Stivali


Questi stivali li ho acquistati nel 2008, li pagai un po', non mi ricordo la cifra, ma mi pare poco meno di 200 euro. 
Li ho adoperati tanto, ma tanto, come accade con tutte le calzature o i vestiti che mi piacciono molto, ci sono cose che anche quando iinvecchiano,faccio fatica a mettere da parte. Poi magari ho roba che rimane intonsa nell'armadio da un anno all'altro.
Le calzature per me sono importanti, perchè faccio molti km in auto ogni giorno e devo sentirmi sicura quando schiaccio i pedali, inoltre per lavoro salvo abbastanza spesso  sulle scale, quindi non posso permettermi un equilibrio delicato.

Questi stivali li avevo fatti aggiustare anni fa, ultimamente mi sono accorta che avevano bisogno di nuove riparazioni e così sono andata dal calzolaio confidando in un suo parere. Per intenderci sono andata da un artigiano di quelli tradizionali, insomma uno che ha la sua bottega,  non mi sono rivolta a un affiliato di catena di cambio tacchi, doppioni chiave etc.
C'era da rifare le suole, cambiare le cerniere, lucidare...un po'di interventi per il non modico costo di 40 euro!
Ma io mi trovo bene con questi stivali! Ora comperarmene un paio di pari livello come ho fatto 10 anni fa sarebbe stata una spesa impegnativa, ma poi io li voglio proprio così!
Il calzolaio ha capito che tenevo a questi stivali e così ha dato nuova vita a quello che era a suo tempo un buon prodotto e meritava di essere recuperato!
Ora sono contenta!
E se qualcuno mi prende in giro perchè ho fatto aggiustare un paio di stivali di 10 anni, è scemo! 


15 commenti:

La Laura ha detto...

Ma scherzi, prenderti in giro per aver fatto una cosa intelligente? Comunque sei in sintonia con un'onda "radical chic " termine che odio, ma facciamo a capirci sinteticamente, molto milanese, Milano centro, che è tornata a cambiare colletti e polsini delle camicie, risuolare calzature eccetera . Tutti oggetti di buona qualità, ovviamente.Mi sembra giusto così! Dai che forse in molti stiamo tutti capendo che il lavoro va pagato e il consumismo come fede è una fregatura esistenziale che deprime e appiattisce.

Francesco ha detto...

Hai fatto ciò che sentivi

UIFPW08 ha detto...

Lo dico che sei unica..
Maurizio

Mark Renthon ha detto...

Approved!

Anch'io porto sempre a risuolare gli stivali da moto ;D, per due valide ragioni: la prima è che nuovi costano come un rene, la seconda è che con il passare degli anni la qualità delle cose peggiora sempre di più (i prezzi però non scendono, ovviamente) e quindi finchè non sfondo la tomaia faccio risistemare quelli vecchi.

Volkhvaar ha detto...

Hai fatto bene: se ne valeva la pena hai fatto la scelta giusta.
Anch'io ho fatto riparare e risuolare i miei scarponi da alpinismo: primo perchè nuovi costano davvero tanto (un rene me l'hanno già tolto e quindi non ho nulla da dare in pegno...), secondo perchè mi ci sono affezionato, terzo perchè ne valeva la pena.
Li ho fatti riparare nel laboratorio della casa madre: mi hanno fatto un lavoro così ottimo che potrei posarli in un negozio assieme a quelli nuovi e non si vedrebbe alcuna differenza.
Quando le cose sono fatte bene durano.

Lorenzo ha detto...

Io riparo e faccio riparare le mie cose fino a che è possibile. Concordo con MarkCoso sopra, la qualità peggiora continuamente oppure la "obsolescenza programmata" accorcia sempre di più la "vita utile" degli oggetti. Del resto lui con "moto" intende un enduro altrimenti noto come "la rugginosa" e io vado in giro con uno scooter che ha 18 anni.

semola ha detto...

... purtroppo molti dei prodotti attuali non possono essere riparati ...
... nascono con una scadenza per essere buttati (obsolescenza programmata)...
... un buon prodotto dura tanto (ma anche lì cercano di convincerti che non è più di moda)...
... allora non ne compri uno nuovo...
... allora non aiuti il mercato ...
... allora non aiuti la crescita...
... allora non aiuti l'occupazione ...
... allora è colpa tua se sei disoccupato ...

viola ha detto...

Hai fatto benissimo. Anche io ho cose che uso tantissimo e vorrei non si consumassero mai !!!

franco battaglia ha detto...

Hai fatto strabene... le cose cui siamo affezionati e che ci fanno stare bene, soprattutto, vanno salvaguardate. Un mese o dieci anni fa non conta nulla. N U L L A. ;)

Biagioli Alessandro ha detto...

non hai fatto bene sai,con l eta servono buone suole che aiutino il piede a stare comodo ,dopo 10 anni l interno del plantare sara deformato e se li usi per tante ore ti spaccheranno i piedi.capisco il tenerli,ma per tutti i giorni ricomperali!!!non fa la sarazanese spilorcia !

UnUomo.InCammino ha detto...

Ci sono capi che sono tuoi capi.
Oggetti di qualità durano nel tempo e possono essere riparati e dare ancpra molto valore, molto piacere a coloro che li usano.
Brava!

UnUomo.InCammino ha detto...

Mi sto chiedendo perché io trovi questa foto erotizzante.

Lorenzo ha detto...

Mi fa un po' strano dovere ricordare a Biagioli che l'umanità si è evoluta e diffusa su tutta la Terra senza conoscere i "plantari".

Tra l'altro l'uso di calzature moderne ha cambiato IN PEGGIO il modo di camminare, come dovrebbero sapere tutti quelli che hanno provato a esercitare un po' il fisico a piedi nudi. Tipicamente oggi la gente "scalcagna" quando fino al tardo medioevo si camminava (a maggior ragione, si correva) poggiando prima la parte anteriore del piede.

Piuttosto, guardando gli stivali, osservo che, come spesso capita con le calzature femminili, sono stretti in punta. Oltre al problema delle vesciche, esiste il problema di forzare l'alluce e il mignolo verso l'interno. Capita anche a me, non riesco a trovare degli scarponi veramente comodi.

Biagioli Alessandro ha detto...

ti sei risposto da solo è proprio per l evoluzione che hanno trovato comodo e funzionale mettere i plantari anatomici,prima si spaccavano i piedi .le scarpe devono essere i migliori acquisti che facciamo ,per fare un po il populista tanto di moda al giorno d oggi diro:i piedi sorreggono tutto il peso del corpo !..

Lorenzo ha detto...

I piedi non si "ammalano" se cammini a piedi scalzi.

I piedi si ammalano se non cammini e/o se cammini con calzature che obbligano a movimenti innaturali.

La differenza tra noi e gli avi è che noi, dalla gioventù, NON camminiamo e quando lo facciamo, camminiamo con calzature sbagliate e questo implica che il piede lavora tutta la vita in maniera innaturale.

Oltre alla ovvia considerazione che le scarpe col plantare sono una invenzione recente, farei anche presente che sono ignote in molte parti del mondo ancora oggi e non mi risulta che, per esempio, gli indios dell'Amazzonia abbiano problemi di locomozione perché gli mancano i plantari. E' noto il caso dei maratoneti africani (segnatamente quelli che vivono in altura) che corrono scalzi ancora oggi.

Il peso del corpo non è "sostenuto" nel senso del basamento di un pilastro, perché quando siamo in piedi, siamo sempre in equilibrio instabile, ovvero cadiamo continuamente in un senso o nell'altro e il cervello ci fa stare su aggiustando la distribuzione delle masse rispetto al baricentro.

Il fatto che dobbiamo costantemente aggiustare la posizione implica lo stress maggiore nelle giunture principali, ovvero le ginocchia e in misura minore le teste dei femori. L'uso dei plantari si impone quando cede la "volta plantare" del piede, ovvero l'arco sotto il piede formato dalle ossa lunghe e dai tendini. Ovvero quando c'è un "piede piatto acquisito". Invece nel caso delle ginocchia si possono spezzare i legamenti che le tengono insieme e/o si possono consumare le cartilagini che sono il punto di contatto dove sfregano le due parti della articolazione. A quel punto si deve ricorrere alla chirurgia, fino alla sostituzione completa della articolazione con una protesi.

La maggior parte delle malattie croniche che ci vengono dipendono dal fatto che abbiamo abitudini differenti da quelle degli avi, abitudini INNATURALI.