05 febbraio 2017

I gatti e le rose

Ho iniziato a potare le rose e immancabilmente mi sono ritrovata i gatti intorno. Mi hanno sempre fatto compagnia durante i lavori in giardino, anche quando stavo nella casa di Sarzana.
Magari mi osservano stando appollaiati su un albero d'ulivo, o restano fermi a pochi metri da me e vedono cadere ai miei piedi i rami di rosa.
Poi prendo i rami e li vado ad ammucchiare più in là, dove poi li brucerò. Non ho una carriola per portarli nel bidone degli sfalci. Forse me ne acquistero'una. Magari usata. Chissa' se c'e'un mercato di carriole usate.

E i gatti mi seguono, poi fanno una piccola deviazione ad esplorare qualcosa tra i vasi, che vedono solo loro. Poi mi tornano vicini. Mi guardano seduti in silenzio. Penso a quella poesia di Pavese che mi piaceva tanto  I gatti lo sapranno.
Sembrava parlasse di loro e di me, s'intende e di tutto quello che in seguito sarebbe accaduto. Degli inverni lunghi che mi attendevano, delle domeniche troppo brevi. 


The cats will know
di Cesare Pavese

Ancora cadrà la pioggia
sui tuoi dolci selciati,
una pioggia leggera
come un alito o un passo.
Ancora la brezza e l'alba
fioriranno leggere
come sotto il tuo passo,
quando tu rientrerai.
Tra fiori e davanzali
i gatti lo sapranno.

Ci saranno altri giorni,
ci saranno altre voci.
Sorriderai da sola.
I gatti lo sapranno.
Udrai parole antiche,
parole stanche vane
come i costumi smessi
delle feste di ieri.

Farai gesti anche tu.
Risponderai parole-
viso di primavera
farai gesti anche tu.

I gatti lo sapranno,
viso di primavera;
e la pioggia leggera,
l'alba color giacinto,
che dilaniano il cuore
di chi più non ti spera,
sono il triste sorriso
che sorridi da sola.
Ci saranno altri giorni,
altre voci e risvegli.
Soffriremo nell'alba,
viso di primavera.
10 aprile 1953

17 commenti:

La Laura ha detto...

In città non ho gatti e mi mancano. Ad Allau faccio tutto quel che posso per attirare quelli selvatici, perché i gatti servono alla mia gioia. Ce la faccio ogni estate, e quasi tutti mi seguono durante i lavori di potatura e di scavo. È una cosa poetica che mi affascina. Ciao Sara

Lorenzo ha detto...

Ti ho detto che mio fatello ha un cane? Praticamente è un bambino, ogni cinque minuti viene li a cercare le coccole e mi lecca. Guai se gioco coi nipoti, viene subito li anche lui. Ora, a parte la faccenda dell'igiene, i cani producono sudicio e non c'è modo di evitarlo, specie in città, il cane-bambino non mi diverte. Se proprio dovessi, io vorrei un cane che sta sulle sue e si accontenta di una pacca virile di quando in quando. IL gatto è quasi perfetto proprio per quello, che ti guarda ma non implora le coccole. L'unico difetto è che se lo chiami viene solo se gli gira.

Sara ha detto...

Lorenzo anche i gatti vogliono le coccole e fanno pure scene di gelosia!

Mariella ha detto...

Anche io ho potato la mia rosa ( è sola come quella del Piccolo Principe) questa mattina.
Bella la poesia di Pavese, non la conoscevo.
Buona domenica bella Sara.

Lorenzo ha detto...

Si anche le piante vogliono le coccole. Hai mai visto un gatto che come ti vede sembra che tu sia Ulisse che torna a Itaca e ti salta addosso e si rotola e ti morde e ti lecca, e abbaia e guaisce, eccetera, come fanno i cani-bambino? Al massimo il gatto si avvicina in silenzio e ti si struscia addosso per marcarti col suo odore. Ogni tanto fa "miao". Il gatto è sempre li un po' per caso, ti fa capire che se non ci sei non fa tanta differenza. Il cane-bambino fa le scene alla Mario Merola, muore se non gli dai attenzione.

Ofelia Deville ha detto...

Tutti gli esseri viventi se amati ricambiano l'amore: C'è chi lo fa sbocciando in tutta la sua bellezza e chi invece ti sta vicino silenziosamente.
Un abbraccio

Vera ha detto...

Lorenzo hai mai avuto gatti?
non guaiscono, ma si rotolano ai piedi quando vedono rientrare i loro umani, danno testate affettuose se possono preferibilmente sotto il mento, si stendono a pancia in su invitandoti a grattagli il ventre, sono tristi se rimangono soli, se si è immusoniti vengono a guardarti preoccupati e allungando piano una zampa te la posano sul volto, ogni tanto decidono che li, proprio li, dierto quell'oreccihio hai bisogno di una bella lavata e tentano con la loro lingua rasposa di ripulirti ben bene, ti offrono le loro prede guardandoti in viso e strizzando gli occhi in segno di affetto.
Danno quello che ricevono, se ricevono attenzione ricambiano se non ne ricevono è vero che fanno da se. Non sono servi e non riterranno mai l'umano il loro capo, un buon amico, questo si e gli amici dopo un po' che non si vedono si cercano con piacere.
Però hai ragione niente scene alla Mario Merola, loro sono esseri "raffinati" ;)

fracatz ha detto...

le carriole usate costano di più perché sono oggetti di antiquariato, ti conviene comprarne una al leroymarlin si monta facilmente anche se Alice guarda i gatti e i gatti guardano nel sole

Lorenzo ha detto...

Non sono mai stato "padrone" ne di gatti ne di cani, perché, oltre problemi logistici, ritengo che sia proprio sbagliato tenere animali in casa. Io vivo in città, non c'è spazio per i bambini, non c'è spazio per cani e gatti.

Alcuni miei parenti e amici hanno o avevano cani e gatti. A volte mi è capitato di averci a che fare occasionalmente, per esempio dargli da mangiare se il padrone si assenta.

Il cane di cui parlavo non è mio, è di mio fratello e mi vede una o due vole al mese, se va bene. Quando mi vede salta, abbaia, lecca, mordicchia, si rotola per terra, si sdraia ai miei piedi e non la smette finché o non li do una pacca in malo modo o lo accarezzo per un po'. Dopo dieci minuti ritorna e ricomincia. Non sopporta che io giochi coi miei nipoti e non con lui perché pensa di essere uno di loro.

I gatti ti guardano, vengono li, si strusciano, se ti siedi magari ti vengono in grembo ma rispetto al cane-bambino è come se non ci fossero. Il momento topico della giornata del gatto è quando gli dai da mangiare. Del resto anche tra di loro i gatti hanno una interazione limitata.

NOTA BENE: a me il rapporto tra animale e persona sembra una cosa un po' malata. Quando dico cane-bambino non gli faccio un complimento, sto descrivendo una perversione, un cane che non sa di essere cane e una persona che ha nel cane un succedaneo di un bambino, che non cresce mai e non diventa mai autonomo. Il tipo di "affetto" che ti da un cane del genere, cosi incondizionato e cosi sottomesso, cosi disperato, secondo me se ti gratifica vuol dire che hai qualcosa che non va. Il gatto alla fine è solo decorativo, come l'acquario, per fortuna non da i grattacapi del cane, se lasci il gatto da solo, posto che abbia da mangiare, alla fine se ne fa due baffi a tortiglione.

La Laura ha detto...

Dimenticavo di dirti che nei mercatini dell'usato si trovano carriole. Non facilmente però. Forse conviene comprarla, io cercherei anche in rete. Di nuovo ciao

Sara ha detto...

Grazie Laura!

RobbyRoby ha detto...

ciao
buona giornata e buona settimana.
Bella la poesia.
Che dolci i tuoi mici.

viola ha detto...

Splendida questa poesia ..
Per Lorenzo: i miei gatti mi aspettano quando rientro, mi "salutano", fanno musino, musino, la gatta miagola finchè non mi siedo con lei per farle fare la pasta, mi riempe di leccatine, sa come farmi capire quando vuole che mi fermi con lei e la coccoli o la faccia uscire per un giretto; il gatto è un ruffiano, sa chiedere e ottenere ciò di cui ha bisogno, desidera attenzioni, coccole e gioco; sono pienamente consapevole che non possono sostituire un bambino ma sono comunque una fonte di gioia, risa, piacevole "perdita di tempo" nell'osservarli, scambio di affetto e attenzioni; sicuramente aiutano a riempire un vuoto e a condividere parte di questa nostra vita CHE NON SEMPRE PURTROPPO E' PERFETTA E COME LA VORREMMO e si nutre quindi anche di relazioni "anomale" o "malate", non convenzionali insomma, che ovviamente non appagano completamente e sostituiscono la Relazione con gli altri esseri della nostra stessa specie. Ma quanto bene mi fanno e quanto poesia .. pertanto non semplicemente decorativi ma ESSERI PREZIOSISSIMI

Ernest ha detto...

Non ho mai avuto né cani né gatti ma indirettamente si nel senso che erano della mia fidanzata... devo essere sincero che ciò che trasmetteva il cane non era lo stesso del gatto, ma questo è solo il mio pensiero

Lorenzo ha detto...

In origine, quando le risorse erano scarse, l'addomesticamento degli animali rispondeva ad una funzione pratica. Se un animale era "prezioso" non era per le "coccole" ma perché o svolgeva un lavoro utile o perché il suo corpo era fonte di nutrimento e/o materia prima.

L'animale domestico contemporaneo ha una funzione "psicologica" e questo ci configura come persone che vivono in una situazione forzata sul tipo di quella dei carcerati. Tanto più sono "preziosissimi" i gatti, tanto peggiore e/o insensata è la tua vita.

Mio fratello dedica più tempo e attenzioni al cane che ai figli. I figli sono sbolognati alla scuola o ai nonni, invece per il cane torna a casa dal lavoro per farli gare il "giretto", cioè per farlo pisciare e cacare nel giardino dove in teoria dovrebbero andare le persone.

Il mondo antico era difficile, si moriva per un niente. Il mondo di adesso è una commedia assurda.

Alahambra ha detto...

Infatti, il gatto è meglio *.*

viola ha detto...

Lorenzo "il mondo di adesso è una commedia assurda" e a volte pure na tragedia dico io, l'importante è averne consapevolezza ! Ora ti lascio perché la gatta mi si è seduta sulla pancia e mi impedisce di scrivere ...