sentito da allora. So che non sono stati anni facili quelli che sono seguiti: una sera ad un falò sulla spiaggia ho rincontrato uno dei suoi amici di un tempo, mi ha parlato di lui e mi ha detto che il più grosso sbaglio di Sergio è stato quello di lasciarmi. Credo purtroppo che sia in parte vero, perché so che è ancora oggi è solo, molto solo e mi dispiace tantissimo per lui.
Ci sono persone che hanno una vita intensa, che sanno avere aspetti creativi innanzi alle difficoltà, che vanno avanti, che se ne fregano: lui non è così. Lui è un ragazzo semplice e tutto sommato è rimasto nella maturità anagrafica del 1985, mentre io in tutti questi anni sono cresciuta, sono cambiata. Ho pure recitato Dante finalmente in pubblico, senza che venisse preso come una stramberia.
Però tante volte ho chiesto a me stessa : e se per caso fossimo restati insieme nell'estate del 1985?
Ecco io sarei quella che sono? avrei voluto studiare a tutti i costi, oppure nel giro di qualche anno mi sarei ritrovata ad essere una moglie e madre, senza bizze e senza Dante?
Magari mi sarei accasata invece di laurearmi!
Questi anni in cui ho amato, in cui ho preso sbandate, in cui me ne sono fregata, in cui ho sofferto, anni in cui sono passata come un elefante nella vita altrui, con la consapevolezza di una farfalla, oppure al contrario, sono rimasta legata un tempo assurdo a una promessa d'amore vana.
Lui non l'ho mai dimenticato. Perché il primo amore non si scorda mai.
O forse erano solo i miei 15 anni.
Ma come diceva la mia prof. del liceo:
"non vi fidate mai di chi non ama Dante!".

12 commenti:

Alessandra1966 ha detto...

Quanto ti do ragione!
Lo sai che io ai miei figli recito Paolo e Francesca da quando sono in fasce? E quando faccio finta di mangiarli per scherzo giochiamo a "la bocca sollevò dal fiero pasto!"
p.s.: sempre odiato il termine "accasata"

VINCENZO ha detto...

Mi hai fatto andare indietro negli anni anche se i miei sono ancora più lontani. Hai visto giusto con quel ragazzo, se lo avessi amato ti saresti rovinata perchè l'amore non sempre fa fare la cosa giusta.
Trovo la tau frase "a 20 anni non è che ci vogliano dei motivi stringenti per baciarsi, basta l'inclinazione" veramente perfetta.

Anonimo ha detto...

Ovvio, non era l'uomo giusto per te, non solo perchè non amava Dante.
Luigi

nico ha detto...

Pelle d'oca a mille! Bellissimo racconto, una parte di te, dei tuoi sentimenti, delle tue sensazioni passate e presenti. Condividere queste cose fa solo bene! Grazie Sara un bacio

Ernest ha detto...

eh no Dante non si tocca! Quindi sara va bene così!

viola ha detto...

Beh direi che hai fatto la scelta giusta cara Sara :))

il giardino di enzo ha detto...

A vent'anni ero già bruciato, con un destino di pater familias.
A trenta ho ingranato di nuovo la marcia e sono ripartito.
Non sono mai stato una cima al liceo, sempre fra il seimenomeno e il sei e un po', ma non ho mai capito quelli che non ascoltavano la Lia (prof di italiano) mentre recitava a memoria l'Inferno.
La bellezza, in una donna, non è mai un concetto puramente estetico.
Ciao bella :)

aboutgarden ha detto...

bella storia! Ne avrei letto ancora un po' ...
simonetta

diegod56 ha detto...

la fregatura, è esser stati il secondo amore, perchè proprio non ti ricorda nessuno

Sara ha detto...

@Alessandra fantastici i Gormiti danteschi. Il termine accasata è una derivazione culturale da quella mia zia che dice che tanto una donna un gonzo che la mantiene lo trova sempre!
@Vincenzo intanto benvenuto! non lo so...se non mi avesse lasciata quando avevo 15 anni, non mi sarei evoluta. O forse avrei vissuto altre cose belle...chissà! A presto! Ciao, ciao!
@Luigi...beh, la battuta della pelliccia era indicativa della nostra distanza, però è stata una storia molto intensa, anche se eravamo diversi...ciao caro!
@Nico sei sempre caro! ma che donna fortunata che è Maria!un bacione a te! sei sempre dolcissimo.

Sara ha detto...

@Ernest non oso pensare chi voti lui oggi, ma ho quasi quasi una mezza idea...
@Viola però che belle le storie d'amore della gioventù! Senza problemi, solo sentimenti!
@Paolo mio marito invece che ha la tua età si è sposato molto più tardi...però deve essere stato divertente fare il liceo un tempo. Sicuramente più che quando ci andavo io.E' bello avere una prof. del genere, anzi è una fortuna!

Sara ha detto...

@Simonetta viviamo così intensamente che anche il tempo per ricordi è un lusso, mi ha fatto piacere rivivere questa cosa. Con qualche lacrimuccia, lo confesso.
@Diego no! anzi il secondo per contrasto è molto meglio del primo, ti assicuro!
Sara