15 aprile 2014

La mia professoressa d'italiano

Nei giorni scorsi è mancata la mia Professoressa di italiano del liceo classico, io l'ho saputo solo stamani e mi dispiace tantissimo non averle potuto dare l'ultimo saluto. 
Sarzanese come nessun'altra, fin dai  tempi dell'esilio di Calvalcanti nella nostra città,  ha insegnato ad amare  Dante a chissà quante generazioni di allievi del liceo "T. Parentuccelli", tant'è che quando venne il mio turno, nel 1987, era già accompagnata da un'aura mitica tra gli studenti. 
Non so chi delle due potesse sembrare più un'aliena all'altra: lei già avanti con gli anni imperturbabile e severa, con quel suo unico vezzo, l' ombretto turchese sulle palpebre e io la ragazzotta in sovrappeso, vagamente dark. con i capelli lunghi neri stile Mortisia della famiglia Adams. 
Prevedibilmente non fu un incontro facile: ancora oggi ricordo la mia interrogazione sull'Ascensione al Monte Ventoso di Petrarca e io che sbagliando dissi che la parte più importante era il verso di Ovidio: ti odierò se potrò, altrimenti ti amerò mio malgrado, mentre lei riteneva giustamente che la riflessione di S. Agostino sugli uomini che trascurano di conoscere se stessi, era la parte più significativa del brano petrarchesco. 
D'altro canto io avevo 16 anni e senza dubbio sarò stata perdutamente innamorata di qualche mio coetaneo, non ancora di S. Agostino, sebbene poi fu solo questione di qualche mese.
Lei ci parlava di Dante,  mentre noi tra i banchi facevamo girare una cassetta di Finardi , Diesel, come una sorta di reliquia, ma allora tutto era un'emozione inedita, le lacrime di Pier delle Vigne a cui faceva eco, nell'ora di latino, l'eterna sventura del  Melibeo, che privato della sua terra, pareva di vederlo trascinarsi dietro le sue povere caprette.
Fuori dalla scuola c'era la nostra vita da adolescenti, il rossetto deborah color fucsia, i vestiti della Benetton, il concerto di Vasco a Sarzana, l'autostop quella volta che abbiamo fatto sciopero e siamo andate a Spezia..
Quell'anno mi rimandò d'italiano, quantunque a distanza di anni, ancora non so dire se me lo meritassi , ma forse fu utile alla mia crescita perché nella vita succede che ti rimandano o ti bocciano proprio anche se non te lo meriti, quindi....nondimeno  adesso mi ritrovo  da adulta a commuovermi fino alle lacrime ricordando  lei, la mia Professoressa, da quel cognome strano, che era tutto un programma!
Già avevo scritto di lei sul blog , di uno dei nostri incontri fortuiti per Sarzana, sono contenta di averle parlato l'ultima volta nei mesi  scorsi, l'avevo incontrata per caso nella sarzanesissima via Landinelli,  l'avevo aggiornata sul mio lavoro e sui miei studi protratti oltre l'età sinodale, compreso  questo nuovo ambito di studi scoperto da adulta , io che resterò sempre una ragazza del liceo classico e potrò vantarmi di averla avuta come insegnante.

10 commenti:

Francesco ha detto...

è probabile che siano morti diversi miei insegnanti del liceo

non è che abbia avuto un rapporto particolare con loro, non ce n'è uno che mi abbia lasciato veramente qualcosa.

ed in generale non ho mai avuto e non ho grande stima degli insegnanti, non ne ho mai conosciuto uno che lo abbia fatto per vocazione

Nuvola Sospesa ha detto...

Anch'io avevo una professoressa d'italiano e latino che ammiravo moltissimo: ricordo in particolare come spiegava Dante, e Leopardi, e Orazio (che risuonavano nelle mie corde). Ma era sempre appassionata e spiegava benissimo, ti faceva amare la letteratura. Persino a me che non ero il massimo nelle materie umanistiche.

Un saluto,

B.

Nik ha detto...

Questo tuo post mi ha portato a cercare di ricordare chi, tra gli insegnanti che ho avuto nella mia (purtroppo) pur breve vita scolastica mi ha lasciato un segno o un ricordo.

C'è stata la prof. di italiano delle medie che per tre anni ha contestato le mie idee apprezzando il mio modo di esprimerle. Mi ha lasciato la consapevolezza che dietro ad un'idea che non condivido può esserci una persona fantastica.

Il prof di elettrotecnica delle professionali che era un genio e solo qualcuno, nella classe, rimaneva affascinato dalle sue spiegazioni.
Ricordo che una volta, non so come, iniziammo a parlare di api, e andammo avanti un paio di ore, scoprimmo di avere entrambi una passione infinita per questo insetto laborioso e matematico suo malgrado. Mi ha lasciato tanto senso logico.

Il prof si misure elettriche che in tre anni non pronunciò una parola una personale, di una severità pazzesca, anche le mosche nelle sue ore smettevano di volare. Non ricordo molto delle sue lezioni ma mi ha lasciato il senso del dovere e della serietà.

Credo siano tutti morti da anni e rimangano vivi solo più nei miei ricordi.

UnUomo.InCammino ha detto...

Col tempo poi si capisce che certe forme di disciplina "somministrata" non sono altro che urla silenziose di "Ti voglio bene", "Voglio il tuo bene".
Così, spesso, si finisce per amare certi prof che ci spazzolarono bruscamente.
Ci vuole un po' di tempo.

George ha detto...

La scuola è importante, e quando se ne vanno i protagonisti della nostra esperienza scolastica, e come partisse un pezzo di noi...ma un altro pezzo resta, e questo mi sembra importante.

diego ha detto...

è riuscita a non farsi dimenticare, e non è poco

fracatz ha detto...

io invece ricordo con ironia quel periodo dark, in cui tutti dovevamo vestire dark, io ero bambino e ricordo i miei vestitini dark che mamma mi comprava con tanti sacrifici per farmi felice, i pantaloni corti dark, le bambine che si sfumavano il viso dark: irresistibili. Per quanto riguarda i miei professori d'itajano posso solo dire che con quelli che insegnavano con amore riuscivo a prendere bei voti, con quelli invece che ti leggevano la paginetta di letteratura o del libro di testo di storia, stentavo a raggiungere la sufficienza, però evitavo assolutamente di farmi rimandare o bocciare, ché in casa non potevamo permettercelo.

Ernest ha detto...

mi dispiace...
in questi giorno ho incontrato la mia insegnante di italiano delle superiori, ogni volta che la vedo mi vengono in mente dei flash pazzeschi di di quando eravamo in classe... eh

Giò ha detto...

Gli insegnanti simpatici sono quelli che ricordiamo per i cinque minuti in cui ci concedono i loro bei voti; quelli carismatici li ricordiamo perché meritano di rimanersene nella nostra memoria per il loro carisma, la loro personalità, gli insegnamenti, praticamente per sempre. Dei miei ricordo solo i loro bei voti, pochissimo le loro lezioni, di qualcuno nemmeno il nome.

Mariella ha detto...

Come Francesco non ho un buon ricordo di alcuno tra i miei insegnanti del liceo.
La maggior parte troppo presuntuosi e distanti.
Meno male che le materie di insegnamento le ho amate a prescindere.
Alcuni sono morti.
E per loro provo la giusta "pietas" naturale nei confronti di chi ho conosciuto in passato e non c'è più.
Sei stata fortunata.