Era il maggio odoroso...

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...

Era il maggio odoroso: 
e tu solevi così menare il giorno. 
Io gli studi leggiadri talor lasciando e le sudate carte,
ove il tempo mio primo
e di me si spendea la miglior parte,
d’in su i veroni del paterno ostello
porgea gli orecchi al suon della tua voce
...


Non mi ricordo se studiai le poesie di Leopardi alle medie o addirittura un paio alle elementari, quando ancora si usava impararle in rima.
Ma ricordo che soffrimmo collettivamente, da bambini, per questa storia dolorosa e vera, per lei, Silvia, che riprendeva a vivere nel tempo breve della nostra lettura, per voi vederla strappata per sempre via da noi, dalla vita.
E soffrimmo per queste ragazzo condannato, anzi predestinato a un destino  infelice.
Ma tra quei versi tristi e struggenti, mi piace sottolineare quel "maggio odoroso", carico di promesse.
Come la  rosa Cottage Rose.

5 commenti:

Giò ha detto...

"Era lo maio odoroso
lo sole coi suoi raj cocenti
inondava la mappa..."
Letta non so dove, né mi ricordo come va a finire!

Mariella ha detto...

E' un grandissimo poeta e scrittore. Amava la matematica e la fisica. Conosceva diverse lingue in un'epoca in cui a malapena si masticava la propria.
E non sto parlando di quelle morte, che aveva imparato da solo da bambino.
Cosa avrei dato per poterlo incontrare solo una volta.
E quella Silvia che gli abitava di fronte a non capire nulla...
Ma si puo'?

fracatz ha detto...

mannaggia, non me comincià cor giacomino o forse ti sei ricordata del mio ultimo coming out conclusioni

Francesco ha detto...

sono sempre stato combattuto verso Leopardi. le poesie mi piaccion poco, concreto come sono. ma certamente lui un suo perchè l'aveva

UnUomo.InCammino ha detto...

Hai trovato le rose giuste, rose di bellezza antica, per omaggiare lo struggersi così evocativo di Leopardi.