05 febbraio 2017

Festival surrogato

In Italia è vietata la maternità surrogata, pero' spesso le trasmissioni della Rai, ospitano personaggi del mondo dello spettacolo, che hanno avuto figli in questo modo. 
Il festival di Sanremo  dà puntualmente il suo contributo e quest'anno è la volta di Ricky Martin. 

12 commenti:

Lorenzo ha detto...

E' il meccanismo del "dato di fatto".
Ti abituano ad una certa aberrazione, obtorto collo, finché dai e dai non ti sembra che faccia parte della "normalità" e poi la sanciscono come tale con una legge.
Ormai TUTTO funziona cosi, in ogni aspetto del vivere.

Se provi ad obbiettare che si tratta non solo di una aberrazione ma di un reato o di un illecito, secondo le norme vigenti, sei automaticamente un ignorante retrogrado, un pazzo, un criminale. Arriviamo fino alla disumanizzazione di antica memoria per cui "uccidere un fascista non è reato".

Gli Italiani sono ormai del tutto supini, dopo cent'anni di lavaggio del cervello.

Ernest ha detto...

Siamo ipocriti da sempre in questo paese... da sempre.

Federica ha detto...

più che altro Ricky Martin è una star un po' vintage... ma son pronta a ricredermi se farà un figurone all'Ariston!

Lorenzo ha detto...

Sara, ti faccio anche presente che il termine "madre surrogata" è VOLUTAMENTE improprio.

Le donne che partoriscono un bambino per le coppie di uomini gai non surrogano nessuna funzione di questi. Non è come se impiantassero in un'altra donna uno dei tuoi ovuli. Si tratta più semplicemente della compravendita di bambini. Affatto diversa da quello che facevano i contadini dell'Appennino quando vendevano i figli agli artisti girovaghi.

E' solo per la comodità e la soddisfazione del cliente gaio che esiste il tempo e il luogo dove vengono selezionate da un catalogo le donne che forniscono l'ovulo e le donne che porteranno a compimento la gravidanza. Invece di un bambino preso a caso da un mucchio di bambini fatti in serie, gliene fanno uno su misura. Con tutte le implicazioni di selezione e eugenetica prima, durante e dopo.

E' abbastanza divertente, da un certo punto di vista, vedere come le aberrazioni assolute diventino comportamento non solo accettato ma virtuoso semplicemente imponendolo a forza.

UnUomo.InCammino ha detto...

Ladri di bambini ordinati a catalogo per i propri capricci, tolti a donne reificate a incubatrici viventi.
Però è bello, è diversamente sessuale, è arcobalenico, è progresso.
Sì sì, progredire nella merda.

franco battaglia ha detto...

Ma a Sanremo che gliene frega se hai "surrogato", sei vai cena con Trump, se sei il fratello di Marra, se non vendi un disco da dodici anni.
Quest'anno vorrei tentare di non vederlo mai...

Magnoli@ ha detto...

In alcuni casi potrei accettarla l 'idea di madre surrogata.
Altrimenti l adozione sarebbe una signora scelta per certo fanatici.

fracatz ha detto...

almeno qui tra i tuoi lettori la gente non si vergogna a dire che vedrà sanremo

tvandtv ha detto...

secondo me lo spettatore tipo del festival fatica a sapere chi sia Martin..

Carlo ha detto...

Non credo di aver capito la filosofia di questa breve riflessione. Se in Italia la maternità surrogata è vietata ma esistono individui che hanno fatto ricorso a tale pratica adottiva nei paesi che la consentono dal punto di vista legislativo, come dobbiamo comportarci nei confronti di tali individui? Bandirli dal territorio nazionale? Vietare agli stessi di partecipare a manifestazioni pubbliche, di qualunque genere esse siano? Oppure è prevenzione verso il mondo dei gay, dove ci sono coppie che ricorrono spesso a questo sistema per avere un figlio?

Secondo me sta all'intelligenza delle persone, come per esempio a quella di chi vede uno spettacolo come Sanremo, farsi un'opinione e stigmatizzare quanto "percepisce" vedendo quello spettacolo. Anche la Chiesa, tradizionalmente conservatrice, ha modificato le proprie prescrizioni sui divorziati, dove sta il problema?

Personalmente non considero nè aberrante e neanche allucinante la maternità surrogata, confidando molto nella coscienza degli individui che si prestano o ricorrono a tale pratica. Fiducia che spesso la "gran massa" ha deluso, smentendomi... ma fa nulla, sempre fiducioso rimango.

Piuttosto, subordinerei tale scelta ad una "adozione" classica, visto che al mondo ci sono milioni di bambini in condizioni di vita talmente estreme che adottarli potrebbe migliorare loro la vita. E poi, siamo troppi a questo mondo e "fare" altri figli, significa continuare a massacrare questo nostro mondo sempre più povero di risorse e sempre più affollato di disperati.

Ciao Sara

Lorenzo ha detto...

Carlo, anche in questo caso non hai capito niente.

La "adozione" viene riconosciuta da un tribunale che in tutti i paesi civili ha come priorità il benessere del bimbo.

Ma qui non c'è nessuna adozione.

C'è prima la fabbricazione in laboratorio dell'embrione partendo da ovulo e sperma di persone eterogenee (a seconda dei casi, uno dei due può essere parte in causa oppure nessuno). Fabbricato l'embrione, questo viene impiantato in una donna che funge da incubatrice.

Dopo il parto il bimbo viene tolto alla donna che lo ha partorito e consegnato al committente, cioè colui che ha pagato per il procedimento.

A questo punto il committente NON ADOTTA BENSI RICONOSCE il bimbo come proprio figlio, anche se biologicamente il bambino può non avere nessun legame oppure ce l'ha con il "partner" che ha contribuito con uno dei due gameti usati per fabbricare l'embrione. In altre parole la persona si presenta negli uffici dove normalmente vanno padri e madri biologici e dichiara di avere generato il bimbo.

IL riconoscimento del figlio come proprio è UN ESPEDIENTE che serve proprio per aggirare la normativa per la adozione che altrimenti non consegnerebbe mai un bambino preso in carico dallo Stato ad una persona singola o ad una coppia omosessuale, specie considerate le condizioni particolari di mostruosità tipo Michael Jackson o Elton John.

Grande confusione semantica manifesta grande confusione mentale.
E ignoranza.
Combinazione tipica di chi vive come uno schiavo.

Federica ha detto...

alla fine è stata una lezione di zumba!