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22 giugno 2016

cose che mi sono rimaste

Il mio passato in Cgil ha avuto momenti alterni: ho nostalgia delle piazze piene, delle cause giuste, delle bandiere rosse. Sono contenta di essermi invece lasciata alle spalle i diessini e  le le sinistrate che ho avuto la sventura di incontrare nel mio percorso.
E poi mi è rimasto un grande insegnamento, un possesso per la vita che mi ha regalato un sindacalista di quelli che non ne fanno più e cioè : che non bisogna mai avere paura della verità.

21 febbraio 2016

Il blocco del turn over

Quando ho iniziato a lavorare nel mio ministero 16 anni fa, avevo quasi 30 anni ed ero la piu'giovane del gruppo di lavoro. Dopo 16 anni sono ancora la piu'giovane.


23 luglio 2015

Il coraggio di M.

La sua storia emerge da un vecchio  quotidiano ingiallito, è la pagina di cronaca di un giorno della fine del 1966.
Titolo La ragazza rapita a [...] non vuole sposare il rapitore-Appena tornata in liberà ha presentato querela contro l'ex fidanzato - fuga attraverso i campi. 
Come Franca Viola.

20 maggio 2015

un panzonetto , un cane di razza e una considerazione amara.

Sono in fila alla cassa del discount, mi volto sui tacchi dorati e vedo un cucciolo di cane nero al guinzaglio di un panzonetto tatuato. Istintivamente mi avvicino e mi chino ad accarezzare il cucciolo.
Alzo lo sguardo verso il panzonetto tatuato e gli chiedo se il cagnolino e'di razza e lui s'illumina: si! E inizia a spiegarmi la razza del cane, che voleva proprio quello, che arriverà a pesare almeno 50 kg etc....

28 aprile 2014

invidia femminile

Quando arriverà un giorno in cui non incontrerò  più donne che in ambito lavorativo o sindacale, mi saranno ostili e cercheranno di ostacolarmi additando mansionismi e di squalificare la mia laurea, contrabbandando la loro anzianità di lavoro per professionalità, beh, quello sarà un giorno brutto giorno, perché significherà che non sarò più bella e che sarò considerata   fuori dai giochi.


28 gennaio 2014

Mastro-bu-bu

Ecco, se ne sarà reso conto che lo vogliono dar fuori, cioè gli è iniziato un tiro incrociato, da un tiggì, a un editoriale, a Letta che vuol vederci chiaro, nell'interesse dei cittadini, bene inteso, come è umano Letta! che 25 incarichi sono troppi, eh si troppissimi, tutti lo gridano all'unisono ! Ora?Sorprendente, eh? Non potevano accorgersene prima ?Non è che intorno al 18, 19esimo incarico fosse venuto il dubbio a qualcuno che forse si stava esagerando?
Ma il decreto 81/2008 in materia di sicurezza sul lavoro, cosa dirà al riguardo? Non è che fanno male tutti quegli incarichi? Ci sarà pure anche per i mega dirigenti un monte ore lavorative a cui attenersi?
E ti credo che 54 anni non se li porta affatto bene!
Poi c'è da chiedersi come si sarà sentito in questi anni, in cui non poteva avvicinarsi a uno sportello di un ufficio pubblico a chiedere un'informazione che zac, di colpo, gli appioppavano la direzione dell'intero apparato amministrativo nazionale!

02 ottobre 2013

il tiranno

Deh, non v'incresca la spesa e l'affanno,
o cari cittadin d'esta cittade;
per mantener la vostra libertade
ispecchiatevi in quelle cose che non l'hanno.
Considerate che cosa è il tiranno:
chi più si fida in sua amistade
ispesse volte in grandi strazii cade,
e non gli vale il penter dopo 'l danno.
Tiranno tira a sé tutte sue voglie:
chi priva dell'aver, chi della vita,
a chi toglie la figlia, a chi la moglie:
purché gli piaccia, la cosa è fornita;
condanna il giusto e il peccator proscioglie
e non si può dir non quando dice ita.
però con forza ardita
fate difesa e mai niuno si stanchi:
prima morir che libertà vi manchi.


Simone Serdini, detto Saviozzo
Siena 1360 - Toscanella 1419

30 settembre 2013

outfit lavorativo (con foto)

 photo a1669253-dd70-4647-acb8-76901f1300e9.jpg Sto collaborando a un allestimento.
Lo so che siete abituati alle fescion-blogger, fighissime, griffatissime , giovanissime,ma io sono una blogger del pubblico impiego, quindi l'outfit è quello che è, abbiamo i contratti bloccati da tempo immemore, oltre a tutto il resto.
Tant'è che l'unico vantaggio del blocco del turn over, è che a quasi 43 anni sono ancora "la più giovane" del posto in cui lavoro. Il che è ridicolo.
La foto è dello scorso giovedì, la maglietta con scritto Bella Ciao invece la presi a una manifestazione della Cgil a Roma . Era una splendida giornata d'ottobre di due anno fa.
Poi è arrivato il governo Monti.

29 settembre 2013

La Boldrini, gli omuncoli e le donnicciole.

La presidentessa della Camera Laura Boldrini è una gran bella donna e al tempo stesso è una donna molto intelligente, il che spiega perchè occasionalmente sia invisa da taluni omuncoli e da talune donnicciole.
Gli uni provano disagio innanzi a una donna bella che viene meno ai modelli femminili tradizionalmente imposti, per la serie : sii bella e stai zitta. Di omuncoli c'è ne sono tanto a destra quanto a sinistra, credono che la politica sia una questione da uomini,  e infatti si è visto a che punto siamo: stiamo andando a picco!
Le donnicciole in genere sono quelle che hanno disagio circa la loro femminilità e quindi invidiano la bellezza delle altre donne e al tempo stesso le donnicciole, sono quelle che rinunciando a combattere per il loro diritti, perchè temono di non essere accettate dagli uomini, invidiano così le donne che come la Boldrini che s'impegnano con coraggio per i diritti di tutte noi! 
Forza  Boldrini! 
e già che ci sono...forza Laura Puppato!

09 settembre 2013

Pensieri in viaggio #2 Epifani

A me questa cosa che Epifani sia il segretario dei DS, cioè volevo dire del PD, mi scoccia un po', perchè è stato il segretario della mia sigla sindacale.
Insomma se fai sindacato non devi avere partiti amici. Ecco questa cosa mi scoccia tantissimo.
A parte che Epifani è stato un segretario  ha lasciato una Cgil debole e soprattutto divisa al suo interno, tra fazioni fratricide, feudatari, voltagabbana di lungo corso, che magari non è colpa sua, però insomma non erano le premesse migliori per assumersi la guida di un  partito che di divisioni ne ha già fin troppe.

01 settembre 2013

una bellezza ribelle



io ho sempre un po'avuto la fissa di essere grassa, adesso invece ho la fissa di invecchiare, quindi agitarmi innanzi un tubetti di acido miracoloso o qualche olio esotico dalla valenza taumaturgica contro i segni del tempo, è come suonarmi un flauto magico. Debolezze. Insomma questo è un blog, non è la Critica della Ragion Pura.
Se non che una mattina ero al Penny e sono passate tre signore d'età,  picchiavano infatti intorno alla settantina, come minimo. Una era biondissima, di tintura certo, con i capelli corti e un bell'abito turchese, una generosa  scollatura e una gonna ampia. L'altra aveva i capelli nerissimi, lunghi oltre le spalle, tinta pure lei,  con indosso un abito nero con fantasie color bronzo e dei bracciali, il tutto in tono etnico. Poi la terza, con i capelli sale e pepe, alta, piuttosto imponente, formosa sotto la maglietta chiara, aderente e indossata con  i pantaloni di cotone, anche essi chiari. Una che un tempo si sarebbe definita una sventola. Mi ha colpito il fatto che avesse il rossetto fucsia, cioè di un colore così acceso  che normalmente viene riservato alle persone più giovani, io stessa me ne sono comperato uno con molta titubanza, invece devo riconoscere che le donava molto. Alla faccia delle riviste "beauty" che sconsigliano di adoperare i colori vivaci  con l'avanzare degli anni.
E mentre queste tre donne camminavano, davvero piacevoli  a vedersi, il loro incedere  non è passato inosservato a noi che eravamo lì e un signore della loro età, ha commentato sospirando "Vanno al mare...".
Vedere quelle tre belle signore, ultra settantenni mi ha messo di buonumore!
A noi donne piace essere belle, siamo anche molto sollecitate ad esserlo e rispetto a un tempo, abbiamo tante risorse a nostra disposizione, tuttavia quella imposta sembra essere una bellezza entro  le regole, una sorta di dittatura estetica e consumistica e quindi devi essere giovane, devi essere magra, però con le tette grandi e poi devi essere senza peli come una Barbie o meglio come una attrice porno, faccenda che per i fenotipi mediterranei non è semplicissima .
E dopo "una certa età" non stanno bene i capelli lunghi, che io un po'ho abboccato, poi ho pensato che non avendo ancora un capello bianco, era un peccato non  tenerli un po'lunghi. E i capelli che poi devono essere "visibilmente"lucenti come dice la pubblicità, un tempo liscissimi, un tempo riccioli e come la mettiamo con chi come me ce li ha un po'e un po?!
Ma poi altre regole, che io sono così pallida "ma non ci vai al mare? ma non ti fai una lampada?" E io rispondo ringhiando : "No!!!"
E  poi gli esperti di bellezza che raccomandano che dopo "una certa età" il make up deve orientarsi  sui colori sobri. Che è come dire un po'tristi. Ora che ci ripenso, quando in profumeria mi hanno rifilato i rossetti dai toni scialbi o troppo scuri, poi ho faticato ad adoperarli perchè non mi dicevano niente, mentre adoro passarmi sulle labbra rossi sgargianti o femminilissimi toni rosa.
Insomma le regole della bellezza sono un limite, sono un tentativo, tra i tanti, di dominio da parte della Società, dei mezzi di produzione e commercio, sulla donna, anche se l'incessante tentativo di imporre una bellezza giovane e stereotipata, credo che si motivi con  qualcosa di più profondo rispetto a delle ragioni economiche. E'una volontà  di ammaestramento, di riduzione, di limitazione. Ci dicono sempre come dobbiamo essere.
Essere belle nella nostra individualità, come una di noi è capace di esserlo a modo suo, quando si piace, fregandosene magari di tante regole,  può essere allora legittimamente considerato un atto di ribellione?!!




08 agosto 2013

Il laureato

Si è laureato e nella tesi ha ringraziato mamà, papà e poi almeno due dozzine di altre persone, che insomma ti sei laureato in Legge, in un'informata con chissà quanti altri, cioè non hai trascritto il Corpus Iuris Civilis!
E poiché ha studiato da noi, ha ringraziato anche "il Direttore e i suoi collaboratori", così che stamani le colleghe leggevano la dedica a voce alta e irrompo io, ma quali collaboratori?!! noi siamo proprio tutte donne! 
Doveva scrivere "collaboratrici!!! Delle quali non sarebbe stato male ricordare anche la competenza e la gentilezza. Si vede proprio quando le affermazioni, si fanno tanto per..
E allora le colleghe mi danno ragione:
BOCCIATO!

IL LINGUAGGIO SESSISTA VEICOLA MESSAGGI SESSISTI

27 luglio 2013

LA SINISTRATA

La Sinistrata è una donna che milita/lavora in un'organizzazione di sinistra, che potrebbe essere un sindacato o un partito politico.
Da tempo è entrata negli'anta e così si è persa la memoria tra i compagni, di come abbia assunto negli anni compiti e funzioni, dato che in tutto quello che fa è assolutamente incompetente, non di meno esce sempre indenne da ogni tentativo interno di ristrutturazione, ad opera del tagliatore di teste di turno che viene da Roma, quello importante, tanto per capirci quello che  in segreteria mormorano che assomigli a un gatto sterilizzato.
Non è il caso di fare i maligni e pensare che la Sinistrata sia protetta da qualche amante potente all'interno dell'organizzazione, per intenderci da qualche senatore a vita, di quelli che hanno stuoli clientelari, che trattano l'organizzazione come un feudo personale nel quale curare i fattacci loro.
Giammai! La Sinistrata non è lì perchè è andata a letto con qualcuno! piuttosto, come ricorda amaramente uno dei più vecchi del gruppo, fu cooptata alcuni anni fa, quando nel corso di una di quelle feroci guerre interne che contraddistinguono perennemente le strutture di sinistra, fu nominata da Tizio, per far torto a Caio, che invece in quel ruolo voleva metterci Sempronia.
Da quel momento non ci si è più liberati di lei e passo dopo passo e così, avendo come volano le varie faide interne per la dirigenza, finisce che te la ritrovi anche in ruoli di responsabilità, dove fa più danni che la salagra.
La Sinistrata è un menagramo oggettivo per l'organizzazione, perde tessere, si brucia militanze decennali, silura spietatamente qualche sparuto fesso/a che ha ancora nel cuore i principi morali  delle origini,  mentre quando dopo anni d'impegno  l'organizzazione stava finalmente  per far  fuori un individuo impresentabile, lei ci si mette di traverso e lo salva, perdendo nel contempo altri 5 o 6 compagni di quelli storici.
La Sinistrata  ci tiene a fare la "ragazza ribelle", anche se ormai è nonna, tant'è che rimarca che lei è una che vota Sel, mica il PD! ma alle primarie ha dato la sua preferenza a Bersani perchè bisognava "confermare il nostro Segretario", non le è passato minimamente per l'anticamera del cervello che poteva votare una donna in gamba come la Puppato.  D'altro canto la Sinistrata  odia Renzi, all'indirizzo del quale sibila con livore  che "vuole sfasciare il partito!", cioè la Sinistrata guarda a Renzi, come le brave mogli  di un tempo guardavano la donna separata a cui gli uomini si sperticavano per accenderle la sigaretta o offrirle un caffè. In altre parole, per la Sinistrata l'intraprendente Renzi è ...una rovinafamiglie!
La Sinistrata  gode un mondo quando le viene affidato il compito di occuparsi di una extracomunitaria ragazza madre, con lo sfratto, il permesso di soggiorno  in scadenza, molestata dal suo datore di lavoro, salvo poi mollare "il caso disperato" a metà luglio :"guarda cara, mi dispiace ma ho un mucchio di ferie arretrate" quasi  fosse una che lavora davvero :" ci si rivede a settembre!", e abbandona di punto in bianco  la poveretta al suo destino.
In realtà, anche se i compagni di segreteria le hanno appioppato il settore delle Pari Opportunità, confidando che in quest'ambito si contenga nel fare danni, la Sinistrata odia le donne, in modo speciale quelle che sono più giovani e più belle di lei. Che in fondo basta poco.
Il sogno erotico della Sinistrata è Civati, ma non avendo una vita sessuale da tempo immemore, sublima i suoi desideri repressi partecipando a eventi impegnati, quindi presidi di protesta, banchetti per raccolte di firma per qualche nobile causa in auge secondo la tendenza del momento, a patto che ci sia la garanzia di finire sul tg3 regionale.

Dedicato alle grandi Sinistrate della mia vita, ringraziandole per avermi fatto sentire una donna infinitamente migliore



14 luglio 2013

CALDEROLAZZO

Con la classe che lo ha sempre contraddistinto in questi anni, Calderoli ha detto che la ministra Keynge lo fa pensare a un orango.
A me invece Calderoli mi fa inevitabilmente e rancorosamente pensare ai limiti oggettivi del sistema di governo democratico.
Con ciò è ovvio che è in cerca di visibilità, quindi il vero scandalo nel suo caso, che gli darebbe una straordinaria notorietà, potrebbe essere quello di dire, finalmente, almeno una volta, una cosa intelligente e di buon senso.Ne resteremmo tutti sconvolti, allibiti!

(p.s. ho messo il link del Corriere che titola "ministro", ma la Keynge è una donna e dunque si deve usare il termine "ministra".  Il linguaggio sessista veicola messaggi sessisti!

26 giugno 2013

considerazione minima

Sugli F35 la metteranno con la storia che dobbiamo rispettare gli accordi. Come con la TAV etc.
Gli accordi li dobbiamo rispettare solo quando ci sono delle scelte francamente incomprensibili e impopolari. E che ci tocca pagare care a sangue.
A parte che poi gli F35 rientrano in una strategia di guerra obsoleta, del passato, perchè la guerra mondiale  è in atto, casomai non ce ne fossimo accorti, ed è una guerra economica.
Allora sugli F35 stasera un servizio del tiggì 2 sosteneva addirittura che servono all'economia, cioè fanno lavorare, non si capisce come, talune  piccole aziende, per di più del nostro Sud! Ma tu pensa!
Allora se gli F35 creano posti di lavoro comperiamone 10.000!
Deduco che chi ha commissionato questo servizio surreale al tiggì 2 pensa che noi, malcapitati e avventizi telespettatori-abbonati siamo completamente scemi  da prendere per buona una simile panzana.
Visto che gli F35 gli garbano tanto sai dove gli direi di piazzarseli!

04 giugno 2013

incipit

Stamani ero senza automobile, ferma in officina perchè mi ha dato alcuni problemi. Mi sono alzata così 25 minuti prima del solito orario e quindi  mi sono recata a una fermata che dista 10 minuti buoni a piedi da casa.
Ma stamani c'è il sole e  dunque è stata una passeggiata piacevole, tra i lecci e le suggestioni di viale Alighieri.
Ho atteso qualche minuto, discorrendo con un ex compagno di liceo incrociato per caso di buon mattino.
E quindi è arrivata la corriera, sono salita, ho salutato l'autista sorridendogli con il mio rossetto shine 740 di Guerlain, ho timbrato il biglietto e ho addocchiato un posto vuoto.
E quindi mi sono rivolta perentoria al ragazzino con la cresta seduto nella fila dietro:

togli i piedi dal seggiolino, per favore!

Ha ubbidito all'istante. Ai ragazzi le cose bisogna dirgliele!

25 marzo 2013

il conte zio


- Se lei sa positivamente, - disse il provinciale, - che questo religioso abbia commesso qualche errore (tutti si può mancare), avrò per un vero favore l'esserne informato. Son superiore: indegnamente; ma lo sono appunto per correggere, per rimediare.
- Le dirò: insieme con questa circostanza dispiacevole della protezione aperta di questo padre per chi le ho detto, c'è un'altra cosa disgustosa, e che potrebbe... Ma, tra di noi, accomoderemo tutto in una volta. C'è, dico, che lo stesso padre Cristoforo ha preso a cozzare con mio nipote, don Rodrigo ***.
- Oh! questo mi dispiace, mi dispiace, mi dispiace davvero.
- Mio nipote è giovine, vivo, si sente quello che è, non è avvezzo a esser provocato...
- Sarà mio dovere di prender buone informazioni d'un fatto simile. Come ho già detto a vostra magnificenza, e parlo con un signore che non ha meno giustizia che pratica di mondo, tutti siamo di carne, soggetti a sbagliare... tanto da una parte, quanto dall'altra: e se il padre Cristoforo avrà mancato...
- Veda vostra paternità; son cose, come io le dicevo, da finirsi tra di noi, da seppellirsi qui, cose che a rimestarle troppo... si fa peggio. Lei sa cosa segue: quest'urti, queste picche, principiano talvolta da una bagattella, e vanno avanti, vanno avanti... A voler trovarne il fondo, o non se ne viene a capo, o vengon fuori cent'altri imbrogli. Sopire, troncare, padre molto reverendo: troncare, sopire. Mio nipote è giovine; il religioso, da quel che sento, ha ancora tutto lo spirito, le... inclinazioni d'un giovine: e tocca a noi, che abbiamo i nostri anni... pur troppo eh, padre molto reverendo?... [...]
E quando il conte ebbe finito, e messo un lungo soffio, che equivaleva a un punto fermo, - intendo benissimo, - disse il provinciale, - quel che il signor conte vuol dire; ma prima di fare un passo...
-È un passo e non è un passo, padre molto reverendo: è una cosa naturale, una cosa ordinaria; e se non si prende questo ripiego, e subito, prevedo un monte di disordini, un'iliade di guai. Uno sproposito... mio nipote non crederei... ci son io, per questo... Ma, al punto a cui la cosa è arrivata, se non la tronchiamo noi, senza perder tempo, con un colpo netto, non è possibile che si fermi, che resti segreta... e allora non è più solamente mio nipote... Si stuzzica un vespaio, padre molto reverendo. Lei vede; siamo una casa, abbiamo attinenze...- Cospicue.
- Lei m'intende: tutta gente che ha sangue nelle vene, e che, a questo mondo... è qualche cosa. C'entra il puntiglio; diviene un affare comune; e allora... anche chi è amico della pace... Sarebbe un vero crepacuore per me, di dovere... di trovarmi... io che ho sempre avuta tanta propensione per i padri cappuccini...!

22 febbraio 2013

post nostalgico pre - elettorale



OFFLAGA DISCO PAX  - ENVER

dedicato a Fausto B.


Sento un frastuono 
rimbombi lontano in modo imperfetto 

Hai lasciato: 
piazze piene, 
urne vuote, 
tremori gentili 
traccie sottili 
traccie profonde sugli zerbini dei miei 
pianerottoli. 

Mancano: 
le tue parole sul niente, 
il calore 
bagnato sporco che avevo 
il dispiacermi di non bastare. 

Hai lasciato 
piazze piene, 
urne vuote, 
tremori gentili 
traccie sottili 
traccie profonde sugli zerbini dei miei 
pianerottoli. 

Mancano 
le tue parole sul niente 
il calore 
bagnato sporco che avevo 
il dispiacermi di non bastare 
di non bastare... 

Siamo rimasti a guardare 
un desiderio 
qualche volta noioso. 

E non sarai mai 
un' emozione da poco.