29 gennaio 2016

Bertolacci


La mia opinione sul regista di Ultimo tango a Parigi.
Schifo d'uomo
Schifosissimo.

Scrivo questo post perche'su un blog oggi si celebrava il "capolavoro"mandato al rogo dai bigotti etc.

14 commenti:

Biagioli Alessandro ha detto...

lo dici per le dichiarazioni della protagonista di qualche anno fa? il film non è un gran che ,a me non ha suscitato particolari emozioni ..

Nuvola ha detto...

Non sapevo (mai visto ultimo tango a parigi).

Comunque si', schifo d'uomo.

Lui e anche Brando, che si doveva rifiutare.

Anonimo ha detto...

Mai capito se sta storia è vera

Mariella ha detto...

Una tristezza infinita. Due porci e una vittima sacrificale.

Marco Poli ha detto...

Non era una situazione qualsiasi - del tipo : ragazze che festeggiano Capodanno in piazza e a centinaia vengono molestate e stuprate dalle ''risorse'' di lingua araba - ma il set di un'opera d'arte in cui la Schneider era parte in gioco, e non erano persone qualsiasi Bernardo Bertolucci e Marlon Brando. C'era anzitutto una narrazione in progressione, altroché voglino perverso del regista e del suo primattore iconico.
Le ricriminazioni della Schneider sono state così tardive, che profumavano chiaramente di nostalgia della giovinezza.
Dall'articolo di oggi su ''la Repubblica'' :

Qui tocca parlare del burro. E delle tardive recriminazioni di Maria Schneider.

«Maria si è sentita un po' strumentalizzata da tutti e due, ma un regista non usa sempre i guanti di velluto. Lei era molto femminista. E molto ignorante. La sgridavo: "Sei figlia di una libraia, possibile che non leggi mai? Come puoi fare bene l'attrice se resti ignorante come una talpa?". Avevamo un rapporto, come dire, diretto: una volta ci urlavamo al walkie-talkie oscenità di ogni tipo e un radioamatore che per caso ci aveva intercettato rimase sconvolto: "Ma cosa vi state dicendo?". La storia del burro è risaputa, non era in copione, ma era previsto uno stupro. La mattina, lì nell'appartamento sfitto, Marlon ed io stiamo facendo colazione, café crème, baguette, burro: ci guardiamo e, quasi senza dirlo, nasce la famigerata scena che alcune persone molto ingenue o ignoranti hanno considerato realtà. E non cinema. Finita la ripresa, Maria era rabbiosa, Marlon se l'è portata in camerino e l'ha tenuta abbracciata una mezz'ora. Per molto tempo è andato tutto bene, è venuta alle prime. Dopo, molto dopo, ha cominciato a parlare male di me. A dire che l'avevo abusata».


[ fonte ]

A conti fatti : Maria Schneider è diventata immortale grazie a quella scena e a soli 20 anni.
Mi sapete dire almeno 1 altro film interpretato dall'attrice francese ?

===

Kylie ha detto...

IO l'ho visto a pezzi. Mi annoia a morte quel film.

Buon sabato!

Nuvola ha detto...

Marco, non credo che il fatto che non erano persone qualsiasi Bernardo Bertolucci e Marlon Brando possa giustificare la cosa, se la cosa e' andata come descritta.

Certo, lei avrebbe dovuto agire e tutelarsi appena successo il fatto.

Ma uno che mi racconta una cosa simile e usando quelle parole io non penso che sia a posto, penso che stia giustificando uno stupro! Uno stupro non e' giustificabile, e' reato!

Sara ha detto...

Concordo con Nuvola.
Il fatto che sia divenrata famosa con quel film cosa significa? Che poi piu'che fam9sa era famigerata. Aveva 20, un'eta'in cui si e'ancora molto fragili. Poi sai la rabbia di vedere il mondo che celebra l'intellettuale che ha contribuito alla tua violenza!

Marco Poli ha detto...

L'Arte è l'ambito del possibile.
Voi state ragionando un'officina d'arte - com'è un set cinematografico - con i parametri sindacali di un qualsiasi lavoro dipendente.
Attribuite Verità - assoluta, incontestabile, anzi approssimando per eccesso - alle parole della Schneider, che per esattezza tempo fa disse che fu ''quasi violentata''.
''Quasi''.
E Castigo Divino a Bernardo Bertolucci e Marlon Brando.

Ripeto dall'intervista a Bertolucci, citata sopra :

La storia del burro è risaputa, non era in copione, ma era previsto uno stupro.

===

Il fatto che sia divenrata famosa con quel film cosa significa?
[ ... ]
Aveva 20, un'eta'in cui si e'ancora molto fragili.


Cito da Wikipedia :

Esordisce in teatro non ancora quattordicenne, senza aver mai ricevuto lezioni di recitazione[3]. Due anni più tardi ottiene il suo primo ruolo per il cinema con una piccola parte in L'albero di Natale (1969) di Terence Young e, nello stesso anno, in Madly - Il piacere dell'uomo (1970) con Alain Delon.

[ fonte ]

Molto fragile ?
Molto determinata, a parere mio.

===

Sara ha detto...

Marco tu sei molte cose, ma non sei una donna.

Nuvola ha detto...

Marco: stavano girando un film. Non e' "arte".
Un film con un copione. Con attori che sapevano del copione scritto.

"Arte" non giustifica reati. Allora, in un film c'e' la scena di un omicidio, per renderla più' realistica ammazzi davvero l'attore. Tu diresti: E' arte, no? E' permesso!

SE lei non era stata messa al corrente IN ANTICIPO della scena di sodomia, ALLORA che si lamenti e' perfettamente lecito.

Poi, schiettamente: se io nel privato dico di no a certe pratiche (a me, per esempio, non piace per nulla una pratica del genere!) perché per un'attrice, non essendo stata preavvertita, prenderselo in culo (pardon) e' lecito? La differenza e' li', glielo dovevano dire prima, e lei poteva accettare o meno. Non glielo hanno detto prima? Beh, forzare qualcuno ad un rapporto sessuale non consensuale e' violenza. Non e' come non dirti che ci sono fagioli invece del pollo a cena.

La Laura ha detto...

Una vicenda da vomitare sulla presunzione del maestro. Avrebbe dovuto denunciare sia il maestro che l'attore. L'avrebbero massacrata, ma sul lungo periodo, forse, Maria avrebbe sofferto di meno.
Una storia di orrendo maschilismo e di uso del corpo (femminile, guarda caso).
Sento ribrezzo, soprattutto per gli applausi al film

Marco Poli ha detto...

Non leggete.
Eppure, sopra, è scritto in lingua italiana.

Saluti, e buona domenica a tutt*.

===

diego ha detto...

Il film secondo me non era brutto, per alcuni aspetti (ambientazione, atmosfere, soprattutto la fotografia), anche se non un capolavoro. Però quando lo vidi, molto tempo fa, non sapevo che la scena fosse una brutalità reale e non solo recitata; se la brutalità fu reale, questa va condannata senza se e senza ma, fosse anche stato un capolavoro, mi pare quantomeno ovvio. In generale non amo i registi che credono di essere Dio in terra, sul set.