13 aprile 2015

graffitari e le ex FS



L'invettiva contro gli evasori è recente, l'immagine invece no, ha  almeno 20 anni e mi ricordo quando fu dipinta, perche' mi ritrovai ad attraversare  quel sottopasso ferroviario innanzi alla stazione di Luni, proprio mentre quel gruppo di giovanissimi graffitari era all'opera e  ricordo pure il loro lieve  imbarazzo, forse il timore, nell'essere sorpresi a fare una cosa non proprio legale.
A me però quel gigantesco volto di rasta, sembra invece bellissimo e ha sicuramente alleggerito la bruttura di quel sottopasso realizza all' epoca in cui Lorenzo  Necci dominava la rete ferroviaria italiana. Per la cronaca, solo in quella zona, in nemmeno un km di rete ferroviaria parallela alla via Aurelia, sono stati  costruiti ben tre sottopassi ferroviari! Non uno, ma ben  tre!Superfluo rammentare chi li  abbia pagati.
Sempre a titolo di cronaca mi pare giusto rammentare che nello stesso tratto di rete ferroviaria sorgoni alcuni edifici,cioe' case, magazzini, depositi, abbandonati e diroccati da anni. Dato che quegli edifici sono proprietà di quelle che un tempo erano Ferrovie dello Stato, perché lo Stato, appunto, non se le è ripresi e li ha utilizzati a vantaggio della collettività?
Scrivere questo post mi ha obbligata a una breve ricerca su Lorenzo Necci, alla cui morte prematura è seguita poi l'istituzione di una fondazione che porta il suo nome. Il nostro è un Paese curioso, la storia di Necci è paradigmatica di molte altre vicende analoghe, cronache amare di uno Stato sprecone. 











10 commenti:

fracatz ha detto...

èhèèhèhèhèhè purtroppo non ci sono più i grafitari illuminati de 'na vorta, oggi solo imbrattatori, cosìccome non ci sono più quei bravi amministratori pubblici de 'na vorta che controllavano indefessamente giorno e notte gli interessi della collettività curandoli meglio che se fossero i propri.
E' il tempo che scorre inesorabile

Costantino ha detto...

Scopro con grande piacere che a Luni c'è una stazione ferroviaria. Non lo sapevo, è una gran bella notizia, ci andrò un giorno, non per vedere i graffiti, ma per ammirare la bellezza del sito e immedesimarmi nel passato.

Francesco ha detto...

Necci era un boiardo di stato. sono andato a leggere gli articoli dei giornali dell'epoca, di quando morì. era in bici con un assessore dei verdi. questo per dire che la disonestà in politica è assolutamente crossover.....

La Laura ha detto...

il graffito è molto bello,e a me piace molto anche la foto. La scritta recente è necessaria e sintomatica

UnUomo.InCammino ha detto...

Lo sfruttamento dei servidelfiscoglebainps serve a perpetuare questo sistema dissipatorio, corruttivo ed ecocida nel quale la mistica positivista, progressista delle grandi opere nefaste è funzionale, come insegnano Incalza Perotti & C. (alla programmazione delle masse e) al sistema corruttivo per la dirigenza che esse esprimono e quindi al banchetto della quale - come ricordava Malthus - esse sperano che caschino dei bocconi.

Da questo punto l'evasione ha un aspetto ecologico che è il sottrarre risorse alla crescita del problema.

UIFPW08 ha detto...

Le freccette sono molto eloquienti..
Un abbraccio Sara ottima foto.
Maurizio

Alberto ha detto...

Bello il graffito e nella foto ci stanno bene le foglie.
Ogni tanto c'è qualche eccezione. Nel tratto della ferrovia eliminata prima di Sanremo (adesso il treno viaggia in galleria) hanno costruito una bella pista ciclabile di oltre 20 chilometri.

Ele781 ha detto...

Alcuni graffiti sono bellissimi..:)

MrKeySmasher ha detto...

Una domanda alla quale ciascuno dovrebbe trovare una risposta personale prima di prendere una posizione "manichea" in merito all'evasione: "Sono d'accordo sul modo in cui le tasse vengono imposte e poi spese? Ci sono casi in cui le imposte vengono usate contro la collettività, o anche solo contro al singolo contribuente?"

In un mondo ideale, quella scritta avrebbe senz'altro un senso alto e rispetto al quale sarebbe impossibile dissentire. Nel mondo reale non è detta che sia così.

Lorenzo ha detto...

Quando si parla di "tasse" ci sono due significati:
- come parte del patto fondante tra i cittadini che costituisce lo Stato, ognuno contribuisce in base alle sue possibilità.
- la proprietà privata è un crimine quindi lo Stato deve espropriarla.

I due concetti sono incompatibili, infatti nel primo caso il cittadino decide cosa deve fare lo Stato con le risorse conferite e di conseguenza quante risorse servono. Nel secondo caso il cittadino è schiavo.

Ci vuole un certo tipo di testa per volere essere schiavi dello Stato.