Il coraggio di M.

La sua storia emerge da un vecchio  quotidiano ingiallito, è la pagina di cronaca di un giorno della fine del 1966.
Titolo La ragazza rapita a [...] non vuole sposare il rapitore-Appena tornata in liberà ha presentato querela contro l'ex fidanzato - fuga attraverso i campi. 
Come Franca Viola.
 L'articolo  che non manca di riportare nome e cognome della protagonista,   racconta del rapimento a fine di matrimonio, avvenuto in un paese della Sicilia,  perpetrato da un ex fidanzato con due complici e quindi  dell'epilogo, dopo tre giorni di brutalità, il pianto innanzi ai carabinieri :Meglio morire che sposarlo
Il cronista  riferisce che il rapitore è stato tradotto in carcere e lei è stata consegnata ai genitori, manco fosse un pacco, mi viene da pensare.
Non è lontano il 1966, giusto quasi 50 anni fa e la scelta di M. , forse dettata  dalla disperazione, aveva una portata rivoluzionaria, se si pensa a quello che poteva significare per una ragazza violentata rifiutare un matrimonio riparatore, in Sicilia si, ma forse un po'ovunque in Italia  cioè la dove c'è un piccolo paese, dove certe scelte si pagavano, (si pagano ?)nel quotidiano.
M. adesso avrà più di 70 anni, spero che abbia avuto una vita serena.  Magari   non si è mai messa la medaglietta della tutela delle differenze di genere, che si appuntano talune signore cooptate da partiti o associazioni ,  e non avrà mai fatto la pavona in qualche convegno a raccontare banalità sulla condizione femminili del nostro Paese, ma la sua testimonianza di vita è valsa più di tanta retorica.

4 commenti:

Nuvola ha detto...

Grazie per aver parlato di questa storia.
Spero anch'io che M. possa aver avuto una vita serena.

Francesco ha detto...

ma provare a rintracciarla ?

fracatz ha detto...

"la pavona" mi piace
un gran bell'epiteto anche se il correttore me lo sottolinea di rosso

Claudia ha detto...

Ecco una donna coraggiosa. Non so se in quelle condizioni sociali possa avere avuto una vita serena. Spero che il suo coraggio l'abbia sostenuta anche in seguito.

Pensiamo che in alcune zone ancora adesso le donne violentate vengono condannate alla fustigazione.